L’eterno silenzio di Desdemona e la memoria di un’esistenza

di Carmelo Alberti

Data di pubblicazione su web 09/06/2026

Mugen Noh Othello

Una sintesi efficace tra l’immaginario teatrale occidentale e la cultura rappresentativa giapponese ha inaugurato il 54° Festival Internazionale del Teatro della Biennale di Venezia, intitolato “alter NATIVE”, diretto da Willem Defoe, con lo spettacolo Mugen Noh Othello, ispirato all’Otello di William Shakespeare, messo in scena da Satoshi Miyagi e dagli interpreti del Shizuoka Performing Arts Center (SPAC).

Sull’impianto del Mugen Noh, una variante del Noh che risale al tredicesimo secolo e che tende a collegare il mondo visibile a quello invisibile, si vede salire sul palcoscenico del Teatro Piccolo Arsenale un ampio nucleo di attori in un atteggiamento rituale che s’ispira al codice “segreto” delle scuole storiche nipponiche. Per il regista, che ha già realizzato varie sperimentazioni di successo con testi tratti dalla tragedia greca (Medea, Antigone) e da altri poemi epici (Mahābhārata), si trattava di rimodulare per una struttura all’italiana la pluralità spaziale e la molteplicità visiva di una performance contrassegnata dall’intreccio di presenze e trasfigurazioni.


Un momento dello spettacolo
© Andrea AvezzùCourtesy

Un pellegrino veneziano approda a Cipro cinquant’anni dopo la fine del governo dogale: costui si meraviglia nel vedere come sotto il dominio ottomano l’isola si sia degradata nel paesaggio naturale e nei costumi morali. Il suo resoconto si trasforma ben presto in un’inchiesta, quando incontra un gruppo di donne “senza patria” che sono rimaste in quel luogo dopo la precipitosa fuga della flotta veneta. Costoro sono le testimoni di microstorie dimenticate e di tracce mai narrate, soprattutto quelle che riguardano la sfera femminile.


Un momento dello spettacolo
© Andrea AvezzùCourtesy 

La fama della Serenissima è svanita dopo il tradimento di Jago ai danni del valoroso Otello e del luogotenente Cassio: la trappola della gelosia è descritta con efficacia dal dialogo di due validi recitanti. Intanto, in un’atmosfera reale e, insieme, trasognata un’ombra triste e silente si distacca dalla schiera delle serve: è la parvenza di Desdemona che chiede al viaggiatore di rievocare, oltre il confine del tempo, la sua incomprensibile uccisione, il suo strangolamento avvenuto senza spiegazione alcuna.

Satoshi Miyagi sfrutta abilmente il meccanismo del Mugen Noh per condurre lo spettatore lungo il confine dell’onirico, affidandosi a un sapiente racconto corale, a un controllato intreccio di voci multiple, al commento delle musiche originali di Hiroko Tanakawa, e persino a una sequenza di frasi scritte sul fondale. Nella seconda parte, poi, Desdemona viene evocata da uno sdoppiamento vocale: se dapprima appare simile a un fantasma muto, raggelato nel candore del vestito nuziale, e una corista si esprime al suo posto, subito dopo mima e declama direttamente il proprio dramma della nostalgia e dell’eterno silenzio.


Un momento dello spettacolo
© Andrea AvezzùCourtesy

Nella fulgida trasparenza del quadro scenico, che trascorre dalla penombra della decadenza alla luminosità della resurrezione, affidandosi alle luci di Koji Osaka, alle sonorità di Yukino Sawada, e ai costumi creati da Kayo Takahashi, Desdemona consegna il senso di un’esistenza spezzata alla memoria di chi ascolta. Mentre il coro alza un lamento sopra il ritmo cantilenante di una filastrocca, la donna, uccisa per l’equivoco di un fazzoletto rubato, scompare nel vorticoso trionfo dell’ascolto. 


Mugen Noh Othello

Cast & Credits




Un momento dello spettacolo
© Andrea AvezzùCourtesy

Cast & credits

Titolo 
Mugen Noh Othello
Anno 
2026
Durata 
70'
Luogo rappresentazione 
Teatro Piccolo Arsenale - Venezia
Prima rappresentazione 
7 giugno 2026
Evento 
54° Festival Internazionale del Teatro della Biennale di Venezia
Adattamento 
Otello
Autori testo d'origine 
William Shakespeare
Traduzione 
Yushi Odashima
Regia 
Satoshi Miyagi
Produzione 
Shizuoka Performing Arts Center
Costumi 
Kayo Takahashi
Sceneggiatura 
Sukehiro Hirakawa
Suono 
Yukino Sawada
Luci 
Koji Osako
Musiche 
Hiroko Tanakawa
Note 
Interpreti: SPAC-Shizuoka Performing Arts Center Ai-kyogen (Intermezzo):testo di William Shakespeare Trucco: Kyoko Kajita Capo attrezzista: Eri Fukasawa