Revue d'Histoire du Théâtre, a. LIX, 2007, n. 2 (234)



a. LIX, 2007, n. 2 (234)
ISSN 1291-2530

Data di pubblicazione su web 07/09/2007

copertina

L'ultimo numero della « Revue d'Histoire du Théâtre» si apre con un dossier dedicato al rapporto tra l'attore e regista Louis Jouvet e il drammaturgo Jean Giraudoux.

Il saggio di Guy Teissier  ricostruisce le circostanze del loro incontro e il consolidarsi di una collaborazione artistica che, inaugurata da Siegfried nel 1928, si sarebbe protratta per  più di quindici anni, e avrebbe portato all'allestimento di ben tredici pièces. Attraverso le testimonianze dei loro collaboratori e le lettere che si scambiarono, è possibile fare congetture sulla loro comune metodologia di lavoro e sulla profonda unità di intenti sottesa ad ogni progetto. A corredo dell'articolo è pubblicata una lettera inedita inviata da Jouvet a Giraudoux nel 1941.

La lunga frequentazione tra i due artisti, produsse una forte affinità tra le teorie teatrali da loro espresse, delle quali si occupa l'intervento di Elisabeth Scheele. Per Jouvet il regista deve seguire la direzione tracciata dal drammaturgo, non solo attraverso una comprensione intellettuale del testo, ma lasciandosi guidare dall'intuizione. Jouvet distingue inoltre gli spettacoli in cui prevale la dimensione spettacolare, da quelli dei poeti del grande teatro classico nei quali va valorizzato il testo, che scenografie troppo sontuose rischiano di mortificare, attraverso allestimenti più asciutti e raccolti.

Conclude il dossier Marie-Claude Hubert che si sofferma sulle concezione di tragedia espressa da Giraudoux  in una conferenza del 1932 dedicata al rapporto tra la propria città natale, Bellac, e lo spettacolo tragico. A suo parere in Francia , diversamente che in Germania, la tragedia, genere ampiamente amato, non scaturisce dall'intervento del soprannaturale, ma si inquadra all'interno di conflitti familiari. Lo spettatore inoltre non si identifica totalmente nel personaggio tragico. Seguendo questa tradizione nella propria produzione drammatica Giraudoux si accosta a  personaggi mitologici e divinità attraverso forme di parodia e mette in rilievo le relazioni familiari tra i personaggi.

Completano la rivista, oltre alla consueta rubrica Livres e revues, ancora due saggi.  Marc Duvillier passa in rassegna le riviste dirette da Edward Gordon Craig. Continuamente alla ricerca di un luogo teatrale in cui riversare le proprie idee senza compromessi e agire nell'autonomia della sperimentazione, Craig rimase di fatto al margine delle principali istituzioni teatrali e nella pratica della scena non riuscì a realizzare il suo progetto. Al contrario l'attività letteraria e la pubblicazione di tre periodici The Page, The Mask e The Marionnette si rivelò uno strumento più efficace per esporre e articolare una propria visione sul teatro.

Sophie Marchand firma il saggio Jouer les pleurs: représentation des larmes e statut de l'interprète au dix-huitième siècle, in cui, a partire dalle teorie espresse da Diderot nel Paradoxe, si sofferma sul proliferare, nel XVIII secolo, di riflessioni  relative alla funzione dell'attore nei processi estetici e sulla trasmissione delle emozioni in teatro, per arrivare a soffermarsi sulle tesi espresse da Batteux. Il problema di maggiore interesse è la trasmissione delle emozioni, ovvero il legame tra le passioni presenti nei testi scritti, la loro incarnazione scenica e la loro efficacia sul pubblico. L'attore non dimentica che piange solo per fare piangere. Le passioni da lui imitate gli danno il piacere dell'emozione senza il dolore. Le sue lacrime sono perciò di tutt'altra natura rispetto a quelle reali perchè compie perciò un'operazione di “seduzione retorica” che fa parte della creazione estetica. L'attore possiede “uno sguardo sdoppiato” ed è allo stesso tempo sia colui che agisce, sia il primo spettatore.



Emanuela Agostini

Indice

Dossier Jouvet-Giraudoux

- Louis Jouvet et Jean Giraudoux:
Un «attelage dramatique si bien noué»
par Guy Teissier

- Lettre inédite de Louis Jouvet à Jean Giraudoux

- Théorie et problèmes de la mise en scène chez Jouvet et Giraudoux
par Elisabeth Scheele

- Giraudoux et la notion de tragédie
par Marie-Claude Hubert

Les revues de Gordon Craig
par Marc Duvillier

Jouer les pleurs : représentation des larmes
et statut de l’interprète aux dix-huitième siècle
par Sophie Marchand

Livres et revues

Jean Chollet, «André Acquart, architecte de l’éphémère» (Paul-Louis Mignon) – Odette Aslan, L’Acteur au XXe siècle, éthique et technique (Marie-Françoise Christout) – Tadeusz Kowzan, Théâtre miroir, métathéâtre de l’Antiquité au XXIe siècle (Yannick Butel) – Georges Forestier, Jean Racine (André Blanc) – Anne Verdier, Histoire et poétique de l’habit de théâtre en France au XVIIe siècle (1606-1680) (Colette Scherer) – Antoine Andrieu-Guitrancourt et Serge Bouillon, Jacques Hebertot le magnifique (1886-1970). Une vie au service du théâtre et des beaux-arts en quatre chroniques (Marie-Françoise Christout) – La Duchesse du Maine (1676-1753). Une mécène à la croisée des arts et des siècles (Marie-Françoise Christout) – Louise Fusil, Souvenirs d’une actrice (Marie-Françoise Christout)

Résumés

Abstracts