Sciogliere le catene

di Annarita Susy Fontanella

Data di pubblicazione su web 12/09/2026

Ritorno a Buenos Aires

Marco Bechis conclude con Ritorno a Buenos Aires il percorso dei titoli in Concorso all’ottantatreesima Mostra d’Arte Cinematografica, insieme a Kami Nour di Ali Asgari. Il regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italo-cileno torna nel paese che lo aveva espulso cinquant’anni prima, con un film che affida il racconto ai silenzi, ai volti e al tempo dell’attesa.

Nuovamente al Festival dopo diciott’anni da Birdwatchers, Bechis ritorna a un materiale che lo riguarda personalmente: il sequestro a Buenos Aires nel 1977. Da questa esperienza è nato un intero percorso, affrontato nel corso di quarant’anni attraverso diversi linguaggi. Dalla videoinstallazione Desaparecidos, dove sono? (1982) a Garage Olimpo (1999), sino al libro La solitudine del sovversivo (2021), Bechis ha scelto di lavorare sulla figura del sopravvissuto declinandola sotto forme diverse. Scritto insieme a Vijaya Bechis Boll, Ritorno a Buenos Aires segue la storia di Mariano Guerra (Adriano Giannini), un medico che dopo trentatré anni trascorsi in Italia rientra in Argentina per testimoniare al processo contro gli ex militari che lo sequestrarono e torturarono per più di due anni durante la dittatura. Insieme ad altri sopravvissuti viene ospitato negli alloggi del Ministero della Giustizia, attendendo il giorno della propria deposizione.


Una scena del film

La scelta più interessante messa in atto dal film è probabilmente la distanza tra l’esperienza di Bechis e quella del protagonista. Il regista fu detenuto per alcuni mesi nel centro clandestino El Club Atlético riuscendo a lasciare l’Argentina relativamente presto; Mariano porta invece addosso due anni di torture, trentatré di esilio e il peso di una deposizione mai affrontata prima. Attraverso una storia di finzione il regista riesce ad attingere, attraversare e abitare il suo vissuto.

Adriano Giannini, già padre della famiglia Colonna ne L’estranea di Paolo Strippoli, offre anche qui una prova attoriale di alto livello. Se nel primo film presentato in Concorso il suo corpo incarnava il controllo patriarcale e l’ordine apparente di una famiglia pronta a incrinarsi, qui è quello di un uomo che deve disimparare il controllo su di sé per riuscire, infine, a lasciarsi andare. È un’interpretazione che lavora per sottrazione, senza scena madre né crollo plateale: il peso di trentatré anni si accumula in ogni gesto trattenuto, fino allo scioglimento del finale.

Il ritorno a Buenos Aires è, prima di tutto, il ritorno a Garage Olimpo, con i passi resi lenti dalle catene che si stagliano sui contorni perimetrali delle celle in cui i detenuti erano costretti. Un’espiazione quasi schraderiana, dentro un paese che sta ancora cercando di fare giustizia. Il racconto si sposta sul piano più intimo con il dialogo che Mariano intraprende con il sé di allora. Nel finale, dopo aver reso la propria testimonianza, Mariano si libera nel movimento: tra i corpi che danzano ritrova il ragazzo che è stato, e per la prima volta riesce a guardarlo senza rimorsi né colpe. La danza, per Mariano, segna l’atto conclusivo: le catene che lo avevano appesantito si sciolgono finalmente in un corpo libero.


Ritorno a Buenos Aires

Cast & Credits



Marco Bechis

Cast & credits

Titolo 
Ritorno a Buenos Aires
Origine 
Italia, Brasile
Anno 
2026
Durata 
105 min.
Data rappresentazione 
11 settembre 2026
Città rappresentazione 
Venezia
Luogo rappresentazione 
Sala Darsena
Prima rappresentazione 
Venezia 2026
Evento 
83 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica - Venezia
Bianco e nero 
Regia 
Marco Bechis
Interpreti 
Adriano Giannini
Ana Celentano
Verónica Gerez
Olivia Nuss
Adrián Fondari
Paula Cohen
Marcelo Chaparro
Produttori 
Domenico Procacci, Laura Paolucci, Alfredo Federico, Simona Banchi, Marco Bechis, Daniele Incalcaterra, Patrick de Jongh, Cibele Amaral, André Ristum
Produzione 
Fandango, 39 Films, Karta Film con Rai Cinema, 34 Filmes
Scenografia 
Caterina Giargia, Mario Scarzella, Eduardo Antunes
Costumi 
Caterina Giargia, Sara Giovene, Coca Serpa
Sceneggiatura 
Marco Bechis, Vijaya Bechis Boll
Montaggio 
Jacopo Quadri, Nicolò Tettamanti
Fotografia 
Fabrizio La Palombara
Effetti speciali 
Ermanno Di Nicola
Suono 
Marco Fiumara, Ray Fisch
Musiche 
Guglielmo Diana
Lingue disponibili 
Italiano, Spagnolo