Gabriele Capecchi
Cosimo II e le arti di Boboli
Olschki, Firenze, 2008, 226 pp., € 32,00.
ISBN 978-88-222-5806-9
Data di pubblicazione su web 06/02/2009
Due sono i generi dei libri di referenza: quelli che affrontano un tema circoscritto e lo presentano nell'interezza delle sue problematiche, con apporti documentali praticamente esaustivi (cfr. Mozzati su Rustici) e quelli che si pongono alla fine di un cammino di ricerca più vasto diventando sigillo e sintesi della ricerca medesima. A questa categoria appartiene lo studio di Gabriele Capecchi, dedicato al granduca Cosimo II de' Medici e alle arti in Boboli. Snello nelle dimensioni ma in certa misura definitivo nell'equilibrio tra conoscenza impagabile del campo di indagine e sua contestualizzazione in un più vasto respiro storiografico, ecco il libro che mancava e che conferma come la vera conoscenza non sia “specialismo” (Dio sa quanti storici dell'arte, e non solo, di questo specialismo si beano!) ma maturo inserimento della propria competenza nella rete solidale delle competenze e delle curiosità altrui, capace di suggerire percorsi nuovi anche al di là delle proprie intenzioni.
Frutto di anni di lavoro, come si evince facilmente anche dalle note e dalla esauriente e non ridondante appendice documentaria, il libro si costruisce sui binari paralleli della sintesi storiografica e della illustrazione iconografica che non è affatto accessoria ma consustanziale al percorso informativo.
Protagonista è il giardino di Boboli, non semplice spazio ludico ma illustrazione perfetta di un microcosmo rappresentativo al quale il giovane e presto scomparso granduca (in carica dal 1610 al ‘21, morto di tisi appena trentunenne) aveva affidato il compito di una compiuta rappresentazione del suo potere. Luogo chiuso ed elitario di una identità regnante ormai impregnata di assolutismo, il giardino, acquistato negli anni cinquanta del Cinquecento da Cosimo I ed Eleonora di Toledo, riceverà da Cosimo II il suo attuale assetto strutturale e decorativo (in particolare sotto la guida di Giulio e Alfonso Parigi). Merito del libro, al di là delle importanti attribuzioni in particolare scultoree, è soprattutto la lettura compiuta e pienamente convincente del progetto autocelebrativo che ne sta alla base, la ricostruzione, attraverso un' indagine documentaria impeccabile, di quel percorso, oscurato e confuso dalle molteplici manomissioni successive.
La riscoperta del poemetto Chiabreresco sul Vivajo di Boboli aiuta il recupero identificatorio del progetto incentrato sul contrasto tra la Venere Celeste e quella sensuale, che si alternano e si combattono nello spazio allusivo dell'isolamento e della separatezza. La costruzione di un'alterità immaginifica, contrapposta alla durezza dei negozi del vivere quotidiano, trova in questo giardino il prolungamento e, in un certo senso, una collocazione definitiva rispetto alla sontuosa intermittenza delle manifestazioni spettacolari con le quali, e non sta tra i meriti minori dello studio, l'autore stabilisce le giuste correlazioni. Individuando i debiti puntuali di statue e complessi scultorei nei confronti delle manifestazioni spettacolari di cui questi sono ricaduta, l'autore non solo dimostra una maturità che non lo rende vittima di rivendicazioni disciplinari, ma dà un rilevante esempio di quella solidarietà tra le discipline cui si faceva cenno più sopra. Nell'ambito di questa solidarietà mette nella giusta luce un patrimonio di fonti che spesso la storia dello spettacolo ha ignorato: quelle scultoree, appunto, prezioso nutrimento all'immaginazione non solo tematica ma mimica e gestuale. Quei gesti e quelle posture che si sono pianti come irrimediabilmente perduti o si sono cercati nella pittura forse sono proprio conservati, lì, pietrificati, nel giardino metropolitano delle meraviglie.
di Sara Mamone
Cosimo II e le arti di Boboli
Indice
Introduzione
di Cristina Acidini
Presentazione
di Alessandro Cecchi
Capitolo primo - IDEA E COMMITTENZA
1. La formazione del patrimonio fondiario di Boboli .
2. L'età di Cosimo II: profilo della committenza
3. Disegno iconografico e programma di governo
Capitolo secondo - GLI 'SCULTORINI' DI COSIMO II
1. La formazione del progetto figurativo
2. Il ruolo dello scultore e la conduzione della 'fabbrica'
3. Le misteriose vicende dei 'Gladiatori' di Boboli
4. Il ciclo decorativo dell' Amore profano
5. Ipotesi sull'iconografia dell'Isola
6. Apoteosi e rovina del 'Bagno di Venere'
7. Il ciclo di 'Ercole al bivio' e la fortuna delle allegorie morali
8. Il corredo figurativo dell' anfiteatro e gli interessi naturalistici della corte medicea
9. Le 'ragnaie' seicentesche e il popolo dei Villani in pietra Bigia
Elenco delle illustrazioni
TAVOLE
Appendice 1 – Regesto documentario
Appendice 2 – Gabriello Chiabrera, Il Vivajo di Boboli
Bibliografia
Indice dei nomi