Una stagione di balletto da far invidia
Ma in questa articolata progettualità non manca neppure l’attenzione agli interessi del pubblico che Olivieri educa con la scelta di opere della più alta tradizione e, al tempo stesso, incuriosisce con proposte innovative in cui il classico non si arrocca nella torre eburnea, il neoclassico ritorna con la sua evanescenza e il contemporaneo appare in grande spolvero e porta addirittura la Compagnia a esibirsi per la prima volta al Piccolo Teatro di Milano che nel 2027 celebra gli ottanta anni della sua fondazione.

Sogno di una notte di mezza estate
© Brescia e Amisano - Teatro alla Scala
Un’incursione che segna l’inizio di una collaborazione produttiva tra il Teatro Piermarini e il Piccolo Teatro Strehler e risponde all’input dato dal sindaco Giuseppe Sala, presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala. Sala, infatti, nella conferenza stampa di presentazione della stagione operistica, concertistica e coreutica ha precisato che il Piermarini, oltre a perseguire la voglia di internazionalità con la nomina di direttore musicale del maestro Myung-Whun Chung, a proporre appuntamenti di indiscussa levatura, a mettere in campo una politica scontistica dei biglietti e a mantenere stretti i contatti con le scuole tramite le prove aperte, «deve collaborare con altre istituzioni» ampliando il numero degli spettatori e avvicinando i milanesi al loro teatro. Parole a cui si è associato il sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina. Uno stretto legame e un rapporto identitario a cui contribuisce Olivieri con il corpo di ballo sostenendo questa politica culturale di ampio respiro cittadino, nazionale e internazionale.
Venendo al cartellone i programmi sono sette: nove i titoli, compresi un dittico e un trittico, cinque le riprese e quattro gli inediti en première, a cui si aggiunge ad aprile lo spettacolo della Scuola di Ballo. Doverosa la menzione dei direttori d’orchestra: Kevin Rhodes, Simon Hewett, Paul Connely, nonché delle new entry Andrea Quinn e José Salazar.
In merito ai capolavori della letteratura ballettistica che rinsaldano il rapporto tra Compagnia e Scuola, è l’amato Schiaccianoci di Nureyev ad aprire tra dicembre e gennaio la programmazione e a rappresentare al meglio le feste natalizie, mentre la deliziosa Paquita di Pierre Lacotte a novembre 2027 chiude la stagione e rinnova i fasti di un applaudito balletto che è entrato nel repertorio nel 2025.
Il neoclassicismo risplende a luglio con Sogno di una notte di mezza estate di George Balanchine che torna alla Scala, dopo più di dieci anni dalle precedenti messinscene, con nuove scene e nuovi costumi firmati da Luisa Spinatelli. Un rinnovato allestimento che è autorizzato dal Balanchine Trust grazie a Olivieri. Il contemporaneo, declinato e tratteggiato in modi e sfumature eterogenei, ha il suo momento magico a giugno con il Dittico Dawson/Morau in prima italiana che unisce The Four Seasons di David Dawson e Étude di Marcos Morau, recente lavoro firmato per l’Opéra di Parigi. Da segnalare che Morau firma anche la regia e la coreografia di Dido and Æneas di Purcell per la stagione d’opera 2026-2027 del Piermarini.

Giselle di Akram Khan
© Brescia e Amisano - Teatro alla Scala
A settembre per il centenario della nascita e il ventennale della scomparsa di Maurice Béjart è la volta di Omaggio a Béjart, un trittico formato da L’oiseau de feu, Boléro con Roberto Bolle e Serait-ce la mort?, un balletto mai visto in Italia. Un vero e proprio evento sarà, a marzo, la prima di Giselle di Akram Khan, una produzione del 2016 ideata per l’English National Ballet, e ora consegnata al corpo di ballo milanese, che rilegge e riambienta sociologicamente l’immortale storia dell’omonima protagonista con un linguaggio e uno stile viscerale radicato nel Kathak e nella danza contemporanea e di cui nel Gala Fracci del 2026 abbiamo avuto modo di vedere un suggestivo estratto.
E proprio in nome di Carla Fracci torna l’atteso Gala che, giunto alla sesta edizione, si tiene a maggio con due date e prevede la presenza di guest internazionali, di ballerini e allievi scaligeri che richiamano produzioni già da lei interpretate o progettate per lei. A marzo al Piccolo Teatro è la volta di Mont Ventus, tratto dalla celebre lettera di Francesco Petrarca al fratello Gherardo e intitolata Ascesa al Monte Ventoso. Una creazione contemporanea di Mattia Russo e Antonio de Rosa per il Collettivo Kor’sia, vincitrice del Premio Fedora - Van Cleef & Arpels 2023 e del MAX Award for Performing Arts come Best Dance Show 2024, e portata in scena per la prima volta dal corpo di ballo della Scala.

Boléro
© Brescia e Amisano
Teatro alla Scala