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Theaterheute


2006, n. 3, pp. 72 € 9,80
ISSN 0040 5507

Si intitola Auf der Greifswalder Straße la novità di Roland Schimmelpfennig allestita da Jürgen Gosch nel Deutsches Theater di Berlino e recensita nella sezione "Aufführungen" del nuovo numero di "Theaterheute". Lo spettacolo è costruito da 63 brevi scene che diventano crudo affresco della vita pullulante nella strada berlinese del titolo, eletta a simbolo del consumismo e della modernità. Quaranta squallide storie metropolitane, sospese tra sogni e regolari fallimenti, vedono come protagonisti la cassiera di un supermarket, tre rumeni, il gestore di un chiosco. Impressiona la durata dell'operazione, 24 ore, che ha impegnato molti attori, tra i quali Bernd Stempel, Kathrin Wehlisch, Peter Pagel.

Aderisce al linguaggio comico Dunkel lockende Welt, secondo testo teatrale di Sebastian Nübling nella produzione applaudita nella sala dei Kammerspiele di Monaco. Il senso della commedia – ben interpretata, tra gli altri, da Wiebke Puls, Jochen Noch, Gundi Ellert – è racchiuso nella battuta: "La vita? Una barzelletta". Christoph Schlingensief ha trasformato la platea del Burgthetaer di Vienna in uno spazio espositivo per le sue installazioni raccolte nel programma Area 7, nome derivato dall'omonima zona della Nabibia visitata dallo stesso artista. Si tratta di un percorso-labirinto formato da stazioni sceniche costruite da pannelli, tendaggi, oggetti vari, dotate di titolo proprio con il dichiarato intento di voler provocare lo spettatore e farlo risvegliare dal torpore del benessere, come indicano "African Twin Towers" o "Raum des 11. September". Di fronte ad un allestimento del genere il recensore si interroga sul valore artistico e, soprattutto, sulle sue implicazioni per il linguaggio e la comunicazione teatrale.

Il viaggio nelle novità proposte dalla scena tedesca comprende la sosta nel Thalia Theater di Amburgo dove è stato allestita la commedia Sommergäste di Maxin Gorki. La regia di Alize Zandwijk sviluppa una sensualità tutta malinconica, scava la vita e le psicologie controverse dei personaggi e li trasferisce in una dimensione contemporanea. Pregevole è risultata la prova dei protagonisti (Jörg Pose, Thomas Rupert, Anneliese Vanlaure, Helmut Mooshammer). Schändung è il nuovo testo teatrale di Botho Strauß ricavato dallo scespiriano Titus Andronicus e presentato nel Berliner Ensemble da Thomas Langhoff. La rielaborazione drammaturgica riscrive lo scontro tra romani e barbari in senso metaforico per denunciare una drammatica continuità storica nel ricorso alla guerra come soluzione per risolvere il problema dell'incontro-scontro tra razze e culture diverse. La regia asseconda le intenzioni polemiche e di denuncia sociale dell'autore e mantiene l'ambientazione nella nostra contemporaneità calando la vicenda in un clima di cupa e spietata violenza. Il risultato è di grande effetto e di notevole spessore artistico, anche per la prova eccellente degli attori, Jurgen Hultz (Titus Andronicus), Christina Drechsler (Lavinia), Sylvia Rohrer (Talora), Markus John e Tilbert Strahl-Schaefer.

La sezione "Musiktheater" si apre con la recensione di Kirchenlieder – ein Chorprojekt di Ulrich Rasche, anche regista dello spettacolo allestito nello Staatstheater di Stoccarda con l'impiego di quaranta ballerini-cantanti che si muovono al ritmo di una musica minimale e ipnotica. Segue la recensione del mozartiano Don Giovanni secondo la versione scenica ideata da Michael Haneke, alla sua prima esperienza come regista d'opera, e applaudita sul palcoscenico del Palais Garnier dell'Opera parigina. Il personaggio del titolo, affidato alle competenze di Peter Mattei, si presenta elegante e attraente, sicuro di sé nella sua anima borghese di ipertrofia capitalistica. In una raffinata e suggestiva ambientazione prevalentemente notturna si sono distinti anche David Bizic (Masetto), AleksandraZamojska (Zerlina), Luca Pisaroni (Leporelli), Mirielle Delunch (donna Elvira).

E' Tilo Werner il protagonista del ritratto del mese ("Porträt"), attore recentemente salito alla ribalta per la convincente interpretazione di Trigorin nel cechoviano Sivaj (Il gabbiano) secondo la regia di Arpàd Schilling. Di origine ungherese, matura la formazione negli ambienti berlinesi vicini al teatro epico di indirizzo brechtiano, entrando in contatto con Ernst Busch e Manfred Karge, Thomas Ostermeier e Jens Hillje. Nella ricostruzione della carriera di Werner, testimoniata anche da dichiarazioni dello stesso attore, si incontra una serie di spettacoli fondamentali quali Hamlet - interpretato con Markus Meyer e Martin Schwab concedendo molto spazio all'improvvisazione tanto da essere stata etichettata "eine epische Jam-Session" - e  Epidemic di Lars von Trier nel Berliner Hebbel am Ufer nella versione di Sebastian Baumgarten e Ari Benjamin Meyer in cui Werner ha esibito pregevoli doti canore. Seguono apprezzate e originali letture sceniche e altri spettacoli basati ancora sull'improvvisazione come Hazàm Hazàm e Schwarzland.

"Positionen der Kritik" è una novità di "Theaterheute". Si tratta di uno spazio mensile riservato di volta in volta all'intervento di un critico teatrale. Apre la serie Florian Malzacher, collaboratore della stessa rivista e della "Frankfurter Rundschau", anche Dramaturg a Graz. Tra i tanti aspetti trattati, ampio spazio viene dedicato alla funzione del recensore: la questione è se il suo intervento debba essere di tipo divulgativo e offrire dunque un contributo essenzialmente descrittivo dello spettacolo, oppure se di tipo critico e tecnico con un'analisi accurata dei meccanismi e dei procedimenti creativi della messinscena. Si discute anche del rapporto tra la figura del critico e dell'artista - che  devono assumere posizioni di reciproca autonomia -  e della difficoltà incontrate dalla critica teatrale di fronte a spettacoli innovativi, portatori di nuovi e complessi linguaggi, difficoltà che derivano dal fatto che la critica non è sempre dotata di adeguati e aggiornati strumenti e metodi di analisi. Malzacher cita, tra gli esempi, le produzioni della compagnia Raffaelo Sanzio.

L'attenzione rivolta alla scena internazionale ("Ausland") si concentra su Gent (Gand), dove Johan Simon ha inaugurato il suo mandato di intendente del Teatro Nazionale firmando la regia della messinscena di Der Vogel ist krank di Aron Grünberg e di Plattform di Michel Houellebecq, due novità di successo, soprattutto la seconda dedicata alle utopie e alle menzogne morali del turismo dai contorni sessuali, con cupe allusioni a reminiscenze naziste e a una velata forma di razzismo. Il testo del mese ("Stückabdruck") è Dunkel lockende Welt scritto da Klaus Händl, giunto alla sua seconda fatica creativa preceduta da Wilde oder Der Mann mit traurigen Augen portata sulla scena due anni fa dal regista Sebastian Nübling.



Massimo Bertoldi


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