Gianni Cicali
Attori e ruoli nell'opera buffa italiana del Settecento


Firenze, Le Lettere, 2005, pp. 370, euro 65,00
ISBN 88 7166 926 6

Data di pubblicazione su web 18/02/2006

copertina del libro
I ruoli nell'opera comica italiana del XVIII secolo sono un oggetto sfumato e liminare che per certi aspetti si colloca tra prosa e opera, per altri sfuma nelle competenze, nell'età, nelle capacità dell'interprete. Il ruolo si compone di parti, cioè di personaggi dalle caratteristiche più o meno comuni o simili che si ripetono di testo in testo, di spettacolo in spettacolo (i vari Don Petitone, le varie Serpina, Lisetta, i vari Leandri e Lindori).

Se dei ruoli nel teatro di prosa abbiamo definizioni che rimandano a una pratica antica e codificata che si può far risalire alla commedia dell'Arte dei secoli XVI e XVII, nell'opera comica italiana, ma anche in quella seria, il ruolo è stato spesso descritto più per i vezzi e le manie degli attori-cantanti e meno nei suoi contenuti e non ha trovato nella storiografia moderna un'ampia e sostanziale verifica nell'ambito dello spettacolo e una sua propria e autonoma definizione. Il ruolo e l'organizzazione che da questo deriva, rappresentano nell'opera come nella prosa, uno strumento indispensabile non solo di organizzazione drammaturgica, ma anche di regolamentazione dello spettacolo.

La bella veirta', dramma giocoso di Carlo Goldoni
Illustrazione de
La bella verità, dramma giocoso di Carlo Goldoni
 
Il sistema dei ruoli sovrintende l'organizzazione delle compagnie e regola tutti gli spettacoli d'opera buffa nel corso del Settecento: buffi, buffe, buffi caricati, prime buffe, buffi di mezzo carattere. Alcuni di questi tra i più significativi vengono analizzati dall'autore del libro attraverso le biografie artistiche degli attori-cantanti che si produssero con diverso successo sui palcoscenici nazionali e su quelli di tutta Europa.

Infatti, al pari (e forse più) dell'opera seria l'opera buffa si diffuse non solo capillarmente in Italia, ma anche nel continente europeo. Il suo essere una forma di spettacolo relativamente economico fece sì che il genere comico musicale, il cui successo e la cui diffusione sono da collocarsi intorno alla metà del Settecento, rappresentasse un potente volano sia per l'economia dello spettacolo in genere,  sia per le tante accademie 'impresarie' che nel secolo del melodramma si diffusero capillarmente per la penisola. L'attività teatrale era la ragion d'essere, e il sostentamento, della maggior parte di queste medie e piccole 'imprese economico-teatrali'. L'opera buffa poteva, con il suo minore impegno economico, consentire la formazione di stagioni teatrali altrimenti impossibili per queste realtà della nascente industria dello show business.

Attraverso il ricorso a una vasta messe di fonti documentarie e archivistiche e a riscontri depositati nelle fonti testuali (libretti) il volume mette a confronto diverse figure di attori-cantanti che incarnarono al livello più alto i rispettivi ruoli. Ne deriva una rappresentazione del fenomeno e della sua organizzazione - al tempo sistematica e flessibile - che furono capaci di condizionare in maniera determinante i modi della produzione spettacolare e anche la struttura delle creazioni drammaturgiche.


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Indice

INDICE GENERALE

Abbreviazioni

Introduzione

1. Ruolo e interprete, pubblico e mercato
2. Il sistema dei ruoli
3. I nomi dei ruoli
Note

I.  Dall’opera alla prosa, dalla prosa all’opera

1. Sulle tracce di Pietro Pertici (Firenze 1700?-1768)
2. Gli inizi della carriera di Pertici, la sua formazione, i ruoli
3. Le convenienze dei ruoli e le qualità degli interpreti
4. Interpreti tra Firenze, Roma e Napoli
5. Opera vs prosa
6. La merce e il pubblico viaggianti: un ‘caso’ britannico
7. L’apice della carriera di Pertici e il passaggio alla prosa
8. Interpreti prestati alla prosa, interpreti prestati all’opera
Note

II.  Le tante pazzie di Isabella: la prima buffa

1. Anna Lucia de Amicis (Napoli 1733?-1816): una carriera esemplare
2. Scritturazione di una prima buffa: aggregazione e alchimia dei ruoli
3. Ruoli centripeti e centrifughi. Il ruolo in tribunale
4. Drammaturgia, ruoli, esportazione: la Finta sposa
5. Il campionario di una prima buffa
6. Drammaturgia e musica per l’interprete
7. Lo sviluppo toscanizzato di una tradizione
8. Le pazzie di Isabella
9. Una prima buffa al centro di una rete di relazioni
Note

III.  Ruoli e interpreti per tutte le stagioni

1. La flessibilità necessaria
2. Seconde buffe e secondi buffi
3. Il mezzo carattere femminile: un ruolo misterioso
4. Il mezzo carattere femminile a Napoli
Note

IV.  I buffi caricati: una questione meridionale

1. I  ruoli caricati e Napoli
2. Le parti di vecchia
3. Buffi a confronto
4. Dinastie di buffi napoletani
5. Capitani todeschi e secretisti persiani
6. Il notaio buffo
7. Il buffo in vestaglia, la servetta e il notaio

Testi

Don Pasquino, Napoli, 1735
Le mbroglie p’ammore, Napoli, 1736
Lo finto remita, Napoli, 1737
Il Gismondo, Napoli, 1737
Il barone di Zampano, Napoli, 1739
La finta cameriera, Siena, 1742
La vedova  accorta, Firenze, 1745
Il Giramondo, Milano, 1746
La cantata e disfida di D. Trastullo, Roma, 1749
La finta sposa, Siena, 1754
La donna di tutti i caratteri, Napoli, 1762
Madama l’umorista, Modena, 1765
I commedianti fortunati, Napoli, 1779
Il vagabondo fortunato, Foggia, 1783
Note

Abbreviazioni documentarie e bibliografiche
Indice dei titoli
Indice dei nomi