Tra bunker e finestre

di Annarita Susy Fontanella

Data di pubblicazione su web 08/09/2026

Bunker

Dopo The Father (2020) e The Son (2022), entrambi nati da testi teatrali, Florian Zeller firma con Bunker, presentato in Concorso all’ottantatreesima Mostra d’Arte Cinematografica, la sua prima sceneggiatura originale per lo schermo. Liberato dal vincolo della scena unica e dalla concentrazione temporale del teatro da camera a cui ci aveva abituato, Zeller può ora dilatare il racconto nel tempo, spostarlo tra più ambienti e affidare la tensione narrativa anche allo spazio.

Miguel (Javier Bardem), architetto di successo, accetta l’incarico di progettare un bunker di sopravvivenza per un miliardario della tecnologia (Paul Dano). La commissione, apparentemente solo professionale, finisce per incrinare il matrimonio con Sofia (Penélope Cruz), sempre più convinta che quella scelta trasformi l’immagine che ha del marito. Parallelamente, il nuovo vicino di casa, Tobi (Stephen Graham), si insinua sempre di più nella quotidianità della coppia fino a diventarne l’ossessione più prossima e fisica.



Una scena del film
© Sony Pictures

Sul piano drammaturgico, il film lavora su due movimenti opposti e complementari. Il primo, un movimento di chiusura verticale che spinge il miliardario – e con lui, progressivamente, Miguel – a scavare verso il basso, dove la sicurezza si paga con la cecità verso il mondo esterno. Il secondo, un movimento di apertura che passa attraverso una finestra nel muro del giardino. Il bunker si trasforma in un dispositivo metaforico in cui i personaggi paiono volersi nascondere e isolare, senza però mai riuscirci fino in fondo.

I primi piani di Bardem e Cruz contribuiscono a sottolineare la contraddizione: è in quei volti, prima ancora che negli spazi claustrofobici, che si gioca la vera tenuta del film. Solo pochi giorni fa, Wim Wenders presentava From Inside Out - The Architecture of Peter Zumthor, documentario in 3D sull’architetto svizzero premio Pritzker. Per lui l’architettura è chiamata a costruire spazi da abitare e attraversare. Il bunker di Miguel, invece, si rivela un luogo chiuso agli altri, un guscio che promette sicurezza attraverso l’isolamento. Zeller sembra chiedersi cosa accada quando l’architettura smette di essere un luogo di relazione per diventare un luogo di separazione.

Sempre in questi giorni e nella sezione Fuori Concorso, arriva Musk di Alex Gibney, un documentario dedicato all’immagine del miliardario della tecnologia e che sembra voler tracciare un filo conduttore invisibile tra i diversi film. Il bunker di Zeller non è né la casa di Zumthor né il ritratto di Musk, ma un luogo in cui i due si incontrano: il punto in cui la paura di essere visti si trasforma nella ragione per costruire.

Bunker

Cast & Credits



Il regista Florian Zeller

Cast & credits

Titolo 
Bunker
Anno 
2026
Durata 
126 minuti
Evento 
Biennale di Venezia
Regia 
Florian Zeller
Interpreti 
Javier Bardem (Miguel)
Penélope Cruz (Sofia)
Stephen Graham (Il vicino)
Paul Dano (Il miliardario)
Patrick Schwarzenegger
Mark Gatiss
Eileen Atkins
Produzione 
Blue Morning Pictures, Mod Producciones, Pathé Films, Mediawan, Entourage Pictures
Sceneggiatura 
Florian Zeller
Montaggio 
Yorgos Lamprinos
Fotografia 
Ben Smithard
Musiche 
Voker Bertelmann
Note 
Lingue: inglese e spagnolo