Il trono e la fossa

di Erica Fialà

Data di pubblicazione su web 06/11/2026

Romanzo criminale

Una favola con la pistola in mano. È il paradosso di Romanzo criminale, la nuova opera di Nicola Piovani su libretto di Giancarlo De Cataldo tenuta a battesimo dal Maggio Musicale Fiorentino con un successo caloroso di pubblico. Compositore e librettista hanno voluto sottrarre la Banda della Magliana alla cronaca e alla politica per raccontare soltanto l’archetipo dell’ascesa e della caduta; ma un soggetto così vicino non si lascia trasfigurare e gli oggetti della violenza restano quelli, concreti, senza spada che li nobiliti. La musica, sempre cantabile, livella personaggi e situazioni sotto una stessa curva melodica: il capo che si proclama padrone di Roma e il seduttore che compra una donna cantano con la stessa generosità di legato e la violenza arriva in orchestra come pulsazione, mai come lacerazione. Quattro assassini raccontati con la tenerezza che si riserva a quattro amici al bar, una scelta stilistica che ha un costo, nonostante la bravura del compositore.

Tuttavia l’operazione ha argomenti solidi: una poetica dichiarata senza ambiguità, una musica protesa verso il pubblico, un cast di giovani diretto da Massimo Popolizio con una cura rara che fa abitare le situazioni invece di esibirle alla ribalta.

Il libretto ha una drammaturgia di impianto tragico-rituale, quasi arcaizzante: una narratrice che apre e chiude, coro tragico, fantasma e madre che maledice. Patrizia, promossa a lupa di strada e unica sovrana di un mondo che consuma un re dopo l’altro, è la trovata più felice e la più rischiosa, perché affida a un personaggio la morale che l’azione dovrebbe mostrare: il ritornello sul trono e sulla fossa torna quattro volte e si fa didascalia. La pagina migliore è l’aria del Terribile, catalogo satirico dei padroni di Roma da papi e imperatori fino al dittatore al balcone, unico momento in cui la romanità è sostanza e non colore. Pesano le azioni decisive affidate alla pantomima, mentre il canto si riserva commento e brindisi, e uno Scialoja che entra a metà del secondo atto per recitare a Patrizia la sua biografia in un verbale in versi.


Un momento dello spettacolo
© Michele Monasta-Maggio Musicale Fiorentino

La partitura include sassofono, batteria e marimba in organico dichiarando l’appartenenza al teatro musicale novecentesco; un motivo iniziale cuce una scrittura continua in cui i numeri affiorano senza spezzare il flusso, dal quartetto del bottino di ascendenza bohémienne alla dance music della festa del Dandi. Piovani è più sé stesso dove attinge alla propria memoria: nella ninna nanna di Patrizia, tema da cinema portato in scena con la giusta amarezza, e nel salmo sul cadavere del Dandi, dove il latino del coro si intreccia ai soprannomi della banda, unica pagina in cui sacro e grottesco producano vero spessore teatrale. Il duetto del Libanese con la madre, applaudito a scena aperta, mostra invece il nodo: un’orchestra che gonfia il dolore fino a far rientrare dalla finestra il melodramma verista che il compositore dice di voler evitare.

L’arena di cemento di Margherita Palli, con cinquantadue coristi travestiti da cittadini romani sulla gradinata, un misto fra anfiteatro e curva dello stadio, restituisce alla città il ruolo di testimone; le immagini di Jacopo Stoppa addolciscono ulteriormente ciò che la musica ha già addolcito. Le coreografie di Michele Abbondanza hanno un’energia da musical bernsteiniano e i costumi di Silvia Aymonino evocano il decennio senza feticismo, mentre le luci di Pasquale Mari scolpiscono il cemento. Uno spettacolo esplicito: un pregio per l’impatto, ma un limite per la memoria.


Un momento dello spettacolo
© Michele Monasta-Maggio Musicale Fiorentino

Il cast è il vero argomento a favore dell’impresa: Vanessa Goikoetxea è una Patrizia dominante per presenza, fraseggio e acuto; Valentina Pernozzoli, timbro scuro e voce corposa, fa della maledizione materna la scena della serata. Carlo Raffaelli ha il carisma del Libanese, penalizzato da una tessitura troppo grave; Anthony Ciaramitaro cresce fino a un Dandi autorevole dagli acuti saldi. Bene Alberto Petricca (Freddo), William Hernández (Bufalo), Toni Nežić, che si riscatta nell’aria del catalogo, Matteo Desole (Scialoja) e Davide Zaccherini, Gemito viscido di efficacia esemplare. Il Coro di Lorenzo Fratini è protagonista a pieno titolo e l’Orchestra suona la novità come fosse un titolo di repertorio, perfetta e sempre efficace.

Resta una domanda, se questa favola, sottratta alla politica, al dialetto e alla cronaca, sia ancora la storia della Banda della Magliana o una parabola di ascesa e caduta che potrebbe chiamarsi in qualsiasi altro modo. L’opera ha conquistato il trono al primo colpo, ora dovrà dimostrare nelle riprese, a cominciare da quella romana, di saperselo tenere.


Romanzo criminale

Cast & Credits




La locandina dello spettacolo

Cast & credits

Titolo 
Romanzo criminale
Sotto titolo 
Opera in due atti
Durata 
150' c.ca
Data rappresentazione 
31ottobre 2026
Città rappresentazione 
Firenze
Luogo rappresentazione 
Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Sala Grande
Prima rappresentazione 
Firenze, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Sala Grande, 23 ottobre 2026
Titolo testo d'origine 
Dal romanzo omonimo (Einaudi, 2002)
Libretto 
Giancarlo De Cataldo
Regia 
Massimo Popolizio Regista collaboratrice: Paola Rota
Interpreti 
Vanessa Goikoetxea (Patrizia)
Ilaria Monteverdi (Giovane prostituta)
Valentina Pernozzoli (Madre del Libanese)
Carlo Raffaelli (Libanese)
Anthony Ciaramitaro (Dandi)
Matteo Desole (Scialoja)
Davide Zaccherini (Gemito)
Alberto Petricca (Freddo)
William Hernández (Bufalo)
Toni Nežić (Terribile)
Produzione 
Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e Fondazione Musica per Roma
Scenografia 
Margherita Palli
Costumi 
Silvia Aymonino
Coreografia 
Michele Abbondanza
Corpo di ballo 
Andrea Baldassarri, Marco Bissoli, Fabio Caputo, Samuel Moretti, Diego Pileggi
Luci 
Pasquale Mari
Musiche 
Nicola Piovani
Orchestra 
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Direzione d'orchestra 
Nicola Piovani
Coro 
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Maestro del coro 
Lorenzo Fratini
Lingue disponibili 
Sopratitoli: In lingua originale, con sopratitoli in italiano e inglese a cura di Prescott Studio, Firenze
Note 
Immagini: Jacopo Stoppa