La domanda del nostro presente

di Annarita Susy Fontanella

Data di pubblicazione su web 04/09/2026

Mr. Nelson, did you kill people?

Regista totale – scrive, dirige, fotografa e monta i propri film –, Shinya Tsukamoto lavora da sempre sul corpo e sulle fragilità, tra incubo e crudeltà fisica: da Tetsuo (1989) a Tokyo Fist (1995), da A Snake of June (2002) a Fires on the Plain (2014). Non è la prima volta che torna al Lido: Hokage (2023), secondo capitolo della sua trilogia sulla guerra, era passato per Orizzonti, e Mr. Nelson in Concorso ne rappresenta ora la chiusura, dopo l’apertura nel 2014 con Fires on the Plain.

Il film prende titolo e spunto da un manga omonimo del 2005, Nelson-san, Anata wa Hito o Koroshimashita ka?, di Saegusa Yoshihiro, a sua volta radicato nella storia vera di Allen Nelson, soldato afroamericano che si arruola nei marines a diciotto anni per sfuggire a povertà e discriminazione a New York. Inviato in Vietnam nel 1966 dopo l’addestramento a Okinawa, si trova a uccidere civili scambiati per vietcong, un’esperienza che lo desensibilizza progressivamente; tornato a casa a ventitré anni, sviluppa un grave disturbo da stress post-traumatico. A tenerlo ancorato al mondo è il sostegno dello psichiatra Dr. Daniels, interpretato nel film da un misurato Geoffrey Rush. 

Una scena del film
Una scena del film

Sul piano drammaturgico, il film lavora su due livelli che si rispecchiano. Il primo è quello dell’autorialità totale di Tsukamoto: scrivendo, fotografando e montando personalmente una storia non sua, il regista riscrive più testi precedenti nel punto di massima tensione tra fedeltà alle fonti e reinvenzione visiva. Il secondo livello è strutturale: un reduce che racconta le proprie esperienze a uno psicologo, e ciò che racconta viene messo in scena e visualizzato sullo schermo. La seduta terapeutica diventa così un dispositivo narrativo: ogni parola detta si trasforma senza filtri in immagine mostrata.

A reggere il peso di questa doppia trasposizione – dalla pagina allo schermo, dal ricordo raccontato al ricordo mostrato – è soprattutto Rodney Hicks, che dà corpo e voce al Nelson adulto (Mark Merphy interpreta invece il Nelson giovane). Il personaggio trova in entrambi una fisicità che resta, fino alla fine, il centro emotivo del film; anche quando la sceneggiatura, intorno a lui, ripete più di quanto non aggiunga.

Una scena del film
Una scena del film

È proprio nella ripetizione che il film mostra il suo limite maggiore rispetto ai due capitoli precedenti della trilogia. Mr. Nelson, did you kill people? è, prima ancora che un titolo, una domanda che a Nelson viene rivolta più volte nella sua vita. Il film, forse per restarle fedele, finisce per riproporla più volte del necessario con un’insistenza che finisce per indebolire più che rafforzare. D’altra parte, le scene d’azione, girate in modo impeccabile, restituiscono la crudeltà della guerra senza attenuazioni, sostenute da un sonoro assordante che non lascia mai tregua allo spettatore. È soprattutto nelle scene ambientate in Vietnam che si riconosce la mano che aveva firmato Hokage; un’intensità che qui torna solo a tratti, sopraffatta altrove dalla lunghezza della cornice terapeutica.

In conclusione, il film non racconta un episodio chiuso in un passato remoto, ma un meccanismo che il presente non ha mai smesso di riattivare. È per questa ragione che un’opera come questa resta necessaria: non perché la guerra sia un tema a cui tornare, ma perché non ha mai smesso di abitare il nostro tempo. Quasi quarant’anni dopo Tetsuo, Shinya Tsukamoto si dimostra uno degli sguardi più necessari del cinema giapponese in grado di captare le urgenze e i bisogni del nuovo mondo.



Mr. Nelson, did you kill people?

Cast & Credits




Cast & credits

Titolo 
Mr. Nelson, did you kill people?
Origine 
Giappone, USA, Thailandia, Vietnam
Anno 
2026
Durata 
116
Autori 
Shinya Tsukamoto
Regia 
Shinya Tsukamoto
Interpreti 
Rodney Hicks
Geoffrey Rush
Tatyana Ali
Mark Merphy
Lily Franky
Produzione 
Kinoshita Group (Naoya Kinoshita), Kino Films (Yumiko Takebe)
Scenografia 
Takashi Sasaki
Costumi 
Masae Miyamoto
Sceneggiatura 
Shinya Tsukamoto
Montaggio 
Shinya Tsukamoto
Fotografia 
Shinya Tsukamoto
Effetti speciali 
Keiji Shirakura, Akito Okimura
Suono 
Masaya Kitada, Eiji Mori
Musiche 
ermhoi