Tra bunker e finestre
Dopo The Father (2020) e The Son (2022), entrambi nati da testi teatrali, Florian Zeller firma con Bunker, presentato in Concorso all’ottantatreesima Mostra d’Arte Cinematografica, la sua prima sceneggiatura originale per lo schermo. Liberato dal vincolo della scena unica e dalla concentrazione temporale del teatro da camera a cui ci aveva abituato, Zeller può ora dilatare il racconto nel tempo, spostarlo tra più ambienti e affidare la tensione narrativa anche allo spazio.
Miguel (Javier Bardem), architetto di successo, accetta l’incarico di progettare un bunker di sopravvivenza per un miliardario della tecnologia (Paul Dano). La commissione, apparentemente solo professionale, finisce per incrinare il matrimonio con Sofia (Penélope Cruz), sempre più convinta che quella scelta trasformi l’immagine che ha del marito. Parallelamente, il nuovo vicino di casa, Tobi (Stephen Graham), si insinua sempre di più nella quotidianità della coppia fino a diventarne l’ossessione più prossima e fisica.

© Sony Pictures
Sul piano drammaturgico, il film lavora su due movimenti opposti e complementari. Il primo, un movimento di chiusura verticale che spinge il miliardario – e con lui, progressivamente, Miguel – a scavare verso il basso, dove la sicurezza si paga con la cecità verso il mondo esterno. Il secondo, un movimento di apertura che passa attraverso una finestra nel muro del giardino. Il bunker si trasforma in un dispositivo metaforico in cui i personaggi paiono volersi nascondere e isolare, senza però mai riuscirci fino in fondo.
I primi piani di Bardem e Cruz contribuiscono a sottolineare la contraddizione: è in quei volti, prima ancora che negli spazi claustrofobici, che si gioca la vera tenuta del film. Solo pochi giorni fa, Wim Wenders presentava From Inside Out - The Architecture of Peter Zumthor, documentario in 3D sull’architetto svizzero premio Pritzker. Per lui l’architettura è chiamata a costruire spazi da abitare e attraversare. Il bunker di Miguel, invece, si rivela un luogo chiuso agli altri, un guscio che promette sicurezza attraverso l’isolamento. Zeller sembra chiedersi cosa accada quando l’architettura smette di essere un luogo di relazione per diventare un luogo di separazione.
Sempre in questi giorni e nella sezione Fuori
Concorso, arriva Musk di Alex Gibney, un documentario dedicato
all’immagine del miliardario della tecnologia e che sembra voler tracciare un
filo conduttore invisibile tra i diversi film. Il bunker di Zeller non è né la
casa di Zumthor né il ritratto di Musk, ma un luogo in cui i due si incontrano:
il punto in cui la paura di essere visti si trasforma nella ragione per
costruire.
Bunker

Il regista Florian Zeller
Cast & credits
| Titolo
Bunker |
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| Anno
2026 |
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| Durata
126 minuti |
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| Evento
Biennale di Venezia |
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| Regia
Florian Zeller |
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| Interpreti
Javier Bardem (Miguel) Penélope Cruz (Sofia) Stephen Graham (Il vicino) Paul Dano (Il miliardario) Patrick Schwarzenegger Mark Gatiss Eileen Atkins |
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| Produzione
Blue Morning Pictures, Mod Producciones, Pathé Films, Mediawan, Entourage Pictures |
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| Sceneggiatura
Florian Zeller |
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| Montaggio
Yorgos Lamprinos |
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| Fotografia
Ben Smithard |
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| Musiche
Voker Bertelmann |
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| Note
Lingue: inglese e spagnolo |