Riconquistare un corpo

di Annarita Susy Fontanella

Data di pubblicazione su web 06/09/2026

Woman Unknown

May el-Toukhy, con il suo terzo lungometraggio Kvinde Ukendt (Woman Unknown), arriva finalmente all’ottantatreesima Mostra d’Arte Cinematografica. Nei giorni che ne avevano preceduto l’inizio, molte erano state le polemiche per il numero delle registe donna presenti in concorso, che dopo l’aggiunta di Naza – documentario che arriverà il 10 settembre – era salito solo a due. Un dato che il direttore Alberto Barbera aveva giustificato con un calo delle presentazioni scese al 24%, rispetto al 30% dello scorso anno.

Sette anni dopo Queen of Hearts, che l’aveva imposta sulla scena internazionale tra il Sundance e la corsa agli Oscar come Miglior Film Internazionale, la regista danese arriva per la prima volta a Venezia, accompagnata come sempre dalla sceneggiatrice Maren Louise Kaehne e dal direttore della fotografia Jasper Spanning.

Nato da una coproduzione danese, svedese e lettone, il racconto è ambientato a Copenaghen, nell’estate del 1945. Marie (Mathilde Arcel) è una giovane domestica e bambinaia sul punto di sposare Christian (Carsten Bjørnlund), il ricco vedovo per cui lavora. Un’unione che Marie desidera e attende, e che le consentirebbe un nuovo status sociale. Mentre però il Paese si scopre libero dall’occupazione nazista e privo di un reale sistema giuridico, gruppi di società si sentono autorizzati a punire le collaboratrici orizzontali, ovvero le donne che hanno fraternizzato con i soldati tedeschi. È in questo contesto che il passato si ripresenta, facendo oscillare il castello di speranze della protagonista.


Una scena del film

May el-Toukhy, dopo aver rinunciato a un film sulla caccia alle streghe nella Danimarca protestante del Cinquecento, sceglie di lavorare sulle tyskerpiger. Una storia che nasce dunque come una traslazione della logica del witch-hunt dal Cinquecento al Novecento, e che lavora sul corpo e sul desiderio femminile come campo di battaglia e territorio pubblico.

Già Marguerite Duras e Alain Resnais con Hiroshima mon amour (1959) avevano messo in scena una Lei rasata a Nevers per aver amato un soldato tedesco. Ma se quella donna sfugge, almeno inizialmente, a quel passato, imparando ad accettarlo ed elaborarlo nel corso della narrazione; la protagonista di Woman Unknown sceglie un’altra strada. Marie usa stratagemmi, manovra e si fa artefice della sua scalata; da vittima designata, si scopre carnefice a sua volta, replicando lo stesso meccanismo da cui tenta di fuggire.


Una scena del film

Sul piano drammaturgico, Woman Unknown si regge sul segreto come motore di tensione. Il matrimonio incombente funziona da scadenza, da conto alla rovescia che scandisce ogni scena con la logica del tempo che stringe. La protagonista si muove tra due palcoscenici: l’interno domestico, dove Marie recita la parte della futura padrona di casa attraverso gesti sempre più controllati, e lo spazio urbano, dove la folla agisce come un coro collettivo e senza volto, pronto a giudicare e punire. È nel varco di questi due spazi che il film colloca il punto di massima tensione, lasciando che il fuori campo minacci costantemente ciò che accade in scena.

La storia qui non si accontenta di bussare alla porta, ma entra in casa, si siede a tavola e resta stringendo in mano un coltello che arriva nelle mani di Marie. Sarebbe un errore ridurre il racconto a una storia di guerra: Woman Unknown è prima di tutto la storia di un corpo – un corpo che la collettività rivendica come proprio, giudica e marchia – e che la protagonista riconquista solo apparentemente, e mai del tutto.


Di Annarita Susy Fontanella


Woman Unknown

Cast & Credits



May el-Toukhy


Cast & credits

Titolo 
Woman Unknown
Sotto titolo 
Kvinde Ukendt
Origine 
Danimarca, Svezia, Lettonia
Anno 
2026
Durata 
124 min.
Data rappresentazione 
6 settembre 2026
Città rappresentazione 
Venezia
Luogo rappresentazione 
Sala Grande
Evento 
83 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia
Colore 
Titolo originale 
Kvinde Ukendt
Regia 
May el-Toukhy
Interpreti 
Mathilde Arcel (Marie)
Carsten Bjørnlund (Christian)
Thorbjørn Hedegaard
Marina Bouras
Mia Plantin
Sofia Nolsøe
Flora Yde Sander
Mikael Birkkjær
Joen Højerslev
Produzione 
Nordisk Film Production (Danimarca), Nordisk Film Production Sverige, Film i Väst (Svezia), SIA Nafta Films (Lettonia)
Sceneggiatura 
May el-Toukhy, Maren Louise Kaehne
Montaggio 
Rasmus Stensgaard Madsen
Fotografia 
Jasper Spanning
Musiche 
Mikkel Hess
Lingue disponibili 
Danese