Segnocinema n. 146, anno XXVII, luglio-agosto 2007
Rivista cinematografica bimestrale
n. 146, anno XXVII, luglio-agosto 2007, € 6.00
ISSN 0393-3865
n. 146, anno XXVII, luglio-agosto 2007, € 6.00
ISSN 0393-3865
Data di pubblicazione su web 25/09/2007
Lo speciale del n. 146 di Segnocinema è dedicato a un tema impegnativo e importante per il cinema contemporaneo e cioè la rappresentazione dell'America dopo l'11/9. La raccolta degli interventi, intitolata significativamente Filming (in) America – Raccontare gli USA dopo l'11/9 parte dalle osservazioni del curatore Andrea Bellavita: "Bisogna uscire dal luogo comune secondo il quale il cinema americano dopo il 2001 parli del crollo delle Twin Towers, perché non è assolutamente vero, è forse vero il contrario: la maggior parte del cinema americano (dell'America e sull'America) dell'11/9 se ne frega altamente. Perché è impegnato a svolgere altre funzioni: a tranquillizzare il pubblico anziché continuare a ricordargli che la sua più grande ferita è infetta, a rassicurarlo, a procuragli emozioni alternative all'angoscia e alla pratica del pensiero (dal divertimento alla paura, e a fare quello che il cinema fa da più di un secolo. Cioè a raccontare la realtà, a negoziare il senso della vita […]".
E non è un caso che nessuno degli interventi che seguono l'introduzione di Bellavita parli mai di film che hanno messo in scena l'11/9: quello di Mimmo Locatelli elegge a sguardo privilegiato nella messa in scena di questi USA un film coreano di Bong, The Host (2006), "un saggio di geopolitica post-coloniale"; il breve saggio di Anton Giulio Mancino addirittura lascia fuori campo tutti i film (e i titoli) del cinema che mostra l'11/9 e si concentra su un film, Obiettivo mortale (1981) di Richard Brooks e sulla sua scomparsa dalle programmazioni cine-televisive, un modo diretto quanto originale per dirci che il cinema spesso non è profetico, ma spinge verso la prossimità. Tra gli altri interventi, quello di Rocco Moccagatta ripercorre le strade della campagna rurale americana, che, nell'horror, torna a essere infestata dai redneck cannibalici post-Vietnam; Leonardo Gandini riflette poi sul concetto di giustizia, frantumato definitivamente dopo l'11/9, in un'America che ha mantenuto però inalterati i suoi "ruoli", le maschere, la posizione in scena degli attori sociali, di cui si occupano Bocchi e Malavasi in Che parte fai?. Chiude Emiliano Morreale, che inserisce il suo intervento nel solco che si è aperto tra la generazione dei padri e quella dei figli.
Per la rubrica Saggi e Interventi Bandirali e Terrone in Un maledetto imbroglio si scagliano nuovamente contro il cinema d'autore contemporaneo e la critica che lo sostiene, rinfocolando una vecchia polemica su cui eravamo già intervenuti recensendo il n. 140 della rivista; nell'interessante breve saggio di Adriano D'Aloia si ricostruiscono le vite, le morti e le resurrezioni del Metro Drive-In di Roma, il più grande d'Europa, aperto per la prima volta nel 1957, il primo e unico caso di cinema per automobili in Italia, originale caso di esperienza spettatoriale che ha fatto, nel suo piccolo, la storia del consumo cinematografico nel nostro Paese.
Per le Rubriche Pugliese, Rossi e Bellavita tracciano un bilancio, non molto esaltante delle tre sezioni competitive dell'ultimo Festival di Cannes, ma la vera novità di questo numero è la nascita della rubrica ActorSegno, curata dalla specialista Cristina Jandelli, che "si propone di studiare il funzionamento di un film a partire dalla performance dei suoi interpreti. Lo scopo è conferire alla recitazione cinematografica un'autonomia estetica che non si riduca né alla sociologia né al divismo né ai canoni teatrali, introducendo fattivamente l'analisi del contributo dell'attore nel dominio della teoria e della critica". Una sfida urgente e importante dunque, e forse non è un caso che il primo film preso in esame sia The Departed(2006) di Martin Scorsese, reso memorabile anche dalle straordinarie performance attoriche dei suoi interpreti.
E non è un caso che nessuno degli interventi che seguono l'introduzione di Bellavita parli mai di film che hanno messo in scena l'11/9: quello di Mimmo Locatelli elegge a sguardo privilegiato nella messa in scena di questi USA un film coreano di Bong, The Host (2006), "un saggio di geopolitica post-coloniale"; il breve saggio di Anton Giulio Mancino addirittura lascia fuori campo tutti i film (e i titoli) del cinema che mostra l'11/9 e si concentra su un film, Obiettivo mortale (1981) di Richard Brooks e sulla sua scomparsa dalle programmazioni cine-televisive, un modo diretto quanto originale per dirci che il cinema spesso non è profetico, ma spinge verso la prossimità. Tra gli altri interventi, quello di Rocco Moccagatta ripercorre le strade della campagna rurale americana, che, nell'horror, torna a essere infestata dai redneck cannibalici post-Vietnam; Leonardo Gandini riflette poi sul concetto di giustizia, frantumato definitivamente dopo l'11/9, in un'America che ha mantenuto però inalterati i suoi "ruoli", le maschere, la posizione in scena degli attori sociali, di cui si occupano Bocchi e Malavasi in Che parte fai?. Chiude Emiliano Morreale, che inserisce il suo intervento nel solco che si è aperto tra la generazione dei padri e quella dei figli.
Per la rubrica Saggi e Interventi Bandirali e Terrone in Un maledetto imbroglio si scagliano nuovamente contro il cinema d'autore contemporaneo e la critica che lo sostiene, rinfocolando una vecchia polemica su cui eravamo già intervenuti recensendo il n. 140 della rivista; nell'interessante breve saggio di Adriano D'Aloia si ricostruiscono le vite, le morti e le resurrezioni del Metro Drive-In di Roma, il più grande d'Europa, aperto per la prima volta nel 1957, il primo e unico caso di cinema per automobili in Italia, originale caso di esperienza spettatoriale che ha fatto, nel suo piccolo, la storia del consumo cinematografico nel nostro Paese.
Per le Rubriche Pugliese, Rossi e Bellavita tracciano un bilancio, non molto esaltante delle tre sezioni competitive dell'ultimo Festival di Cannes, ma la vera novità di questo numero è la nascita della rubrica ActorSegno, curata dalla specialista Cristina Jandelli, che "si propone di studiare il funzionamento di un film a partire dalla performance dei suoi interpreti. Lo scopo è conferire alla recitazione cinematografica un'autonomia estetica che non si riduca né alla sociologia né al divismo né ai canoni teatrali, introducendo fattivamente l'analisi del contributo dell'attore nel dominio della teoria e della critica". Una sfida urgente e importante dunque, e forse non è un caso che il primo film preso in esame sia The Departed(2006) di Martin Scorsese, reso memorabile anche dalle straordinarie performance attoriche dei suoi interpreti.
Marco Luceri
Segnocinema
Indice
Senza fine di Morando Morandini
SAGGI E INTERVENTI
Allarmi siam gli autori un anno dopo di Luca Bandirali e Enrico Terrone
Drive-In allitaliana di Adriano DAloia
La tecnica e il mito di Flavio De Bernardinis
SEGNOSPECIALE
FILMING (IN) AMERICA –Raccontare gli Stati Uniti dopo l11/9 a cura di Andrea Bellavita
Giustizia imperfetta di Leonardo Gandini
Prossimamente su questi schermi di Anton Giulio Mancini
Uomini, cani e seppie mutanti di Massimo Locatelli
Che parte fai? di Pier Maria Bocchi e Luca Malavasi
Redneck Manifesto di Rocco Moccagatta
Cause senza ribelli di Emiliano Morreale
My Own Private USA
FESTIVAL E RASSEGNE
Il festival di Cannes 2007 di Roberto Pugliese
Cannes 2007: Un Certain Regard di Umberto Rossi
Cannes 2007: Quinzane des Realizateurs di Andrea Bellavita
Far East Film Festival 2007 di Adelina Preziosi
Da Sodoma a Hollywood 2007 di Claudia Azzatin
Bellaria Film Festival 2007 di Anna Di Martino
RUBRICHE
Segnofilm
Filmografie a cura di MarCa
ActorSegno a cura di Cristina Jandelli
SegnoSerieTv a cura di Luca Bandirali e Enrico Terrone
SegnoDischi a cura di Roberto Pugliese
SegnoLibri a cura di Mario Calderale
StarWars
Allarmi siam gli autori un anno dopo di Luca Bandirali e Enrico Terrone
Drive-In allitaliana di Adriano DAloia
La tecnica e il mito di Flavio De Bernardinis
SEGNOSPECIALE
FILMING (IN) AMERICA –Raccontare gli Stati Uniti dopo l11/9 a cura di Andrea Bellavita
Giustizia imperfetta di Leonardo Gandini
Prossimamente su questi schermi di Anton Giulio Mancini
Uomini, cani e seppie mutanti di Massimo Locatelli
Che parte fai? di Pier Maria Bocchi e Luca Malavasi
Redneck Manifesto di Rocco Moccagatta
Cause senza ribelli di Emiliano Morreale
My Own Private USA
FESTIVAL E RASSEGNE
Il festival di Cannes 2007 di Roberto Pugliese
Cannes 2007: Un Certain Regard di Umberto Rossi
Cannes 2007: Quinzane des Realizateurs di Andrea Bellavita
Far East Film Festival 2007 di Adelina Preziosi
Da Sodoma a Hollywood 2007 di Claudia Azzatin
Bellaria Film Festival 2007 di Anna Di Martino
RUBRICHE
Segnofilm
Filmografie a cura di MarCa
ActorSegno a cura di Cristina Jandelli
SegnoSerieTv a cura di Luca Bandirali e Enrico Terrone
SegnoDischi a cura di Roberto Pugliese
SegnoLibri a cura di Mario Calderale
StarWars