Il triangolo perfetto di Rauschenberg, Brown e Cunningham
Lo spettacolo accosta due opere radicalmente differenti, ma accomunate dalla medesima matrice visiva: Set and Reset (1983) di Trisha Brown e Travelogue (1977) di Merce Cunningham. Il primo balletto rappresenta ormai uno dei capisaldi del repertorio della Trisha Brown Dance Company. La vera rarità della serata è senza dubbio Travelogue. Prima dell’attuale tournée realizzata in collaborazione con il Merce Cunningham Trust, la coreografia non veniva interpretata da una compagnia professionistica dal 1979. La versione presentata a Vienna è il risultato di un accuratissimo lavoro di ricostruzione filologica basato sui materiali conservati negli archivi della compagnia, offrendo così la possibilità di assistere alla rinascita di una pagina quasi dimenticata della storia della danza contemporanea. L’effetto è sorprendente per chi associa Cunningham esclusivamente a una danza rigorosa e intellettuale. Travelogue ribalta completamente questa immagine consolidata. Il rigore geometrico della sua scrittura coreografica si intreccia infatti a una comicità surreale che richiama il vaudeville, il teatro dell’assurdo e un gusto dichiaratamente dadaista. I danzatori si confrontano con sedie, oggetti improbabili e costumi in perenne mutamento in una successione di episodi ironici che destabilizzano deliberatamente le aspettative dello spettatore. La precisione millimetrica della tecnica Cunningham convive con tempi comici impeccabili e con un’espressività volutamente impassibile (deadpan), generando un continuo cortocircuito tra controllo formale e assurdità scenica.

Un momento della coreografia Set and Reset
© Ben McKeown
A rendere ancora più evidente questo dialogo tra disciplina e provocazione interviene l’inconfondibile immaginario visivo di Rauschenberg. Per Travelogue l’artista concepisce infatti Tantric Geography, un dispositivo scenico dominato da una lunga sequenza di sedie lignee e da un progressivo accumulo di costumi, tessuti, sciarpe, ventagli cromatici e oggetti quotidiani che trasformano i corpi dei danzatori in autentici Combine viventi. Man mano che la coreografia procede, l’immagine scenica si fa sempre più densa, fino a raggiungere una vera e propria saturazione visiva nella quale la moltiplicazione di colori e materiali amplifica il carattere ironico e neo-dadaista della composizione.
Set and Reset affascina per la qualità opposta della propria scrittura. Creata nel 1983 e interpretata all’epoca dalla stessa Trisha Brown alla Brooklyn Academy of Music, la coreografia costituisce uno dei vertici assoluti della ricerca della coreografa americana sulle cosiddette “strutture molecolari instabili”. L’impressione è quella di assistere a un flusso continuo, quasi improvvisato, nel quale ogni movimento sembra nascere spontaneamente dal precedente. In realtà, dietro questa apparente naturalezza si cela una costruzione compositiva di estrema precisione, regolata da un sofisticato sistema geometrico invisibile che governa ogni combinazione e ogni traiettoria spaziale. La Trisha Brown Dance Company affronta questa scrittura con una padronanza tecnica impressionante. La Release Technique, cifra distintiva del linguaggio della coreografa, permette ai corpi di abbandonarsi alla gravità senza mai perdere controllo, producendo un movimento “tentacolare” e incessantemente cangiante. I danzatori sembrano privi di articolazioni rigide: ogni impulso attraversa il corpo come una reazione a catena, dando origine a una fluidità ipnotica che cela un lavoro muscolare e una concentrazione spaziale di complessità sorprendente.
L’opposizione tra le due coreografie trova un corrispettivo immediato anche nell’impianto visivo concepito da Rauschenberg: in Travelogue domina una progressiva saturazione dell’immagine, in Set and Reset prevale, invece, una poetica dell’evanescenza. I costumi, realizzati in tessuti leggeri e semitrasparenti, sono stampati con frammenti fotografici in bianco e nero che sembrano dissolversi sotto l’apparato illuminotecnico, trasformando i corpi in superfici attraversate senza sosta dalla luce. L’effetto è quello di una presenza mai definitivamente fissata, in perfetta sintonia con la ricerca di Trisha Brown sulla continua trasformazione del movimento. In Travelogue i corpi vengono progressivamente ricoperti da sciarpe, tessuti, accessori variopinti e persino oggetti d’uso quotidiano, fino a diventare essi stessi opere in movimento. L’accumulo visivo, cifra tipicamente neo-dadaista dell’artista americano, genera una composizione caleidoscopica nella quale l’occhio dello spettatore è sollecitato da nuovi dettagli ogni istante. Al contrario, in Set and Reset ogni elemento sembra alleggerire la percezione del corpo, assecondandone la fluidità e mettendo costantemente in discussione il confine tra visibilità e invisibilità.

Un momento di Travelogue
© Jason Smith
Il contrasto tra le due opere si estende anche alla dimensione musicale. Le pulsazioni elettroniche di Laurie Anderson, che accompagnano Set and Reset, instaurano con la danza una tensione dinamica e ipnotica, accentuando la continuità del flusso corporeo senza mai irrigidirne il ritmo. Ben diverso è il paesaggio sonoro di Travelogue, affidato alla celebre Telephones and Birds di John Cage. Più che una colonna sonora, si tratta di un vero e proprio soundscape autonomo, costruito attraverso registrazioni di canti di uccelli, squilli telefonici, messaggi di segreterie e frammenti sonori apparentemente inconciliabili. Efficace la scelta di collocare i tre esecutori sonori a vista, sul proscenio. La loro presenza ne spezza l’illusione teatrale, rendendo evidente il processo di costruzione del suono e riaffermando uno dei principi cardine della collaborazione tra Cage e Cunningham: musica e danza condividono il medesimo spazio e il medesimo tempo conservando una totale autonomia espressiva. Ne derivano accostamenti imprevedibili e volutamente spiazzanti: un salto atletico può coincidere con il verso di un passero, mentre una sequenza di impeccabile precisione geometrica si conclude sul suono impersonale di una segreteria telefonica.
Al di là del valore delle singole ricostruzioni, Dancing with Bob offre l’occasione di riflettere sulla natura profondamente interdisciplinare della danza postmoderna americana. Lo spettacolo dimostra come il dialogo tra coreografia, arti visive e ricerca musicale rappresenti una pratica compositiva capace di ridefinire radicalmente il concetto stesso di spettacolo. Resta, alla fine, la sensazione di aver assistito a un’operazione di recupero storico e alla restituzione di un patrimonio artistico ancora sorprendentemente vivo. Dancing with Bob si rivela così una preziosa occasione per riscoprire una stagione irripetibile della danza del Novecento e comprenderne, ancora oggi, la straordinaria attualità.
Dancing with Bob: Rauschenberg, Brown & Cunningham Onstage

Un momento di Travelogue
© STUDIO AURA
Cast & credits - Set and Reset
| Titolo
Dancing with Bob: Rauschenberg, Brown & Cunningham Onstage |
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| Sotto titolo
Set and Reset |
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| Origine
Stati Uniti |
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| Anno
1983 |
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| Durata
23 min. |
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| Data rappresentazione
15 luglio 2026 |
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| Città rappresentazione
Vienna (Austria) |
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| Luogo rappresentazione
Volkstheater |
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| Prima rappresentazione
20 ottobre 1983 - Brooklyn Academy of Music |
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| Evento
ImpulsTanz - Vienna International Dance Festival 2026 |
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| Autori
Trisha Brown |
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| Interpreti
Savannah Gaillard Burr Johnson Catherine Kirk Ashley Merker Patrick Needham Jennifer Payán Spencer Weidie |
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| Produzione
Trisha Brown Dance Company |
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| Distribuzione
Trisha Brown Dance Company |
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| Scenografia
Robert Rauschenberg |
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| Costumi
Robert Rauschenberg |
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| Coreografia
Trisha Brown |
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| Coreografia d'origine
Trisha Brown |
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| Corpo di ballo
Trisha Brown Dance Company |
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| Suono
Laurie Anderson |
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| Luci
Beverly Emmons |
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| Musiche
Laurie Anderson, Long Time No See |
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| Note
Realizzazione coreografica: Carolyn Lucas, con Cecily Campbell, Marc Crousillat e Jamie Scott. Consulenti per la ricostruzione della scenografia e della produzione: Jessie Ksanznak e Nick Kolin. Ricostruzione scenografica: Lawrence Voytek e ShowFab. Ricostruzione dei costumi: Amanda Kmett’Pendry, Dyenamix Inc. e Zarah Green. Cast originale: Trisha Brown, Iréne Hultman, Eva Karczag, Diane Madden, Stephen Petronio, Vicky Shick e Randy Warshaw |
Cast & credits - Travelogue
| Titolo
Dancing with Bob: Rauschenberg, Brown & Cunningham Onstage |
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| Sotto titolo
Travelogue |
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| Origine
Stati Uniti |
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| Anno
1977 |
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| Durata
33 min. |
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| Data rappresentazione
15 luglio 2026 |
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| Città rappresentazione
Vienna (Austria) |
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| Luogo rappresentazione
Volkstheater |
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| Prima rappresentazione
18 gennaio 1977 - New York |
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| Evento
ImpulsTanz - Vienna International Dance Festival 2026 |
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| Titolo originale
Travelogue |
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| Autori
Merce Cunningham |
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| Interpreti
Savannah Gaillard Burr Johnson Claude Johnson Catherine Kirk Ashley Merker Patrick Needham Jennifer Payán Spencer Weidie |
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| Produzione
Trisha Brown Dance Company e Merce Cunningham Trust |
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| Distribuzione
Trisha Brown Dance Company e Merce Cunningham Trust |
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| Scenografia
Robert Rauschenberg |
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| Costumi
Robert Rauschenberg |
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| Coreografia
Merce Cunningham |
|
| Coreografia d'origine
Merce Cunningham |
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| Corpo di ballo
Trisha Brown Dance Company |
|
| Suono
John Cage |
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| Luci
Davison Scandrett e Joe Levasseur |
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| Musiche
John Cage, Telephones and Birds |
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| Note
Realizzazione coreografica: Carolyn Lucas, con Cecily Campbell, Marc Crousillat e Jamie Scott. Consulenti per la ricostruzione della scenografia e della produzione: Jessie Ksanznak e Nick Kolin. Ricostruzione scenografica: Lawrence Voytek e ShowFab. Ricostruzione dei costumi: Amanda Kmett’Pendry, Dyenamix Inc. e Zarah Green. Cast originale: Trisha Brown, Iréne Hultman, Eva Karczag, Diane Madden, Stephen Petronio, Vicky Shick e Randy Warshaw |