Dau / Un bon petit soldat / Il fuoco che ti porti dentro
Dau
Ispirato ai fisici che contribuirono alla costruzione della bomba atomica sovietica, DAU segue il percorso di un brillante fisico di origine greca dal 1928 in Unione Sovietica attraverso quattro decenni di sconvolgimenti. Spinto dal desiderio di scoprire le leggi dell’universo, l’idealista Dau viene chiamato al servizio dello Stato per creare una delle armi più letali della storia. In un istituto di ricerca segreto, la vita è regolata dall’ambizione scientifica, dal potere, dalla sorveglianza e dal privilegio. Mentre la sua libertà individuale si riduce, Dau cerca altrove, al di fuori del matrimonio, una forma di liberazione attraverso una serie di relazioni, finendo per smarrire se stesso e la propria capacità di amare. Ritratto intimo di un uomo alla ricerca della felicità e della libertà, e insieme vasto affresco di una società fondata sulla violenza e sull’ideologia, DAU racconta i compromessi che plasmano un’esistenza e finiscono per cambiare il corso della storia.
Proiezioni:
martedì 8 settembre, ore 18:45, Sala Darsena (accreditati)
martedì 8 settembre, ore 21:30, Sala Perla (accreditati)
mercoledì 9 settembre, ore 15:45, Sala Grande (pubblico e accreditati)
venerdì 11 settembre, ore 20:00, Sala Casinò (pubblico e accreditati)
sabato 12 settembre, ore 20:00, Astra 1 (pubblico e accreditati)
Ilya Khrzhanovsky
Nato a Mosca nel 1975 e attivo a livello internazionale, Il'ja Chržanovskij è tra i registi e direttori artistici più radicali del cinema contemporaneo. Ha debuttato alla regia nel 2004 con 4, pellicola premiata al Festival di Rotterdam con il Tiger Award e presentata alla Mostra del Cinema di Venezia. Come produttore ha co-fondato la Phenomen Films, con cui ha realizzato Soldato di carta di Aleksei German Jr., vincitore del Leone d'Argento per la miglior regia a Venezia 65.
La sua opera di maggior rilievo è l'imponente progetto DAU: un esperimento antropologico e cinematografico senza precedenti, sviluppato costruendo il più grande set d'Europa per ricostruire l'Unione Sovietica tra gli anni '30 e '60. Attraverso 700 ore di girato in 35 mm e il coinvolgimento di centinaia di non-attori, DAU si è articolato in 14 lungometraggi, serie TV e installazioni immersive presented in anteprima a Parigi nel 2019. Già direttore artistico del Memoriale di Babij Jar a Kiev, Chržanovskij ha di recente fondato in Francia la IP Filmworks con Philippe Bober.
Un bon petit soldat
A 43 anni, Carla è una dirigente brillante e interamente votata al lavoro. Dietro un’apparenza impeccabile nasconde una profonda insicurezza, ma è comunque riuscita a costruirsi una carriera di successo, spesso a scapito della vita familiare. Da poco nominata responsabile delle Risorse Umane di una grande azienda, ha il compito di conciliare il benessere dei dipendenti con gli obiettivi di performance imposti dalla direzione. Ma quando scopre un caso di management tossico, il confine tra compromessi e compromissioni si fa sempre più sottile. Fino al punto di rottura.
Proiezioni:
mercoledì 9 settembre, ore 9:00, Sala Darsena (accreditati)
mercoledì 9 settembre, ore 11:15, Sala Grande (accreditati)
mercoledì 9 settembre, ore 19:45, Sala Grande (pubblico)
mercoledì 9 settembre, ore 20:00, PalaBiennale (pubblico)
giovedì 10 settembre, ore 11:30, PalaBiennale (accreditati)
Stéphane Brizé
Nato a Rennes nel 1966, Stéphane Brizé è una delle voci più incisive e impegnate del cinema francese contemporaneo. Dopo l'esordio alla regia con Le Bleu des villes (1999), conquista il Premio César per il miglior adattamento con Mademoiselle Chambon (2009), opera che segna l'inizio del fortunato sodalizio artistico con l'attore Vincent Lindon.
Il successo internazionale e il plauso della critica arrivano con l'ormai celebre trilogia incentrata sul mondo del lavoro e sul precariato, composta da La legge del mercato (2015, in concorso a Cannes), In guerra (2018) e Un altro mondo (2021). Presenza costante nei principali festival internazionali, Brizé ha gareggiato più volte per la Palma d'Oro e per il Leone d'Oro a Venezia, dove ha presentato opere di forte impatto civile ed emotivo come Una vita (2016) e Le occasioni dell'amore (2023). Per la sua rigorosa ricerca etica e umana gli è stato conferito nel 2025 il Premio Robert Bresson.
Il fuoco che ti porti dentro
Antonio, fuggito molti anni fa da Napoli, ha costruito a Milano una famiglia e una carriera di successo, lontano da sua madre Angela, una donna esagerata nel bene e nel male, irresistibile, antica e ostile come poche, che lo ha raggiunto per Natale e sembra decisa a restare.
La cena della Vigilia diventa così un campo di battaglia emotivo, comico e feroce al tempo stesso, che fa riemergere un passato di sopraffazioni e incomprensioni.
Con un tenace cappone che non vuole saperne di finire in pentola, una figlia che non si sa se mai arriverà e un illustre ospite inatteso, la serata si trasforma in una resa dei conti tra madre e figlio destinata a cambiare per sempre il senso del loro legame: un amore che brucia dentro come un fuoco e che mai si consuma, neppure andandosene.
Proiezioni
mercoledì 9 settembre, ore 9:00, Sala Grande (accreditati)
mercoledì 9 settembre, ore 11:15, Sala Darsena (accreditati)
mercoledì 9 settembre, ore 22:00, Sala Grande (pubblico)
mercoledì 9 settembre, ore 22:15, PalaBiennale (pubblico)
giovedì 10 settembre, ore 9:00, PalaBiennale (accreditati)

Una scena de Il fuoco che ti porti dentro
© Biennale Cinema 2026
Edoardo De Angelis
Nato a Napoli nel 1978 e diplomatosi al Centro Sperimentale di Cinematografia, Edoardo De Angelis si impone nel panorama contemporaneo con Mozzarella Stories (2011), suo esordio alla regia. Nel 2014 fonda la casa di produzione O' Groove con Pierpaolo Verga e firma Perez., presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia.
La consacrazione di pubblico e critica arriva con Indivisibili (2016), acclamato alle Giornate degli Autori di Venezia e vincitore di 6 David di Donatello e 5 Nastri d'Argento, seguito dal pluripremiato Il vizio della speranza (2018).
Regista versatile, passa con disinvoltura dall'opera lirica al Teatro di San Carlo con la Tosca ai grandi adattamenti televisivi, come la trilogia dalle commedie di Eduardo De Filippo e la serie Netflix La vita bugiarda degli adulti. Nel 2023 firma il romanzo e l'omonimo adattamento cinematografico Comandante, scritto con Sandro Veronesi e scelto come film d'apertura, in concorso, dell'80ª Mostra del Cinema di Venezia.

Stéphane Brizé

Cast & credits - Dau
| Titolo
Venezia 2026 (09/09) |
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| Sotto titolo
Dau |
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| Origine
Germania, Francia, Svezia |
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| Anno
2026 |
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| Durata
195’ + 15’ di intervallo |
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| Data rappresentazione
9 settembre 2026 |
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| Città rappresentazione
Venezia |
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| Luogo rappresentazione
Sala Grande |
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| Prima rappresentazione
Venezia 2026 |
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| Evento
83 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica - Venezia |
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| Colore | |
| Regia
Ilya Khrzhanovsky |
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| Interpreti
Lyubov Mingazitinova Irina Tsvetkova Alexandra Timofeeva Alexandra Smolina-Rozanova Stefania Graurogkayte Elena Bekritskaya Olga Bekritskaya |
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| Produzione
Phenomen Berlin (Ilya Khrzhanovsky, Svetlana Dragayeva), Essential Films & Parisienne de Production (Philippe Bober, Solal Coutard, Susanne Marian), Plattform Produktion (Erik Hemmendorff), Leonid Lebedev, Arte France Cinéma, Westdeutscher Rund |
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| Scenografia
Denis Shibanov, Olga Gurevich, Boris Shapovalov |
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| Costumi
Lyubov Mingazitinova, Irina Tsvetkova, Alexandra Timofeeva, Alexandra Smolina-Rozanova, Stefania Graurogkayte, Elena Bekritskaya, Olga Bekritskaya |
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| Sceneggiatura
Ilya Khrzhanovsky, con Susanne Marian, Vladimir Sorokin, Ilia Permyakov |
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| Montaggio
Ilya Permyakov, Rob Myers |
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| Fotografia
Jürgen Jürges, Manuel Alberto Claro, Lol Crawley |
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| Suono
Kirill Vasilenko, Guillaume Bouchateau, Maksym Demydenko, Elena Gurvich, Rob Myers |
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| Lingue disponibili
Russo, Inglese, Greco |
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| Note
Makeup: Jekatarina Oertel Con performance di: Carsten Höller, Marina Abramović, Romeo Castellucci |
Cast & credits - Un bon petit soldat
| Titolo
Venezia 2026 (09/09) |
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| Sotto titolo
Un bon petit soldat |
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| Origine
Francia |
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| Anno
2026 |
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| Durata
102' |
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| Data rappresentazione
9 settembre 2026 |
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| Città rappresentazione
Venezia |
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| Luogo rappresentazione
Sala Grande |
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| Prima rappresentazione
Venezia 2026 |
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| Evento
83 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica - Venezia |
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| Colore | |
| Regia
Stéphane Brizé |
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| Interpreti
Alba Rohrwacher Vincent Lindon David Talbot Adrien Bobinet Sharif Andoura |
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| Produzione
Gaumont (Sidonie Dumas), France 3 Cinéma |
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| Scenografia
Gwendal Bescond |
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| Costumi
Caroline Spieth |
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| Sceneggiatura
Stéphane Brizé, Coralie Amédéo, Olivier Gorce |
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| Montaggio
Géraldine Mangenot |
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| Fotografia
Antoine Héberlé |
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| Suono
Emmanuelle Villard, Hervé Guyader |
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| Musiche
Bertrand Blessing |
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| Lingue disponibili
Francese |
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| Note
Makeup: Jekatarina Oertel Con performance di: Carsten Höller, Marina Abramović, Romeo Castellucci |
Cast & credits - Il fuoco che ti porti dentro
| Titolo
Venezia 2026 (09/09) |
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| Sotto titolo
Il fuoco che ti porti dentro |
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| Origine
Italia |
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| Anno
2026 |
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| Durata
94’ |
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| Data rappresentazione
9 settembre 2026 |
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| Città rappresentazione
Venezia |
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| Luogo rappresentazione
Sala Grande |
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| Evento
83 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica - Venezia |
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| Colore | |
| Titolo testo d'origine
Dal romanzo "Il fuoco che ti porti dentro", di Antonio Franchini |
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| Regia
Edoardo De Angelis |
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| Interpreti
Vanessa Scalera Lino Musella Elena Radonicich Ivana Lotito Nicole Malaj Samuele Mazza Tony Laudadio Tommaso Ragno |
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| Produzione
Picomedia (Roberto Sessa, Chiara Grassi) con Rai Cinema |
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| Scenografia
Carmine Guarino |
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| Costumi
Massimo Cantini Parrini |
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| Sceneggiatura
Francesco Piccolo, Ilaria Macchia, Edoardo De Angelis |
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| Montaggio
Lorenzo Peluso |
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| Fotografia
Vladan Radovic |
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| Effetti speciali
M74 |
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| Suono
Guido Spizzico, Alessandra Perpignani |
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| Musiche
La Niña |
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| Lingue disponibili
Italiano |
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| Note
Makeup: Jekatarina Oertel Con performance di: Carsten Höller, Marina Abramović, Romeo Castellucci |