Due di una: il nuovo sogno di Werner Herzog
A un anno dal Leone d’oro alla carriera e dal documentario Ghost Elephants presentato Fuori concorso, l’onirico cineasta tedesco Werner Herzog ritorna alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con Bucking Fastard, questa volta nella sezione principale. Un ritorno alla finzione per l’autore che, dopo Salt and Fire (2016), aveva privilegiato un linguaggio più vicino a uno sguardo documentaristico, e insieme la chiusura di una trilogia operistica costituita da Fitzcarraldo (1982) e Grizzly Man (2005).
Che si tratti di trascinare una nave sopra una montagna o di scavarne una, per il regista è la costante ricerca dell’impossibile a muovere i personaggi. Nel suo nuovo film, dedicato a David Lynch e liberamente ispirato dalle sorelle Freda e Greta Chaplin, racconta la storia di Jean e Joan Holbrooke, vissute sempre come se fossero una nel cuore dell’Irlanda rurale. Affidate alle cure dell’assistente sociale Timothy per reinserirsi nella società, le gemelle finiscono per infatuarsi dello stesso uomo, il fascinoso Gareth, fino a fuggire dalla loro custodia per iniziare a perforare la montagna alla ricerca di un varco verso di lui e verso quel mondo immaginario in cui realizzare il proprio amore.
Una scena del film
Kate e Rooney Mara – per la prima volta insieme sullo schermo e, qui in una performance riuscitissima – mettono in campo una sincronia che non suona mai meccanica. La scelta più significativa del film è trattare Jean e Joan non come due personaggi distinti, ma come un’unica soggettività distribuita su due corpi: parlano e sognano all’unisono, si innamorano dello stesso uomo. Una costruzione che complica alla radice le categorie con cui di norma si legge un arco di personaggio: individuazione, desiderio e conflitto interiore. Un arco che qui non appartiene a un “io”, ma a un “noi” che fatica a scindersi e a diventare soggetto.
All’inizio, lo scenario è quello di un mondo come luogo di rifiuto. Attraverso inquadrature grandangolari e una macchina da presa sempre più vicina, Jean e Joan appaiono isolate e compresse, sempre a servizio dello sguardo degli altri. Pian piano, però, Herzog tesse nuove traiettorie: le sorelle impareranno a guardare a loro volta. Le montagne irlandesi aprono a un nuovo sogno: la ricerca di un mondo migliore in cui esiste il vero amore e in cui non vogliono più nascondersi. Se in Fitzcarraldo il moto era verticale, il protagonista scavalca la montagna, in Bucking Fastard il moto è decisamente orizzontale: le due sorelle scavano attraverso. È la mediazione narrativa, prima ancora della trama, a costruire il loro percorso verso la soggettività.

Una scena del film
Bucking Fastard resta, fino alla fine, un oggetto di difficile definizione, che sgretola ogni logica attraversando tre scenari distinti – un tribunale, un appartamento, una montagna – con la coerenza sospesa di un sogno più che di un racconto. In dreams, I walk with you. In dreams, I talk to you: è il verso che Dean Stockwell canta in playback in Blue Velvet (1986). Anche le due sorelle, come il verso di Orbison, imparano a camminare dentro il proprio desiderio: non più per nasconderlo, ma per abitarlo.
Bucking Fastard
Cast & credits
| Titolo
Bucking Fastard |
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| Origine
Irlanda, USA |
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| Anno
2026 |
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| Durata
109 |
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| Prima rappresentazione
3 settembre 2026 |
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| Regia
Werner Herzog |
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| Interpreti
Kate Mara Rooney Mara Orlando Bloom Domhnall Gleeson |
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| Produzione
Providence Road Entertainment (Clara Wu Tsai), Gateway to Orkney (Werner Herzog, Ariel Leon Isacovitch, Clara Wu Tsai, Agnes Chu) |
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| Costumi
Maeve Paterson |
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| Sceneggiatura
Werner Herzog |
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| Montaggio
Marco Capalbo |
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| Fotografia
Peter Zeitlinger |
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| Suono
Mark Mangini, Simon Willis |
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| Musiche
Ernst Reijseger |