Elisabetta Fava
Ondine, vampiri e cavalieri

L’opera romantica tedesca

Torino, EDT, 2007, pp. 318, 22 euro
ISBN 978-88-6040-174-8

Data di pubblicazione su web 10/03/2008

copertina

Questo libro, innanzi tutto, riempie un vuoto: sull'opera romantica tedesca – o meglio, su quel coacervo di tendenze musicali ed espressive che, a posteriori, è stato così etichettato – mancava il contributo sistematico e ordinatore di uno studioso italiano. Elisabetta Fava colma la lacuna con penna insieme rigorosa e leggera, documentatissima ma colloquiale, quasi a voler seguire quel connubio tra tono “alto” e tono “basso”, sublime e triviale (nel senso non dispregiativo, ma etimologico della parola) che della romantische Oper fu componente estetica statutaria.

Il volume circumnaviga dunque un arcipelago dalle tendenze eterogenee, ma delimitandone subito con chiarezza gli elementi comuni, accompagnando per mano il lettore in un “racconto saggistico” dove Weber, Spohr, Marschner e Lortzing diventano familiari come i personaggi di un romanzo; e, al contempo, chiarendo una volta per tutte il contributo decisivo dato al teatro d'opera da compositori fondamentalmente antioperistici come Schubert, Schumann, Loewe e perfino Mendelssohn, la cui men che incompiuta Loreley (tre frammenti in tutto) viene vista dall'autrice come il grande appuntamento mancato dell'opera romantica tedesca. Al primo Wagner – da un lato punto terminale del percorso, dall'altro sua totale rimessa in discussione – vengono dedicate le ultime pagine: e anche qui il libro, pur limitandosi a poco più di un'istantanea, offre spunti preziosi per ampliare ulteriormente il quadro.

Costretto a seguire un inesausto intrecciarsi di romantische Oper, grosse Oper e grosse romantische Oper, Zauberoper e phantastische Oper, komische Oper e Spieloper, il tutto filtrato dal principio ordinatore della Durchkomposition, il lettore non si perde, grazie alla chiarezza espositiva che permea ogni pagina. Semmai si avverte qualche ripetizione di concetti, un tornare qua e là sugli stessi passi: probabilmente per chiarire in via definitiva nomenclature che non rientrano nel lessico familiare del musicofilo italiano e, forse, anche perché il volume raccoglie materiali elaborati dall'autrice nel corso degli anni (Elisabetta Fava ha redatto per il Dizionario dell'opera Baldini & Castoldi molte schede relative a opere tedesche della prima metà dell'Ottocento). Infine – ma questi sono criteri puramente editoriali – si potrebbe lamentare la mancanza di un indice analitico per titoli (c'è solo quello per nomi) e l'assenza, in nota ai racconti delle singole opere, dei dramatis personae con relativi ruoli vocali.

A fare di Ondine, vampiri e cavalieri un testo che dovrebbe figurare nella biblioteca non solo dei musicologi, ma di ogni germanista, ci sono poi i continui riferimenti alla letteratura di quei decenni, al di là delle fonti librettistiche: un procedimento ineccepibile, se si pensa allo sforzo congiunto che fecero compositori e letterati per approdare a una definizione tedesca di romanticismo, e se si tiene presente che dobbiamo a un “irregolare” come Hoffmann – mezzo narratore e mezzo musicista – la prima vera romantische oper (Undine, 1816). Anzi, il libro offre curiosità inedite anche al mero appassionato di letteratura tedesca, aprendo una finestra su lavori ignoti ai lettori italiani: è il caso, per esempio, di Olura, testo postumo di Wilhelm Waiblinger – qui citato per i suoi riferimenti al Freischütz di Weber – che affrontava in chiave satirica l'annoso dibattito su mesmerismo e sonni magnetici.

Tra tante ondine poste in rassegna dal libro, manca all'appello un piccolo manipolo: quelle – d'altronde giunte cronologicamente fuori tempo massimo in rapporto ai parametri romantici – di Die Rheinnixen di Offenbach: un'opera che solo in questi ultimissimi tempi è riemersa dalle polveri che ne avevano rimosso l'esistenza. Il ripescaggio è però sintomatico di un risveglio d'interesse verso questo repertorio, e la timida “Marschner renaissance” che sta soffiando sull'Italia (qualche tempo fa Hans Heiling a Cagliari, nei prossimi mesi – sembra – Der Vampyr a Bologna) parrebbe confermarlo. Chissà che questo volume non faccia ulteriormente da sprone, invogliando qualche direttore artistico a cercare fra tante altre piccole e grandi gemme sepolte dalla Storia: accade di rado che le ricognizioni musicologiche portino un contributo alla programmazione teatrale, ma Ondine, vampiri e cavalieri, così felicemente leggibile, potrebbe rappresentare un'eccezione.

di Paolo Patrizi

Ondine, vampiri e cavalieri

Indice




Indice

 

Alla ricerca di un’identità teatrale

Frazionamento ed esterofilia

Come diceva Rocco: «Es ist ein schönes Ding, das Gold»

Romantische Oper o ibrido?

I precedenti e quel che se ne trae, in casa e fuori

Parentele e divergenze

Calibano e le ondine: l’azione di Shakespeare e Gozzi

Fantastisch, humorvoll, genial: nuove categorie di gusto

Da Aurora alle Ondine: il mistero entra nella fiaba

Poteri occulti della messinscena

Un anno di esperimenti: il 1816

Che dongiovanni, questo Faust!

Streghe, lemuri, incantesimi: un fondaco di invenzioni drammatiche

Un’incursione nella fiaba: Zemire und Azor

Problemi di terminologia

Motivi mnemonici e risonanze interiori

L’atto di nascita: Il franco cacciatore

«Una scrittura alla portata della massa»

Durchkomposition: l’utopia dell’organicità come pietra della discordia

Dalla teoria alla pratica: Euryanthe e lo sdegno di Grillparzer

Euryanthe: «capolavoro mancato»?

Tra oratorio e spettacolarità: il caso di Jessonda

Al di là dell’illusione: paladini e principesse alla corte di Schubert

Paesaggio con elfi

Altre ninfe: Libussa e Melusina din Konradin Kreutzer

L’opera magica emigra in Danimarca: Lulu di Kuhlau tra Mozart e Weber

Viaggio al centro della terra: gli spiriti delle montagne

Alla ricerca del fiore azzurro: Weber incontra la fiaba

Melancholia, monomania e mesmerismo: patologie vampiresche

Le metamorfosi del vampiro e le seduzioni della drammaturgia

Altri visi pallidi: la versione di Lindpainter

Negromanzia e Dopplegänger: un caso sfortunato

Un best-seller trasformato in melodramma: il caso di Ivanhoe

Il dramma romantico e la rivincita della musica

Hans-Heiling

Epilogo alle falde dell’Etna

Strategie del libretto romantico

Tentazioni ispaniche

Costellazioni periferiche

Altre spigolature degli anni Trenta: iniezioni di umorismo

Nicolai e il filone féerique

Un passo indietro: sogni nel cassetto

Se Mefistofele regala il collier...

Il Lied si mette in costume: il caso Genoveva

Epitome e congedo: l’apprendistato di Wagner nella romantische Oper

Bibliografia

Indice dei nomi