Quattro corpi, un solo battito

di Carlotta Repetto

Data di pubblicazione su web 24/07/2026

LOOP

Un tessuto che si gonfia e ricade nello spazio in una frazione di secondo, mosso non da un gesto ma dall’aria che il gesto ha spostato: è la prima immagine che resta di LOOP, nuova creazione di Olivia Mitterhuemer presentata a ImPulsTanz poche settimane dopo il debutto assoluto al Toihaus Theater di Salisburgo. Portare la House Dance a teatro significa sottrarla al luogo in cui è nata, il che equivale a trasferire un linguaggio sviluppatosi nei club underground di Chicago e New York (fondato sull’improvvisazione, sulla relazione diretta con il DJ e sulla dimensione comunitaria della pista da ballo) entro uno spazio che richiede composizione e frontalità. La riflessione nasce precisamente da questa tensione: cosa diventa la House Dance quando viene attraversata dal dispositivo teatrale? Non è un caso che Mitterhuemer e Farah Deen rappresentino oggi due delle figure più rappresentative della scena europea dedicata alle urban dances. Direttrici artistiche di Flavourama, uno dei principali festival continentali dedicati alla street dance e all’hip hop, avevano già affrontato questa ricerca con 4 A.M. – A House Dance Piece, presentato a ImPulsTanz nel 2022. LOOP porta ulteriormente avanti quella riflessione, interrogandosi sulla possibilità di tradurla in scrittura coreografica senza neutralizzarne l’identità.



Un momento dello spettacolo 
© Siegrid Cain

Il titolo sintetizza efficacemente il principio costruttivo dell’intero lavoro. Il loop, oltre ad essere una ripetizione costante, descrive una condizione percettiva nella quale il tempo perde la propria linearità. L’ispirazione dichiarata ai filtri digitali dei social network – rallentamenti, duplicazioni, slittamenti prospettici, immagini che si rincorrono senza soluzione di continuità – viene affidata esclusivamente ai corpi dei quattro danzatori, senza essere tradotta attraverso media tecnologici. Ne risulta un cortocircuito: ciò che appartiene all’universo dell’immagine digitale viene ricreato mediante una fisicità radicalmente analogica. La scena è ridotta all’essenziale: non vi sono elementi spettacolari capaci di distrarre lo sguardo dalla dinamica del movimento. Anche i costumi, progettati insieme a Magdalena Neuburger, non hanno alcuna funzione decorativa: il tessuto diventa esso stesso parte della coreografia, reagisce agli spostamenti d’aria prodotti dalla velocità del jacking, dai rapidi footwork e dalle improvvise sospensioni, rendendo visibile una forza normalmente invisibile. È come se il movimento lasciasse continuamente una traccia materiale del proprio passaggio. Dietro l’apparente perfezione matematica di LOOP si cela una struttura porosa. La coreografia non richiede una semplice esecuzione sincronica, ma un ascolto costante tra i performer, chiamati a lasciarsi attraversare dalle minime variazioni dell’altro: un respiro, una diversa qualità del passo o una lieve modifica dell’intensità diventano elementi che trasformano immediatamente l’intero organismo scenico. Più che una coreografia immutabile, prende forma un sistema vivente fondato sulla relazione.

Lo spettacolo è attraversato dalla lunga partitura composta da DJ Manoo, presenza determinante nella totalità della performance. Dopo pochi minuti, la pulsazione continua smette di essere ascoltata e viene progressivamente incorporata dal corpo dello spettatore; il battito musicale e quello cardiaco sembrano lentamente sovrapporsi fino a produrre una condizione prossima alla trance. I quattro interpreti – Farah Deen, Giulia Aiosa, Arūnas Mozūraitis e Rachad Zangaba – costruiscono un organismo collettivo di singolare compattezza, senza mai annullare la propria individualità. Provenienti da paesi diversi e da percorsi artistici differenti, condividono una medesima grammatica corporea nata nelle battle e nelle pratiche sociali della House Dance. Efficace, in questo, l’alternarsi di fluidità e interruzione: in numerosi passaggi i performer sembrano arrestarsi improvvisamente, come immagini digitali colpite da un glitch, per riunirsi immediatamente in nuove configurazioni geometriche. I corpi si frammentano, si riallineano, slittano nello spazio modificando continuamente assi, direzioni e prospettive, mentre le linee, le simmetrie e la precisione delle traiettorie restituiscono una rigorosa scrittura geometrica, nella quale ogni gesto occupa una posizione necessaria.



Un momento dello spettacolo 
© Siegrid Cain

È tuttavia proprio questa scelta a generare la riflessione più interessante. In alcuni momenti la struttura geometrica appare così perfetta da assorbire quell’imprevedibilità che costituisce il nucleo identitario della House Dance, utilizzando una rivisitazione in chiave contemporanea.  Si desidererebbe assistere a un cedimento della forma, una fuga improvvisa dalla coreografia, come se il club reclamasse ancora il proprio spazio all’interno del teatro. Questo non va considerato certo un limite dello spettacolo. È, semmai, l’interrogativo più interessante da analizzare. Qui la coreografa decide di rendere visibile la frizione tra questi due mondi, strada e teatro, trasformando tale distanza nel vero oggetto della propria ricerca. Più che celebrare la House Dance, Mitterhuemer ne mette alla prova la capacità di trasformarsi senza smarrire completamente la propria identità. La questione non è se la House Dance possa abitare il teatro, ma cosa perda, cosa trasformi e cosa, invece, continui ostinatamente a custodire di sé una volta entrata in scena. Quando, al termine dei quaranta minuti, la musica si interrompe improvvisamente, il silenzio produce quasi un effetto di spaesamento. Per qualche istante si ha l’impressione che il ritmo continui comunque a risuonare nel corpo dello spettatore, anche fuori dal teatro.  



LOOP

Cast & Credits


Un momento dello spettacolo 
© Siegrid Cain


Cast & credits

Titolo 
LOOP
Origine 
Austria
Anno 
2026
Durata 
40 min.
Data rappresentazione 
22 luglio 2026
Città rappresentazione 
Vienna (Austria)
Luogo rappresentazione 
Kasino am Schwarzenbergplatz
Prima rappresentazione 
2 luglio 2026, Toihaus Theater, Salisburgo (Austria)
Evento 
ImpulsTanz - Vienna International Dance Festival 2026
Autori 
Olivia Mitterhuemer
Regia 
Olivia Mitterhuemer
Interpreti 
Giulia Aiosa
Farah Deen
Arūnas Mozūraitis
Rachad Zangaba
Produttori 
Carolin Gstädtner
Produzione 
Potpourri Dance
Distribuzione 
Potpourri Dance
Scenografia 
Madalena Neuburger, Olivia Mitterhuemer
Costumi 
Madalena Neuburger, Olivia Mitterhuemer
Coreografia 
Olivia Mitterhuemer
Corpo di ballo 
Potpourri Dance
Luci 
Robert Schmidjell, Julian Besch
Musiche 
DJ Manoo
Note 
Coproduzione: Potpourri Dance e Toihaus Theater Salzburg (Austria). Produzione: Carolin Gstädtner. Finanziato dalla Città di Salisburgo, dalla Provincia di Salisburgo, da Bildrecht e dal Ministero federale dell’edilizia abitativa, delle arti, della cultura, dei media e dello sport (Austria). Con il supporto di Salzburg Verkehr.