La finestra da fuori

di Annarita Susy Fontanella

Data di pubblicazione su web 10/09/2026

Naza

Sin dalle sue origini il cinema ha fatto della finestra una delle sue immagini fondative. Hitchcock con Rear Window (1954) l’aveva trasformata nel dispositivo stesso dello sguardo cinematografico: un occhio che entra dove non dovrebbe e che si avvicina violando la distanza tra chi guarda e chi è guardato. Durante il discorso di apertura di questa ottantatreesima Mostra, il direttore artistico Alberto Barbera aveva scelto di ritornare proprio su questo punto, definendo il cinema come «la finestra attraverso la quale assumiamo la consapevolezza degli avvenimenti più significativi della contemporaneità».

Inserito in Concorso solo il 24 agosto, al termine di una lunga valutazione sulla sicurezza, Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor arriva finalmente a Venezia come film-finestra del nostro presente, ambientato di notte sui tetti di Tel Aviv. Il film nasce dalle inchieste pubblicate tra il 2023 e il 2025 su «+972 Magazine», «Local Call» e «The Guardian». Il titolo proviene dall’acronimo dell’intelligence israeliana Nezek Agavi ("danno collaterale"), usato per stimare il numero delle vittime civili attese in un attacco pianificato. L’aritmetica del danno collaterale è trasformata in principio organizzatore dell’intero racconto per rivelare nel dettaglio i sistemi di uccisione di massa messi in atto da Israele a Gaza. Nel corso di ottanta minuti, Naza raccoglie le testimonianze di ventiquattro tra ufficiali e soldati dell’intelligence israeliana. L’anonimato è garantito attraverso l’illuminazione che rivela solo le sagome e l’alterazione delle voci.

Questa impersonalità e distanza si manifesta anche attraverso una macchina da presa che sceglie di inquadrare le finestre di Tel Aviv da fuori senza mai attraversarle e di lasciare nascosto il corpo di chi parla. È la parola – la verità di quello che succede – a guidare il racconto come una penna che tratteggia a mano a mano l’intero sistema operativo israeliano.


Una scena del film Naza


Yuval Abraham e Rachel Szor già nel 2025 si erano distinti come due dei quattro registi di No Other Land, premiato agli Oscar come miglior documentario. Naza arriva prodotto da «The Guardian» insieme a James Wilson per JW Films, con Jonathan Glazer come produttore esecutivo. È proprio dal regista de La zona d’interesse (2023) che si coglie una continuità di sguardo fra i due prodotti filmici. La scelta di affrontare la violenza di massa attraverso il dispositivo del sistema e di lavorare sull’assenza di enfasi più che sull’evento isolato consente al film nuove strade drammaturgiche. È la sottrazione, il fuori campo e l’assenza di pentimento a parlarci davvero. L’ammissione più vicina a un dubbio morale, in tutto il film, resta forse quella di un agente che si lascia sfuggire, quasi tra sé: «Penso ancora che i nazisti siano stati il male. Ma io che cosa sono?»: una domanda lasciata cadere, mai realmente affrontata.

Se Ilya Khrzhanovsky con Dau, sempre in Concorso, aveva scelto la ricostruzione totale dello spazio abitato da un gran numero di corpi, Abraham e Szor procedono nella direzione opposta, smontando sempre di più il sistema dall’interno e lasciando che siano le voci di chi lo ha materialmente azionato a rivelare il suo funzionamento.

Se per Barbera il cinema resta la finestra attraverso cui comprendiamo il presente, Naza sceglie di restare esattamente sulla soglia di quella finestra: mostra, non entra; registra, non abbraccia. La scelta più radicale è rappresentata dal rifiuto di ogni scorciatoia sentimentale per lasciare che sia il sistema stesso, nella sua meccanica impersonale, a produrre l’orrore. Un’assenza di calore che non rende l’esperienza meno coinvolgente, e che forse rappresenta il modo più onesto di raccontare un’atrocità ancora in corso.


Naza

Cast & Credits





I registi Yuval Abraham e Rachel Szor


Cast & credits

Titolo 
Naza
Anno 
2026
Durata 
80 min.
Data rappresentazione 
10 settembre
Città rappresentazione 
Venezia
Luogo rappresentazione 
Sala Grande
Prima rappresentazione 
Venezia 2026
Evento 
83 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica - Venezia
Colore 
Regia 
Yuval Abraham, Rachel Szor
Produttori 
Jonathan Glazer
Produzione 
The Guardian (Harry Davies, Lindsay Poulton), JW Films (James Wilson)
Distribuzione 
mk2 Films
Suono 
Lars Ginzel, Benjamin Hörbe, Rob Farr