Cineforum 458, anno XLVI, n. 8, 2006
Cineforum 458, anno XLVI, n. 8, 2006, euro 7,20
Data di pubblicazione su web 17/12/2006
Bruno Fornara
apre il numero 8 di Cineforum con un bilancio tutto sommato positivo della Mostra di Venezia 2006. In Una mostra attraente l'autore entra subito nel vivo della questione segnalando sei film come i migliori della mostra: Coeurs di Alain Resnais, The Queen di Stephen Frears, Hey yanquan di Tsai Ming-liang, Sunxia haoren di Jia Zhang-ke (Leone d'oro), Daratt di Mahamat-Saleh Haroun e Bobby di Emilio Estevez. A questi Fornara aggiunge La stella che non c'è di Gianni Amelio, Paprika di Kon Satoshi e Quei loro incontri di Straub-Huillet. Dopo i primi nove il critico ripone il guanto di velluto per usare il pugno di ferro con le altre pellicole, anche quelle che sono state elogiate in laguna, come Sang Sattawat del tailandese Apichatpong Weerasethakul. Considerati casi aperti, opere sulle quali si sospende il giudizio, Nuovomondo di Emanuele Crialese e Zwarbock di Paul Verhoeven. Su Crialese Fornara non si sbilancia più di tanto e gli concede chiaramente il beneficio del dubbio e dell'attesa: "La nostra impressione (a molti il film è sembrato sincero e commovente) è che il tono popolare ed epico sia piuttosto artefatto. Crialese è al terzo film (prima di Respiro c'era stato Once We Were Strangers), non è il caso di buttargli la croce addosso. Aspettiamo e vedremo"; con Verhoeven è invece più caustico: " […] il fatto è che nel film tutto è implausibile, cialtronesco, irridente e grottesco. È facilissimo per un'ebrea diventare l'amante di un altro ufficiale tedesco, basta che si colori di biondo la testa e là sotto (ma dimenticando le sopracciglia!) e se le iniettano una dose mortale di insulina basta che mangi, come antidoto, una tavoletta di cioccolato. Qui ci vuole un altro mah…". E poi ancora, sorprendente De Oliveira, prezioso il documentario Spike Lee. Un'occhiata va data anche alle pagelle dei redattori, che non concedono voti altissimi e le medie ne risentono.
Ben tre gli speciali di questo numero: Stephen Frears royalpolitik di Luca Malavasi, Sergio Arecco e Fabrizio Tassi; Michael Mann eccentrico di Pier Maria Bocchi, Federico Gironi e Giona A. Nazzaro; Huillet-Straub inconciliabili di Tullio Masoni e Rinaldo Censi.
Malavasi osserva come Frears abbia scelto il mimetismo e l'accuratezza storica applicata a idoli irrigiditi nel rito per " sfogliarli a poco a poco e raccontarne un'umanità quotidiana preclusa allo sguardo dello spettatore". La genialità del film sta nell'aver colto il lato umano dell'esercizio del potere, quel complesso equilibrio tra "la dura disciplina e il faticoso compromesso". In Squadra e compasso, Fabrizio Tassi tene a sottolineare la "pulizia" stilistica del regista che, come un ingegnere dalla invidiabile precisione, lavora sottraendo scegliendo l'essenzialità di poche linee fondamentali. La leggerezza complessa di Frears sembra oggi una rarità e come scrive Tassi il film finisce per "spiccare stilisticamente in un panorama in cui tanti autori-registi, per distinguersi dal codice televisivo, ma anche dalle sue violazioni spettacolari (dentro lo stesso linguaggio) operate sistematicamente da certi serial Usa contemporanei, cercando la moltiplicazione delle storie, la sovrapposizione dei generi, il surriscaldamento dello stile".
Molto significativo che Tullio Masoni apra il suo Il cielo non è vuoto con una brevissima cronaca delle proiezioni di Quei loro incontri di Jean Marie Straub e Danielle Huillet. Naturalmente spicca l'amarezza per una non meritata accoglienza fatta di fischi, noia e pochi applausi. I pareri differenti sembrano essere stati davvero rari, ma indicativi: "Questo è oro colato: bellissimo", ha osservato un signore alla fine di una delle proiezioni. Il film riprende gli ultimi cinque Dialoghi con Leucò e completa con l'ennesimo tocco magistrale l'intenso Dalla nube alla resistenza. Il narrare di Pavese che si "dilunga sulla pagina in mezzo alle cose e agli eventi", trova la sua giusta dimensione nelle immagini dei due registi che, come osserva Masoni, con quest'opera "portano a fondo una nuova tappa di ricerca. In altri termini la pagina di Pavese diventa voce, si tende dall'oratoria alla recitazione greca, pur sapendo che la naturalezza non è più raggiungibile o, perlomeno, va esplorata per altre vie".
Rinaldo Censi
si concentra sul terzo dialogo di Pavese, Il diluvio, ira della natura che spazza via la storia corrotta. Sul termine del terzo dialogo Amadriade dice al Satiro: "[…] E i sassi e le terre che un giorno torneranno alla luce non vivranno di speranza soltanto o di angoscia. Vedrai che il mondo nuovo avrà qualcosa di divino nei suoi più labili mortali". Tutto il mondo è divino è per questo che (Censi scrive) " Gli Straub si assentano, si cancellano dall'inquadratura: lasciano alla natura il compito di far incrociare i suoi capricci luminosi e sonori con il testo re-citato da queste macchine attoriali".
Nella sezione Schede possiamo leggere le analisi di La stella che non c'è di Gianni Amelio, Nuovomondo di Crialese, Black Dalia di De Palma, Time di Kim Ki-duk, Pulse-Kairo di Kiyoshi, Crossino the Bridge di Fatih Akin, Superman returns di Singer, Pirati dei Carabi- La maledizione del forziere fantasma di Verbinski, Lady in the water di Shyamalan, Thank you for Smoking di Reitman. Completano l'elenco le schede di Belle Toujours del maestro de Oliveira, in cui Roberto Chiesi riflette sul rapporto questo e il film di Bunuel, Belle de jour, archetipo della memoria del cinema, e la scheda di Lettere dal Sahara di Vittorio De Seta che Emiliano Morreale esalta proprio perché imperfetto e nato da difficoltà e limiti che hanno dato al regista la possibilità di "costruirsi un modello produttivo a partire dalle esigenze della storia", questo ha dotato il film di leggerezza e libertà di metodo, una lezione da imparare.
Completano Cineforum 458 le rubriche Filmese, DVD, Le lune del cinema, Libri e Soundtracks e Tivutargets, rubrica in cui Giorgio Cremonini confronta la TV americana che si mostra in grado, con serie intelligenti come I Simpson o Desperate Housewives, di "produrre oggetti degni di qualche riflessione non semplicemente accidiosa o sarcastica", contrariamente a quella italiana che cresce in una realtà "più divertente e spettacolare dello spettacolo".
Lucia Di Girolamo
Indice
SOMMARIO
Bruno Fornara/Una mostra attraente
Le nostre pagelle
SPECIALI THE QUEEN, MIAMI VICE, QUEI LORO INCONTRI
Stephen Frears royalpolitik
Luca Malavasi/Uno sguardo dal trono
Sergio Arecco/I due corpi della regina
Fabrizio Tassi/Squadra e compasso
Michael Mann eccentrico
Pier Maria Bocchi/Lorizzonte degli eventi
Federico Gironi/La fuga necessaria e impossibile
Giona A. Nazzaro/Amori, pixel e altre infiltrazioni
Huillet-Straub inconciliabili
Tullio Masoni/Il cielo non è vuoto
Rinaldo Censi/Figure del diluvio
SCHEDE
Roberto Chiesi/ Belle toujuors-Bella sempre di Manoel de Oliveira
Paolo Vecchi, Sergio Arecco/ La stella che non cè di Gianni Amelio
Chiara Borroni/Nuovomondo-Golden Door di Emanuele Crialese
Emiliano Morreale/Lettere dal Sahara di Vitorio De Seta
Giacomo Manzoli/Black Dahlia di Brian De Palma
Adriano Piccardi/Time di Kim Ki-duk
Dario Tomasi/Pulse-Kairo di Kurosawa Kiyoshi
Umberto Mosca/Crossing the bridge-The sound of Istanbul di Fatih Akin
Andrea Bordoni, Matteo Marino/Superman returns di Bryan Singer
Giulia Russo/Pirati dei Carabi-La maledizione del forziere fantasma di Gore Verbinski
Marco Bertolino/Lady in the water di M. Night Shyamalan
Anton Giulio Mancino/Thank You for Smoking di Jason Reitman
Franco La Polla/Quando si parla di terrorismo: il mercante di pietre e The Road to Guantanamo
FILMESE
Simone Emiliani, Giulia Russo, Jonny Costantino, Michele Marangi, Chiara Borroni, Anton Giulio Mancino, Bruno Fornaia/LOrchestra di Piazza Vittorio- Il diavolo veste Prada – Little Miss Sunshine – Non è peccato. La Quinceanera – Ti odio, ti lascioti… - Mare nero – Profumo. Storia di un assassino – As You Like It. Come vi piace – Fallino – Pulse
DVD a cura di Bruno Fornara, Giulio Bursi e Angelo Signorelli
Tivutargets a cura di Giorgio Cremonini
Le Lune del cinema a cura di Lorenzo Pellizzari
Libri e Sondtracks a cura di Ermanno Comuzio.