Hystrio, trimestrale di teatro e spettacolo, 2006, n. 3
a. XIX, 2006, n. 3, pp. 128, euro 9,00
Data di pubblicazione su web 05/09/2006
La "Memoria" è dedicata a Vladimir Stanislavskij, uno dei maestri più geniali e fraintesi del teatro del Novecento. A chiarire molte questioni finora irrisolte soccorre un recente libro pubblicato dal Cnrs francese, Le Théatre d'Art de Moscou. Ramification, voyages, in cui sono contenuti preziosi documenti e contributi saggistici che illustrano le influenze esercitate nel teatro europeo e americano. Altro fondamentale capitolo, spesso affrontato in modo confuso, è la questione delle edizioni occidentali delle opere. My life in Art (La mia vita nell'arte) fu scritto nel 1923 in fretta durante un soggiorno americano per motivi contrattuali e stampato l'anno dopo in una edizione molto lussuosa, che non soddisfò l'autore visto che, sostenuto dal decisivo contributo della collaboratrice Ljubov Gurevitch, produsse una nuova versione russa, totalmente riscritta e arricchita. Grande spazio occupa nel volume, che si spera di leggere presto in versione italiana, l'ultima difficile tournée del Teatro dell'Arte compiuta nel 1927 a Parigi ospite dell'Esposizione Universale. La stagione delle invenzioni era finita e la costruzione degli spettacoli si ripeteva stancamente.
"La questione teatrale" sollevata da Ugo Ronfani riguarda le prospettive dello spettacolo italiano dopo le recenti elezioni politiche. Sui tanto attesi e sbandierati progetti di riforme si calerebbe un paesaggio di luci (molto poche) e di ombre (troppe). Il viaggio nelle novità di "Teatro Mondo" parte dalla Francia. Il parigino Théâtre du Rond-Point ha ospitato una personale di Olivier Py, drammaturgo, regista e attore. L'enfant prodige ha iscritto nel cartellone cinque diversi spettacoli, tra cui Les illusions comiques ispirato a Corneille e Vainqueurs, una serata dedicata al cabaret e una conversazione sul futuro del teatro popolare. La tappa successiva è fissata a Dublino-Londra, sedi del Beckett Centenary Festival, in cui è stato applaudito l'allestimento di Endgame per la regia di Charles Sturridge. Si arriva in Italia, a Parma e Roma, per dare notizia dello scespiriano Re Lear curato da Lev Dodin, di Winch Only ideazione del regista svizzero Christoph Marthaler anche autore della messinscena di Die zehne Gebote (I dieci comandamenti) di Raffaele Viviani. La rassegna internazionale prosegue nel capoluogo lombardo, precisamente nel Teatro Strehler, luogo di esibizione della scuola dell'Opera di Pechino che ha presentato uno spettacolo simile ad un'antologia dei generi del teatro cinese con acrobazie recitazione musica canto danza e arti marziali, in un assemblaggio di pregevole rigore formale segnato da contaminazioni occidentali. "Teatro Mondo" si conclude nell'Ontological Hysteric Theatre di New York in cui da trent'anni Richard Foreman, esponente di spicco dell'avanguardia teatrale americana, propone ad un pubblico ristretto e affezionato una performance basata sulla percezione simultanea di molteplici realtà visive. Quest'anno è stata la volta di Zomboid' Film / Performance Project # 1.
Il "Dossier" della rivista si occupa di teatro leggero a fronte del grande successo di pubblico ottenuto nelle ultime stagioni. Molte e complesse sono le questioni sollevate e gli aspetti analizzati nei diversi interventi per spiegare i motivi di questa vera e propria invasione nei cartelloni. Ad una amara riflessione sul consumo odierno del teatro come puro divertissement, caratterizzato da spettacoli scadenti ma di cassetta per la presenza come protagonista di un attore di richiamo proveniente dalla televisione (il riferimento è al molèriano Borghese gentiluomo interpretato da Giorgio Panariello e la regia di Giampiero Solari), segue un articolo dedicato all'avanspettacolo. Una breve e precisa ricostruzione storica segue le tappe più significative a partire dagli anni successivi alla prima guerra mondiale alla metà degli anni Trenta e fino agli anni Cinquanta, quando iniziò un rapido e inesorabile declino provocato dal boom economico e dall'avvento della televisione di massa. Nato dalla contaminazione fra café-chantant e operetta, il Varietà è stato il trampolino di lancio per tanti attori italiani, minori e maggiori. Una breve intervista a Maurizio Micheli, celebre interprete di commedie musicali firmate da Garinei e Giovannini, apre un confronto tra ieri e oggi e dimostra una continuità nell'uso dei meccanismi comici.
A Pietro Garinei, il padre del musical italiano, è dedicato un interessante profilo artistico che ripercorre le tappe della brillante carriera, da Attanasio cavallo vanesio con Renato Rascel a Giove in doppiopetto con Carlo Dapporto, da Buonanotte Bettina con Delia Scala ad Aggiungi un posto a tavola con il giovane Johnny Dorelli. Un'intervista rilasciata da Enrico Montesano ricorda gli insegnamenti e il carisma del maestro. La condizione del musical odierno è espressa da Lorella Cuccarini, recente protagonista di Sweet Charity di Neil Simon con la regia di Saverio Marconi. Due articoli affrontano importanti aspetti storici del teatro leggero. Il primo analizza le due tendenze artistiche, poi diventate scuole, maturate con l'arrivo dei primi musical in Italia: l'una aderì alla versione originale dello spettacolo, l'altra seguì la strada dell'adattamento italiano. Tra le due linee, maturate negli anni Ottanta, prevalse la seconda con la produzione di commedie musicali nostrane. Il secondo intervento ne segue la più recente evoluzione fino ad oggi, individuando la svolta nel 1985 con la messinscena al Teatro dell'Elfo di Comedians di Trevor Griffiths diretta da Gabriele Salvatores e interpretata da attori poi diventati applauditi comici (Sarti, Storti, Orlando, Rossi, Bisio) per arrivare a Zelig, trasmissione televisiva in onda dal 1996 e fucina per le giovani leve. Chiudono questo Dossier interviste a due protagonisti del teatro leggero, Loretta Goggi e Johnny Dorelli, che discutono le caratteristiche dell'attore comico ponendo le differenze tra ieri e oggi anche in relazione alle mutate esigenze del pubblico. Infine un sguardo alla scena londinese, caratterizzata da un mercato assai fiorente, e parigina, segnata da spettacolo di critica sociale, permette un confronto con due capitali europee del teatro leggero.
Il settimo appuntamento con i "ritratti di drammaturghi italiani" è con Enzo Moscato, autore attivo dalla fine degli anni Settanta e affiancato a Manlio Santarelli e Annibale Ruccello come interprete di spicco della cosiddetta 'nuova drammaturgia napoletana'. L'articolo ripercorre lo sviluppo narrativo delle opere, caratterizzate da un'originale rappresentazione della realtà partenopea, vista come spazio di degrado in cui agiscono emarginati e uomini corrotti e deviati. Dopo gli esordi (con Carcioffolà, Spiritilli, ecc.), Moscato avvia tra il 1984 e il 1985 un felice sodalizio artistico con Ruccello. Gli anni Novanta segnano un mutamento di rotta: da Rasoi (1991) in poi i testi sono frammenti, brandelli poetici, la scrittura viene concepita per l'attore, il suo gesto e il suo corpo. Anche nelle opere successive si riconoscono influenze provenienti da Lacan, Rimbaud, Genet, Copi, Artaud. La Bibliografia e la Teatrografia, oltre ad essere preziosi strumenti di conoscenza, dimostrano lo spessore creativo di Moscato.
Nella sezione "i protagonisti della giovane scena / 26" si legge il profilo artistico di Teatrino Giullare, compagnia fondata nel 1995 da Giulia Dall'Ongaro ed Enrico Deotti e attiva in area bolognese. Il gruppo, rivelazione della scorsa estate festivaliera con il beckettiano Endgame, per pupazzi e marionette, propone spettacoli basati sulla presenza anche di attori artificiali, con cura ai movimenti coreografici e all'armonia di suoni e parole. Dopo il confronto con Euripide (Alcesti 1995), la Commedia dell'Arte (Capitan Fracassa 1997, Rosa furiosa 2002) e Beckett, Teatrino Giullare ha elaborato un progetto triennale dedicato alla drammaturgia contemporanea e incentrato su Thomas Bernhard e Bernard-Marie Koltès.
Alla sezione delle "Critiche", che raccoglie le recensioni degli spettacoli teatrali prodotti in Italia secondo il criterio dell'area geografica, seguono le pagine rivolte alla "Danza" e al "Teatro Ragazzi". La "Biblioteca" offre utili segnalazioni relative alle più recenti novità editoriali. Il testo scelto da "Hystrio" è L'uomo che mangiava i coriandoli di Vittorio Franceschi, vincitore del Premio Hystrio alla drammaturgia 2006
Massimo Bertoldi
Indice
La vocazione? Una partita tutta da giocare
di Roberto Rizzente
Premio Hystrio 2006 le motivazioni
I vincitori Premio Hystrio alla vocazione
VETRINA
COPIright italiano
di Stefano Casi
MEMORIA
Stanislavskij incompreso di successo
di Fausto Malcovati
LA QUESTIONE TEATRALE
Aumentano gli spettatori non diminuiscono i problemi
di Ugo Ronfani
TEATROMONDO
Parigi. Le illusioni teatrali di Olivier Py
di Filippo Bruschi
Irlanda / Inghilterra
Un Beckett filologico
di Laura Bevione
Parma / Milano
Lear tiranno buffone
di Roberta Arcelloni
Marthaler tra Viviani e Monteverdi
di Claudia Cannella
Pechino
Pura acrobazia made in China
di Anna Ceravolo
New York
Viaggio nella macchina del tempo
di Alessandra Nicifero
DOSSIER TEATRO LEGGERO
a cura di Albarosa Camaldo e Roberta Arcelloni
Stasera evado a teatro
di Domenico Rigotti
Non crediamoci comodi alibi
di Ugo Ronfani
Diamo i numeri
di Giovanna Crisafulli
Le perdute follie del varietà
di Vito Molinari
Maurizio Micheli. La battaglia quotidiana del comico
di Albarosa Camaldo
Non ci resta che ridere
di Giuseppe Liotta
Garinei. Cè un amico in meno
di Domenico Rigotti
Sogni in ballo
di Alvise Sapori
Lorella Cuccarini. Oggi i giovani sono preparati
di Albarosa Camaldo
Cabaret. To sing? Meglio cantare
di Sandro Avanzo
Zelig Zelig Zelig. Riso industriale
di Anna Ceravolo
Loretta Goggi. La mia vita la sfogo nel musical
di Albarosa Camaldo
Incontro con Johnny Dorelli. Un ragazzo irresistibile
di Albarosa Camaldo
Week end low cost con musical all inclusive
di Delia Giubilei
Qui si ride sul serio
di Giuseppe Montemagno
RITRATTI DI DRAMMATURGHI ITALIANI/7
Enzo Moscato. Il barocco degradato di una scrittura mutante
di Stefania Maraucci
NATI IERI. I PROTAGONISTI DELLA GIOVANE SCENA/26
Teatrino Giullare. Scacco matto a Beckett
di Patrizia Bologna
HUMOUR
Siamo uomini o Moggi?
di Fabrizio Caleffi
CRITICHE
DANZA
Paesaggio con figure (in movimento)
di Andrea Nanni
I soliti noti dal profondo nord
di Domenico Rigotti
Il lungo respiro di Sieni
di Domenico Rigotti
TEATRO RAGAZZI
Streghe, segreti e Cappuccetto rosso senza papà
di Nicola Viesti
BIBLIOTECA
a cura di Albarosa Camaldo
TESTI
Luomo che mangiava i coriandoli
di Vittorio Franceschi
LA SOCIETA TEATRALE
NOTIZIARIO
a cura di Roberto Rizzente