Theaterheute, 2006, nn. 8-9
Il numero doppio di "Theaterheute" si apre con i servizi rivolti ai principali festival estivi che si sono svolti nei paesi di lingua tedesca. La Biennale di Wiesbaden ha proposto 29 coproduzioni in rappresentanza di ventidue Stati e raggruppate in un cartellone dal titolo eloquente circa le caratteristiche del progetto, "Neue Stücke aus Europa". Tra questi, ha riscosso successo Wir. Selbstidentifikation di Nikolaj Chalesin e Natalja Koljada, fondatori nel 2005 del Teatro Libero di Minsk e autori di un testo che apre una riflessione sul recente passato russo.
Proviene da Mosca la compagnia Teatr.doc con la messinscena di Dok.Tor di Elena Isajewa, in cui è protagonista un medico ostacolato nel mestiere dall'arretratezza scientifica e dalla mentalità chiusa del suo paese. Un tema simile ritorna in Emergency Room di Wladimir Pankow. Il fantasma dell'identità europea aleggia in The Locosts di Bibiana Srbljanovic curato dalla regia di Dejan Mijac. Nel conflitto generazionale all'interno di una famiglia si annida la metafora dell'incontro-scontro tra nazionalismi e nuove mentalità di apertura europea.
La guerra è affrontata da The other Side del macedone Dejan Dukovski nell'allestimento del Dramski Teatar Skope. Altro tema approfondito è stato il confronto con la diversità etnica. Il portoghese Jaime Rocha ha realizzato Homen branco, homen negro nella produzione del Teatro Aberto di Lisbona e la regia di Joao Laurenco. Un uomo attivista e antirazzista (Antonio Cordeiro) vive non poche difficoltà morali ed etiche nella costruzione dell'amicizia con uno straniero (Carlos Paca).
Un percorso del Festival di Wiesbaden ha indirizzato l'attenzione alla drammaturgia scandinava, dalla quale è emerso un testo molto interessante, Ned til sol (Giorno e notte) di Erlend Sandem, cupa storia di una famiglia moderna alle prese con la depressione e i problemi dell'alcol allestito dal Norske Teatret di Oslo.
È di marca ungherese la novità di maggiore rilievo, si tratta di Nibelungen - Park, rielaborazione del Götterdämmerung di Wagner ad opera di Jànos Térey e affidato alla regia di Kornél Mundruczò che trasferisce la saga dei Nibelunghi nella contemporaneità in un intreccio di citazioni tratte dalle Telenovelas con finestre sulla globalizzazione e sul terrorismo. Il contributo inglese è stato dato dal monologo Product di Marx Ravenhill, che affronta con pungente ironia il problema dei mass-media. Non è mancata la presenza italiana, rappresentata da Emma Dante con l'applaudita Vita mia.
Anche il programma della Wiener Festwochen 2006 si è rivelato di qualità, a partire da Faces, riduzione teatrale dell'omonimo film di John Cassavetes del 1968 per mano di Ivo Hoves. Lo spettacolo, coproduzione della Deutschen Spielhausen di Amburgo con il festival Theater der Welt di Stoccarda, è stato presentato con successo nel corso della precedente stagione, come Shaf di Jon Fosse e Schaüdung di Botho Strauß entrambi curati da Luc Bondy, e lo schakesperiano Mac Beth e Virginia Wolf allestiti da Jürgen Gosch. Al pubblico viennese sono state proposte venti novità assolute.
Primeggia Claus Peymann kauft sich eine Hose und geht mit mir essen di Thomas Bernhard: la lettura scenica compete ad Hermann Bell, Carmen-Maja Antoni e allo stesso Peymann, il maggiore regista tedesco di testi bernhardiani, che interpreta se stesso. Jewgenij Grischkowez, ospite abituale della manifestazione viennese, ha offerto al pubblico un suo omaggio ad Edgar Allan Poe, po Po, mentre il gruppo inglese Forced Entertainment ha ideato una performance basata su un monologo in cui si racconta un viaggio mentale negli spazi di una città, in un appartamento, sul tetto di una casa.
Due sono state le produzioni provenienti dal Sudafrica. Tschepang – The Third Testament, ideato e diretto da Lare Foot Newton e interpretato da Mincedise Shabangu, è la storia quasi fiabesca di un paese africano, mentre Relatività: Towship Stories dell'autore e regista Mpumelelo Paul Grootboom si cala in un contesto di violenza e criminalità.
Chiude questa articolata rassegna un articolo dedicato al KunstenFESTIVAL des Arts di Bruxelles. La dodicesima edizione ha proposto spettacoli di danza e teatro e numerosi film all'insegna della provocazione. Tra le novità spicca Winch only di Christoph Marthaler e Anna Viebrock, rappresentazione in chiave visionaria dei sogni di una strana famiglia interpretata da attori qualificati come Marc Bodnar, Olivia Grigolli, Rosemary Hardy e Sasha Rau. Hier ist der Apparat di Chris Kondek si ispira a Brecht e sulla scena si avvale di monitor televisivi, radio e computer. Curiosità ha destato La Marea dell'argentino Mariano Pensotti, che ha visto gli attori della compagnia impegnati in azioni sceniche negli spazi urbani della capitale.
In "Erste Runde" si leggono le interviste rilasciate da Elmar Goederen, Anselm Weber e Friedrich Schirmer, rispettivamente direttori della Schauspielhaus di Bochum, del Grillo-Theater di Bochum e della Deutschen Schauspielhaus di Amburgo, che tracciano il bilancio artistico e manageriale del loro primo anno di attività con uno sguardo ai progetti futuri.
La consueta panoramica rivolta alla scena internazionale ("Ausland") si occupa della Royal Court di Londra, dove sono stati allestiti due testi legati alla guerra in Iraq. Protagonista di Motortown di Stephen Simon è un militare inglese (Daniel Mays) di stanza a Bassora, ora rientrato in patria, incapace di reintegrarsi nella vita quotidiana e di comunicare affetti e sentimenti se non attraverso il linguaggio della violenza. La regia è di Ramin Gray, gli altri attori sono Richard Graham e Ony Uhiara. Dying City, novità di Christopher Shinn racconta la complessa relazione tra la moglie e il fratello gemello (Andrei Scott) di un soldato morto, uniti dalla volontà di ricostruire la psicologia alterata del defunto durante la guerra attraverso la decifrazione di misteriose lettere.
Sono durati due anni i lavori di restauro del Theater am Goetheplatz di Brema che, pur conservando la struttura originaria, si presenta dotato di sofisticati e moderni impianti tecnologici.
Nel dossier "Die Kunst der Bühne" si espongono le caratteristiche artistiche ed estetiche delle scenografie più evolute emerse in Germania, per verificare le relazioni intercorrenti tra il movimento degli attori e le linee della regia. Coppia consolidata e unita da sinergia creativa lo scenografo Johannes Schütz e il regista Jürgen Gosch presentano paesaggi scenografici vuoti, senza prospettiva e quinta, con oggetti comuni, sedie di plastica rossa e tavoli appoggiati su un pavimento macchiato in Mac Beth, con gli attori in mutande (Schauspielhaus di Düsseldorf, 2005). Si costruisce sulla negazione dell'illusionismo, con aperture al simbolismo la linea seguita dalla scenografa Katrin Nottrodt per gli spettacoli curati da Nicolas Stemann, tra i quali Babel e Das Werk di Elfriede Jelinek nel Burgtheater di Vienna. Verso un realismo contaminato da elementi ironici si muove l'organizzazione dello spazio scenico concepita da Thomas Deißigacker, autore di suggestivi impianti scenografici per gli allestimenti di Karin Beier, come Wir wollen den Messias jetzt di Franzobel al Burgtheater di Vienna nel 2005, Herr Puntila und sein Knecht Matti di Bertolt Brecht per la regia di Marlon Metzen in scena nel Nationaltheater di Mannheim nel 2003.
Il ritratto del mese ("Porträt") è dedicato a David Greig, emergente drammaturgo scozzese. L'articolo ripercorre la carriera, divisa tra Glasgow ed Edimburgo, per poi trionfare a Londra e allargare il raggio del successo in Europa, Germania compresa. A Magdeburgo Tobias Wellemeyer ha curato la messinscena di San Diego. Il testo, scritto nel 2003 e tradotto in tedesco da Barbara Christ, si legge nella sezione "Das Stück" di Theaterheute.
Proviene da Mosca la compagnia Teatr.doc con la messinscena di Dok.Tor di Elena Isajewa, in cui è protagonista un medico ostacolato nel mestiere dall'arretratezza scientifica e dalla mentalità chiusa del suo paese. Un tema simile ritorna in Emergency Room di Wladimir Pankow. Il fantasma dell'identità europea aleggia in The Locosts di Bibiana Srbljanovic curato dalla regia di Dejan Mijac. Nel conflitto generazionale all'interno di una famiglia si annida la metafora dell'incontro-scontro tra nazionalismi e nuove mentalità di apertura europea.
La guerra è affrontata da The other Side del macedone Dejan Dukovski nell'allestimento del Dramski Teatar Skope. Altro tema approfondito è stato il confronto con la diversità etnica. Il portoghese Jaime Rocha ha realizzato Homen branco, homen negro nella produzione del Teatro Aberto di Lisbona e la regia di Joao Laurenco. Un uomo attivista e antirazzista (Antonio Cordeiro) vive non poche difficoltà morali ed etiche nella costruzione dell'amicizia con uno straniero (Carlos Paca).
Un percorso del Festival di Wiesbaden ha indirizzato l'attenzione alla drammaturgia scandinava, dalla quale è emerso un testo molto interessante, Ned til sol (Giorno e notte) di Erlend Sandem, cupa storia di una famiglia moderna alle prese con la depressione e i problemi dell'alcol allestito dal Norske Teatret di Oslo.
È di marca ungherese la novità di maggiore rilievo, si tratta di Nibelungen - Park, rielaborazione del Götterdämmerung di Wagner ad opera di Jànos Térey e affidato alla regia di Kornél Mundruczò che trasferisce la saga dei Nibelunghi nella contemporaneità in un intreccio di citazioni tratte dalle Telenovelas con finestre sulla globalizzazione e sul terrorismo. Il contributo inglese è stato dato dal monologo Product di Marx Ravenhill, che affronta con pungente ironia il problema dei mass-media. Non è mancata la presenza italiana, rappresentata da Emma Dante con l'applaudita Vita mia.
Anche il programma della Wiener Festwochen 2006 si è rivelato di qualità, a partire da Faces, riduzione teatrale dell'omonimo film di John Cassavetes del 1968 per mano di Ivo Hoves. Lo spettacolo, coproduzione della Deutschen Spielhausen di Amburgo con il festival Theater der Welt di Stoccarda, è stato presentato con successo nel corso della precedente stagione, come Shaf di Jon Fosse e Schaüdung di Botho Strauß entrambi curati da Luc Bondy, e lo schakesperiano Mac Beth e Virginia Wolf allestiti da Jürgen Gosch. Al pubblico viennese sono state proposte venti novità assolute.
Primeggia Claus Peymann kauft sich eine Hose und geht mit mir essen di Thomas Bernhard: la lettura scenica compete ad Hermann Bell, Carmen-Maja Antoni e allo stesso Peymann, il maggiore regista tedesco di testi bernhardiani, che interpreta se stesso. Jewgenij Grischkowez, ospite abituale della manifestazione viennese, ha offerto al pubblico un suo omaggio ad Edgar Allan Poe, po Po, mentre il gruppo inglese Forced Entertainment ha ideato una performance basata su un monologo in cui si racconta un viaggio mentale negli spazi di una città, in un appartamento, sul tetto di una casa.
Due sono state le produzioni provenienti dal Sudafrica. Tschepang – The Third Testament, ideato e diretto da Lare Foot Newton e interpretato da Mincedise Shabangu, è la storia quasi fiabesca di un paese africano, mentre Relatività: Towship Stories dell'autore e regista Mpumelelo Paul Grootboom si cala in un contesto di violenza e criminalità.
Chiude questa articolata rassegna un articolo dedicato al KunstenFESTIVAL des Arts di Bruxelles. La dodicesima edizione ha proposto spettacoli di danza e teatro e numerosi film all'insegna della provocazione. Tra le novità spicca Winch only di Christoph Marthaler e Anna Viebrock, rappresentazione in chiave visionaria dei sogni di una strana famiglia interpretata da attori qualificati come Marc Bodnar, Olivia Grigolli, Rosemary Hardy e Sasha Rau. Hier ist der Apparat di Chris Kondek si ispira a Brecht e sulla scena si avvale di monitor televisivi, radio e computer. Curiosità ha destato La Marea dell'argentino Mariano Pensotti, che ha visto gli attori della compagnia impegnati in azioni sceniche negli spazi urbani della capitale.
In "Erste Runde" si leggono le interviste rilasciate da Elmar Goederen, Anselm Weber e Friedrich Schirmer, rispettivamente direttori della Schauspielhaus di Bochum, del Grillo-Theater di Bochum e della Deutschen Schauspielhaus di Amburgo, che tracciano il bilancio artistico e manageriale del loro primo anno di attività con uno sguardo ai progetti futuri.
La consueta panoramica rivolta alla scena internazionale ("Ausland") si occupa della Royal Court di Londra, dove sono stati allestiti due testi legati alla guerra in Iraq. Protagonista di Motortown di Stephen Simon è un militare inglese (Daniel Mays) di stanza a Bassora, ora rientrato in patria, incapace di reintegrarsi nella vita quotidiana e di comunicare affetti e sentimenti se non attraverso il linguaggio della violenza. La regia è di Ramin Gray, gli altri attori sono Richard Graham e Ony Uhiara. Dying City, novità di Christopher Shinn racconta la complessa relazione tra la moglie e il fratello gemello (Andrei Scott) di un soldato morto, uniti dalla volontà di ricostruire la psicologia alterata del defunto durante la guerra attraverso la decifrazione di misteriose lettere.
Sono durati due anni i lavori di restauro del Theater am Goetheplatz di Brema che, pur conservando la struttura originaria, si presenta dotato di sofisticati e moderni impianti tecnologici.
Nel dossier "Die Kunst der Bühne" si espongono le caratteristiche artistiche ed estetiche delle scenografie più evolute emerse in Germania, per verificare le relazioni intercorrenti tra il movimento degli attori e le linee della regia. Coppia consolidata e unita da sinergia creativa lo scenografo Johannes Schütz e il regista Jürgen Gosch presentano paesaggi scenografici vuoti, senza prospettiva e quinta, con oggetti comuni, sedie di plastica rossa e tavoli appoggiati su un pavimento macchiato in Mac Beth, con gli attori in mutande (Schauspielhaus di Düsseldorf, 2005). Si costruisce sulla negazione dell'illusionismo, con aperture al simbolismo la linea seguita dalla scenografa Katrin Nottrodt per gli spettacoli curati da Nicolas Stemann, tra i quali Babel e Das Werk di Elfriede Jelinek nel Burgtheater di Vienna. Verso un realismo contaminato da elementi ironici si muove l'organizzazione dello spazio scenico concepita da Thomas Deißigacker, autore di suggestivi impianti scenografici per gli allestimenti di Karin Beier, come Wir wollen den Messias jetzt di Franzobel al Burgtheater di Vienna nel 2005, Herr Puntila und sein Knecht Matti di Bertolt Brecht per la regia di Marlon Metzen in scena nel Nationaltheater di Mannheim nel 2003.
Il ritratto del mese ("Porträt") è dedicato a David Greig, emergente drammaturgo scozzese. L'articolo ripercorre la carriera, divisa tra Glasgow ed Edimburgo, per poi trionfare a Londra e allargare il raggio del successo in Europa, Germania compresa. A Magdeburgo Tobias Wellemeyer ha curato la messinscena di San Diego. Il testo, scritto nel 2003 e tradotto in tedesco da Barbara Christ, si legge nella sezione "Das Stück" di Theaterheute.
Massimo Bertoldi
Indice
FOYER
Moritz Rinke
Innen Tschechow, außen Johannes B. Kerner
Talent sein in Deutschland ist nicht einfach
FESTIVALS
Silvia Stammen
Die Identität der Vielfalt
Die Wiesbadener Biennale "Neue Stücke aus Europa"
Wolfgang Kralicek
Wenn das Abenteuer Pause macht
Das Schauspielprogramm der Wiener Festwochen 2006
Renate Klett
Gehen, wenns am schönsten ist
Ende der Ära Frie Leysen: das KunstenFESTIVAL des Arts in Brüssel
ERSTE RUNDE
Andreas Wilink
Ortserkundungen erhöhen die Menschenkenntnis
Die erste Saison von Elmar Goerden am Schauspielhaus Bochum und von Anselm Weber in Essen verschiebt das alte Kräfteverhältnis
Till Briegleb
Zeit der Zikaden
Arbeiten in der Fläche – die erste Spielzeit von Friedrich Schirmer am Deutschen Schauspielhaus in Hamburg
Simone Meier
Erfolg ist, wenn es trotzdem läuft
Matthias Hartmann sucht in Zürich noch nach Konzept und Konsequenz
AUSLAND LONDON
Patricia Benecke
Nach dem Krieg
Neue Stücke von Simon Stephens und Christopher Shinn am Royal Court
THEATERBAUTEN
Falk Jaeger
Inszenierung von beschränktem Raum
Die Neugestaltung des Bremer Theaters schafft optisch Platz
DIE KUNST DER BÜHNE
Rita Thiele
Zuschauen, wie die Zeit vergeht
Jürgen Goschs Bühnenbildner Johannes Schütz
Joachim Lux
Im Bauch des Jumbos
Katrin Nottrodt und Thomas Dreißigacker – ein Doppelporträt
CHRONIK
Berlin - Einar Schleef Vom Fischer und seiner Frau
Bochum - Sabine Harbeke Nur noch heute
Bremen - Shakespeare Der Kaufmann von Venedig
Erlangen - Marc Becker Jung und unschuldig
Essen - Schiller Die Räuber
Hamburg - Shakespeare Viel Lärm um nichts
Köln - Roland Schimmelpfennig Die Frau von früher
München - Franz Xaver Kroetz Tänzerinnen + Drücker
Stuttgart - Marianne Freidig Top Kids
Weimar - Goethe Die Mitschuldigen, Steffi Hensel Utopie unter Palmen
DAS STÜCK
Michael Raab
Zuhause in der Suspect Culture
Ein Porträt des schottischen Dramatikers David Greig
David Greig
San Diego (Stückabdruck)
DATEN
Premieren im August/September
Hinweise
MEDIEN/TV
Laiendarsteller im Film, ein Paradox
Pedro Almodóvars Film Volver
Brechts Radiotheorie und sein lehrstück als Hörspie
Rimini Protokoll verfeaturet die Rücktrittsdramaturgien der Politik
Suchlauf
Programmhinweise
MAGAZIN
Das 51. Theaterfestival Sterjino pozorje in Novi Sad
Mindaugas Karbauskis entdeckt Leonid Andrejew in Moskau
Peer Gynt, eine Kollektivregie der Berliner Freien Szene
Dichter dran! – die WM der Dramatiker in Mülheim
Vorschau / Impressum
Foyer
Sibylle Berg - Man sieht alles!
Eine Betrachtung zum Saisonbeginn
Festivals
Wolfgang Kralicek
Die Gute Unterhaltung!
Salzburger Festspiele: Martin Kusej, Dimiter Gotscheff, Roger Vontobel, Barbara Weber, David Bösch und Friederike Heller machen Komödie
Andreas Wilink
Alles ist eitel – so oder so
RuhrTriennale: Johan Simons, Philipp Stölzl und Stephan Kimmig auf den Spuren des barocken Menschen
Musiktheater
Bernd Feuchtner
Nacht über Deutschland
Tankred Dorst inszeniert in Bayreuth Wagners "Ring des Nibelungen"
Porträt
Michael Laages
Überlebensgroß Herr Kratt?
Clemens Schick spielt in Hannover große und neben James Bond eher kleine Rollen
Positionen der Kritik
Peter von Becker
Endspiel, was sonst
Sieben längere Sätze über Theater und Kritik
Bühnenbild
Roland Koberg
Die leere Bühne, nur besser
Auf Olaf Altmanns Bühnen kann sich keiner verstecken
Theaterbauten
Falk Jaeger
Die Orchidee am Tiefen See
Happy End in Potsdam: Nach jahrzehntelangen Provisorien wird das Hans-Otto-Theater wiedereröffnet
Ausbildung
Moritz Rinke
Lob der Textschrulle!
Antrittsüberlegungen des Dramatikers und Gast-Professors am Deutschen Literaturinstitut in Leipzig
Besser scheitern
Ein Gespräch mit drei Studenten des Szenischen Schreibens am Leipziger Literaturinstitut und mit ihrem Dozenten Moritz Rinke
Chronik
Berlin 1 nach Shakespeare
"Ein Sommernachtstraum"
Berlin 2 Yasmina Reza
"Im Schlitten Arthur Schopenhauers"
Bonn Richard Maxwell
"The Frame"
Essen Shakespeare
"Othello"
Neuss John von Düffel
"Call the Police"
Zürich Neil LaBute
"Woyzeck"
Das Stück
Franz Wille
Ketzer werden verbrannt
Theresia Walsers "Die Liste der letzten Dinge", uraufgeführt in München
Theresia Walser
Die Liste der letzten Dinge (Stückabdruck)
Daten
Premieren im Oktober
Hinweise
Medien/TV
"Swinger Club", ein Film von Jan Georg Schütte und Schauspielerkollegen
Josef Bierbichler im Kino: "Winterreise"
Schöner wohnen, besser leben: Menschheitsbeglückung im Fernsehen
Stücke zu Hörspielen: Händl Klaus und Kathrin Röggla
Suchlauf – Programmhinweise
Magazin
Das Festival von Edinburgh
New York: Meryl Streep als Mutter Courage im Central Park
"Notizen
Vorschau / Impressum
Moritz Rinke
Innen Tschechow, außen Johannes B. Kerner
Talent sein in Deutschland ist nicht einfach
FESTIVALS
Silvia Stammen
Die Identität der Vielfalt
Die Wiesbadener Biennale "Neue Stücke aus Europa"
Wolfgang Kralicek
Wenn das Abenteuer Pause macht
Das Schauspielprogramm der Wiener Festwochen 2006
Renate Klett
Gehen, wenns am schönsten ist
Ende der Ära Frie Leysen: das KunstenFESTIVAL des Arts in Brüssel
ERSTE RUNDE
Andreas Wilink
Ortserkundungen erhöhen die Menschenkenntnis
Die erste Saison von Elmar Goerden am Schauspielhaus Bochum und von Anselm Weber in Essen verschiebt das alte Kräfteverhältnis
Till Briegleb
Zeit der Zikaden
Arbeiten in der Fläche – die erste Spielzeit von Friedrich Schirmer am Deutschen Schauspielhaus in Hamburg
Simone Meier
Erfolg ist, wenn es trotzdem läuft
Matthias Hartmann sucht in Zürich noch nach Konzept und Konsequenz
AUSLAND LONDON
Patricia Benecke
Nach dem Krieg
Neue Stücke von Simon Stephens und Christopher Shinn am Royal Court
THEATERBAUTEN
Falk Jaeger
Inszenierung von beschränktem Raum
Die Neugestaltung des Bremer Theaters schafft optisch Platz
DIE KUNST DER BÜHNE
Rita Thiele
Zuschauen, wie die Zeit vergeht
Jürgen Goschs Bühnenbildner Johannes Schütz
Joachim Lux
Im Bauch des Jumbos
Katrin Nottrodt und Thomas Dreißigacker – ein Doppelporträt
CHRONIK
Berlin - Einar Schleef Vom Fischer und seiner Frau
Bochum - Sabine Harbeke Nur noch heute
Bremen - Shakespeare Der Kaufmann von Venedig
Erlangen - Marc Becker Jung und unschuldig
Essen - Schiller Die Räuber
Hamburg - Shakespeare Viel Lärm um nichts
Köln - Roland Schimmelpfennig Die Frau von früher
München - Franz Xaver Kroetz Tänzerinnen + Drücker
Stuttgart - Marianne Freidig Top Kids
Weimar - Goethe Die Mitschuldigen, Steffi Hensel Utopie unter Palmen
DAS STÜCK
Michael Raab
Zuhause in der Suspect Culture
Ein Porträt des schottischen Dramatikers David Greig
David Greig
San Diego (Stückabdruck)
DATEN
Premieren im August/September
Hinweise
MEDIEN/TV
Laiendarsteller im Film, ein Paradox
Pedro Almodóvars Film Volver
Brechts Radiotheorie und sein lehrstück als Hörspie
Rimini Protokoll verfeaturet die Rücktrittsdramaturgien der Politik
Programmhinweise
MAGAZIN
Das 51. Theaterfestival Sterjino pozorje in Novi Sad
Mindaugas Karbauskis entdeckt Leonid Andrejew in Moskau
Peer Gynt, eine Kollektivregie der Berliner Freien Szene
Dichter dran! – die WM der Dramatiker in Mülheim
Vorschau / Impressum
Foyer
Sibylle Berg - Man sieht alles!
Eine Betrachtung zum Saisonbeginn
Festivals
Wolfgang Kralicek
Die Gute Unterhaltung!
Salzburger Festspiele: Martin Kusej, Dimiter Gotscheff, Roger Vontobel, Barbara Weber, David Bösch und Friederike Heller machen Komödie
Andreas Wilink
Alles ist eitel – so oder so
RuhrTriennale: Johan Simons, Philipp Stölzl und Stephan Kimmig auf den Spuren des barocken Menschen
Musiktheater
Bernd Feuchtner
Nacht über Deutschland
Tankred Dorst inszeniert in Bayreuth Wagners "Ring des Nibelungen"
Porträt
Michael Laages
Überlebensgroß Herr Kratt?
Clemens Schick spielt in Hannover große und neben James Bond eher kleine Rollen
Positionen der Kritik
Peter von Becker
Endspiel, was sonst
Sieben längere Sätze über Theater und Kritik
Bühnenbild
Roland Koberg
Die leere Bühne, nur besser
Auf Olaf Altmanns Bühnen kann sich keiner verstecken
Theaterbauten
Falk Jaeger
Die Orchidee am Tiefen See
Happy End in Potsdam: Nach jahrzehntelangen Provisorien wird das Hans-Otto-Theater wiedereröffnet
Ausbildung
Moritz Rinke
Lob der Textschrulle!
Antrittsüberlegungen des Dramatikers und Gast-Professors am Deutschen Literaturinstitut in Leipzig
Besser scheitern
Ein Gespräch mit drei Studenten des Szenischen Schreibens am Leipziger Literaturinstitut und mit ihrem Dozenten Moritz Rinke
Chronik
Berlin 1 nach Shakespeare
"Ein Sommernachtstraum"
Berlin 2 Yasmina Reza
"Im Schlitten Arthur Schopenhauers"
Bonn Richard Maxwell
"The Frame"
Essen Shakespeare
"Othello"
Neuss John von Düffel
"Call the Police"
Zürich Neil LaBute
"Woyzeck"
Das Stück
Franz Wille
Ketzer werden verbrannt
Theresia Walsers "Die Liste der letzten Dinge", uraufgeführt in München
Theresia Walser
Die Liste der letzten Dinge (Stückabdruck)
Daten
Premieren im Oktober
Hinweise
Medien/TV
"Swinger Club", ein Film von Jan Georg Schütte und Schauspielerkollegen
Josef Bierbichler im Kino: "Winterreise"
Schöner wohnen, besser leben: Menschheitsbeglückung im Fernsehen
Stücke zu Hörspielen: Händl Klaus und Kathrin Röggla
Suchlauf – Programmhinweise
Magazin
Das Festival von Edinburgh
New York: Meryl Streep als Mutter Courage im Central Park
"Notizen
Vorschau / Impressum