Theaterheute, n. 11, 2005
2005, n. 11, pp. 72, euro 9,50
ISSN 0040 5507
Data di pubblicazione su web 05/12/2005
„Starts" ("le partenze") è la sezione di apertura del nuovo numero di "Theaterheute" che prende in esame gli spettacoli allestiti nei principali teatri dell'area tedesca in avvio di stagione. Si inizia con la Schauspielhaus di Düsseldorf, dove la regista Anna Bodora ha affrontato Orpheus, Illegal composto dal saggista e romanziere Juri Andriuchowytsch, seconda parte del progetto inaugurato all'inizio del 2005 dalla rappresentazione di Nacht (Notte) del polacco Andrzej Stasiuk e che ironicamente si intitola ''Das neue Europa – Warten auf die Barbaren?'' (''La nuova Europa – aspettare i barbari?''). Coprodotto con il Teatro Molody di Kiev e il Teatro Garibaldi di Palermo, Orpheus, Illegal è uno spettacolo giocato sulla provocazione, il pessimismo storico e la poetica dell'utopia, che si intrecciano in una vicenda consumata sul racconto di una missione tentata per salvare il Vecchio Continente. Protagonista nel ruolo del titolo è Michael Fuchs.
Uomini insoddisfatti e impegnati nel difficile miglioramento delle loro condizioni affettive, creative e professionali caratterizzano Café Umberto di Moritz Rinke. L'allestimento curato da Bukhard Kosminski privilegia i temi del sogno e del desiderio per meglio indagare lo spessore psicologico, assai complesso e 'disturbato', dei personaggi che affollano il ritrovo del titolo, affidati all'interpretazione di Marcus Bluhm, Lisa Hagmeister, Ester Hausmann e Matthias Leja.
Completa la rassegna degli spettacoli visti a Düsseldorf l'applaudito Macbeth firmato da Jürgen Gosch, autore di una versione scenica del capolavoro shakesperiano marcatamente innovativa, trasferita al presente. La scena sembra un mattatoio, risulta tutta imbrattata di sangue. E il sangue sporca anche i corpi degli attori, talvolta completamente nudi, quando danzano con il loro destino di morte violenta, animando situazioni ripugnanti per l'occhio e lo stomaco. In questa lettura di caotica follia si sono distinti, tra gli altri, Thomas Dannemann (Macbeth) e Devid Striesow (la regina).
Frauen fra have (La donna del mare) di Henrik Ibsen è la commedia scelta dalla Deutschen Schauspielhaus di Amburgo e affidata alla regia di Jacqueline Konrmüller che sceglie il registro della contemporaneità per imprimere un senso di malinconica ribellione agli schemi borghesi da parte di personaggi psicologicamente deboli. Alla pregevole esibizione di Marion Beckwoldt nel ruolo del titolo si sono affiancati Otto Kukka (Wangel), Klaus Rodewald (Arnholm).
La seconda produzione è risultata Faces, che il regista Ivo van Hove ha ricavato dall'omonimo film di Jonh Cassavetes e affidando a Monique Schwitter il ruolo della protagonista.
Il Thalia Theater ha alzato il sipario con Das Versprechen (La promessa) di Friedrich Dürrenmatt. La regia di Armin Petras stempera la sostanza narrativa del testo, un thriller sul crimine sessuale, in una rappresentazione grottesca ed isterica delle donne (Leila Abdullah e Katrin Wichmann) e psicopatica degli uomini (Peter Kurth, Fritz Haberlandt e Thomas Schmauser, Harald Baumgartner, Peter Moltzen). La seconda produzione è stata Café Umberto, la novità di Moritz Rinke già incontrata nel cartellone della Schauspielhaus di Düsseldorf, che il regista Stephan Kimming imposta con un taglio interpretativo politico e di aspra denuncia sociale. Apprezzata è risultata l'esibizione degli attori, tra questi Peter Jordan, Doreen Nixdorf, Susanne Wolff e Felix Knopp.
Attingono dal repertorio dello stesso autore classico, William Shakespeare, i due maggiori teatri di Berlino. Il Deutsches Theater ha affidato la regia di The merchant of Venice a Tina Lanik, che sposta la vicenda in un contesto novecentesco popolato da spregiudicati uomini di affari e gangster. Shylock interpretato da Ulrich Matthes fuma nervosamente sigari e si muove con fare agitato, senza scrupoli è Stefan Hunstein nel ruolo del titolo.
The winter's tale ha avviato la stagione della Berliner Ensemble secondo la versione di Robert Wilson. La regia trasforma i personaggi in pupazzi, cancella la sostanza psicologica e li definisce in base a complesse articolazioni gestuali e pantomimiche. Tra gli attori si sono distinti Stefan Kurt (re Leonte), Angela Winkler, Heinrich Buttchereit.
La seconda produzione del Deutsches Theater è stata il goethiano Faust II. La revisione drammaturgia di Oliver Reese e la regia di Michael Thalheimer hanno mutilato il testo di parti non secondarie per rendere credibile l'attualizzazione della vicenda, l'operazione non ha trovato concorde la critica teatrale che ha riscontrato esiti superficiali anche nell'interpretazione di attori di livello quali Ingo Hülsmann (Faust), Sven Lehmann (Mefisto), Nina Hoss (Elena).
Anche il Faust visto nello Schauspiel di Stoccarda si presenta svincolato dal suo contesto storico e culturale. La regia di Hasko Weber elimina dal testo la sostanza filosofica e spirituale e trasforma i protagonisti in uomini pragmatici e con pochi pensieri. Sebastian Röhrle (Faust) assomiglia ad una manager più che ad uno studioso carico di dubbi, Susanna Fernandes Genebra disegna un Mefisto più interessato alle donne che all'anima dello studente. Tra gli altri spettacoli figurano Electronic City di Falk Richter curato da Jan Jochymski che coniuga nel fallimento di una storia amorosa lo smarrimento dell'uomo moderno nell'età della globalizzazione, Dogville del danese Lars von Trier e il cechoviano Platonov trasferito sul palcoscenico dalla regista Karin Henkel seguendo un'interpretazione attenta alla psicologia dei personaggi e alla rappresentazione delle loro inquietanti tensioni. Oltre a Felix Goeser (Platonov), hanno ben figurato Martin Leutged, Silja Bächli, Thomas Eisen e Anja Brünglinghaus.
Ancora Cechov è stato scelto da Stefan Pucher per aprire la stagione di Basilea. In Zio Vanja domina la visione positiva e creativa del lavoro inteso come soluzione alternativa alle difficoltà comunicative dei personaggi. Integrato da musiche moderne e da immagini video, lo spettacolo si è fatto applaudire per la sua aderenza al testo e per la pregevole interpretazione degli attori, Klaus Brömmelmeier nel ruolo del titolo, Bettina Stucky (Sonja), Susanne-Marie Wrage, Sebastian Rudolph (Astrov), Dieter Montag (Serebrjakov). Il cartellone di Zurigo privilegia la drammaturgia contemporanea, proponendo la messinscena di Nach der Liebe beginnt ihre Geschichte di Botho Strauß secondo la precisa regia curata da Matthias Hartmann e la convincente interpretazione di Robert Hunger-Bühler e Corinna Kinchhoff. La seconda produzione è stata Lucie de Beaune di Igor Bauersima anche regista di un dramma politico ambientato nella Francia di Luigi XIV per analizzare il contrasto tra lo splendore della corte e l'esercizio della tirannia nei loschi intrighi tra nobiltà e corona. Completano il quadro delle proposte di questo importante teatro zurighese le rappresentazioni di John Gabriel Borkman di Ibsen per la regia di Barbara Frey con Meike Droste, Anna König, Jutta Lampe e Barbara Nüsse, di Variazioni di morte di John Fosse curato da Matthias Hartmann e interpretato da Sabine Haupt, Patrick Heyn, Hans-Michael Rehberg.
La sezione ''Ausland'' della rivista, dedicata alla scena internazionale, si occupa di Schändung, testo di Botho Strauß ricavato da Titus Andronicus di Shakespeare affidato alle competenze artistiche di Luc Bondy e allestito nell'Ateliers Berthier di Parigi. Lo scontro tra barbari e romani diventa una drammatica metafora sull'orrore e la violenza presenti nella nostra società, particolarmente nel mondo del sesso. I personaggi sono trasferiti nella contemporaneità e affidati alle coinvolgenti interpretazioni di Gérard Desarthes (Titus), Dörte Lyssewski (Lavinia), William Nadylam, Louis Garrel.
Il ritratto del mese (''Porträt'') è dedicato ad Almut Zilcher, affermata attrice di Graz in possesso di abilità espressive anche nel canto e nella danza. L'articolo ricostruisce la sua carriera, segnata da importanti rapporti artistici con la Berliner Volsbühne, il Thalia Theater di Amburgo, la Schauspielhaus di Bochum, il Deutschen Theater di Berlino, i Kammerspielen di Monaco.
Massimo Bertoldi
Indice
FOYER
«Man ist im freien Theater anders verantwortlich»
Ein Gespräch über die Freie Szene und ihre wichtigsten Festivals mit Kathrin Tiedemann, Wilfried Schulz und Klaus Dörr
STARTS
Barbara Burckhardt
Der König ist nackt
Düsseldorf beginnt mit Juri Andruchowytschs Orpheus, Illegal und Moritz Rinkes Café Umberto – und einem Macbeth von Jürgen Gosch
Till Briegleb
Flaute am Meer
Friedrich Schirmer startet in Hamburg u.a. mit Ibsens Frau vom Meer; am Thalia Theater inszeniert Armin Petras Dürrenmatts Versprechen, Stephan Kimmig Café Umberto
Henning Rischbieter
Klassischer Dreisprung
Berlin: Der Kaufmann von Venedig und Michael Thalheimers Goethe-Fortsetzung Faust II am DT, Ein Wintermärchen am Berliner Ensemble
Ulrike Kahle
Mit geballter Faust
Hasko Weber, neu in Stuttgart, beginnt mit Faust I und lässt Volker Lösch Dogville, Karin Henkel Platonow inszenieren
Simone Meier
Tschechows Phantome
Stefan Puchers Onkel Wanja am Theater Basel
Franz Wille
Züricher Revisionen
Matthias Hartmanns Uraufführung von Botho Strauß Nach der Liebe beginnt ihre Geschichte, Igor Bauersimas Lucie de Beaune und Barbara Freys John Gabriel Borkman
AUSLAND PARIS
Dorothee Hammerstein
Der Mann aus Marmor
Luc Bondy urinszeniert Botho Strauß Schändung in den Ateliers Berthier
AUSLAND TOKIO
Renate Klett
Hass, die höchste Form der Liebe
Jossi Wieler nähert sich in Japan dem Kabukis
PORTRÄT
Andreas Wilink
Der Gesang des Schreies
Die Schauspielerin Almut Zilcher, eine Großaufnahme
CHRONIK
Aachen - nach Tolstoi Anna Karenina, nach Kurt Held Die rote Zora
Bonn - Helmut Krausser Unser Lied
Ingolstadt - David Harrower Messer in Hennen
Magdeburg - Thomas Oberender/Sebastian Orlac Dastreffen – the other side
Osnabrück - Nora Mansmann Terrormum, Johannes Schrettle fliegen/gehen/schwimmen, Lothar Kittstein Spargelzeit, Rebekka Kricheldorf Schneckenportrait
Schwerin – Shakespeare König Lear
Wiesbaden – Edward Albee Alles im Garten
Das STÜCK
Der Karneval geht weiter
Ein Gespräch mit Juri Andruchowytsch über Euphorien und Enttäuschungen eines Ukrainers in Europa und den Bubaismus
Juri Andruchowytsch
Orpheus, Illegal
(Stückabdruck)
DATEN
Premieren im November
Hinweise
MEDIEN/TV
Zehn Jahre Kulturzeit auf 3sat
Lars von Triers Manderlay
Corinna Harfouch spielt die tschechische Dichterin Bozena Nemcova
Eine Hörspiel-Ausstellung in Berlin
Suchlauf – Programmhinweise
MAGAZIN
Poker im Osten am Berliner HAU
Anatolij Wassiljew inszeniert in Moskau Homer
Die Briten freuen sich über Harold Pinters Nobelpreis
Ein Nachruf auf den Verleger Erhard Friedrich
VORSCHAU / IMPRESSUM