Scatenarsi a ritmo di tecnocapitalismo
Scordiamoci
di stare seduti comodamente in poltrona quando in scena c’è Sotterraneo: il
pluripremiato collettivo teatrale fiorentino pone gli spettatori in piedi sul
palcoscenico del Nuovo Rifredi Scena Aperta per la performance DJ SHOW.
Il pubblico si rende protagonista di un vero e proprio dj set che segue
danzando a ritmo di musica e luci strobo, all’interno di una drammaturgia nella
quale è al contempo fruitore e motore spettacolare. Mescolati tra la folla
danzante, Sara Bonaventura e Claudio Cirri si fanno medium
di una riflessione che intreccia immaginario collettivo e pensiero filosofico
per evocare gli spettri della nostra società, troppo a lungo dimenticati.
Dietro la consolle c’è Daniele Villa, una delle penne più
importanti del panorama teatrale italiano, fresco di Premio Hystrio alla
drammaturgia, vinto nel 2025: in questo testo affronta con affascinato
disincanto la crisi della gioventù del nuovo millennio, la quale si ritrova a
fare i conti con i fantasmi di un passato che non gli appartiene.

Un momento dello spettacolo
© Davide Agostini
Sotto un
lenzuolo bianco con i buchi per gli occhi, Claudio Cirri ci introduce
all’interno di un dispositivo scenico in cui la coscienza collettiva diventa un
luogo da abitare danzando e il palcoscenico diventa micelio fertile di
riflessione. Tra una traccia musicale e l’altra, i due performer lanciano
rapidi sondaggi al pubblico interrogandolo con quesiti di carattere etico,
sociale e di sferzante ironia: durante questi momenti di riflessione, l’unica
regola da rispettare è quella di continuare a danzare, per risvegliare
attraverso il movimento una pulsione emotiva profonda. Dalle risposte del
pubblico, per alzata di mano, emerge quanto distorta sia la nostra percezione
della realtà, intrisa di bias di cui il pubblico è una vittima
inconsapevole. Sara Bonaventura grida a squarciagola al microfono che
per affrontare un problema, qualunque esso sia, bisogna prima rendersi conto
della sua esistenza: una verità tanto semplice quanto inquietante, che ci pone
di fronte alle invisibili narrazioni che infestano la società in cui viviamo.
Lontano da ogni intento moralizzatore, questa diffusa misperception
viene impiegata come strumento di decostruzione della realtà, di smascheramento
del quotidiano, per mettere finalmente in dubbio ciò che di solito diamo per
scontato.
Lo
spettacolo, oltre a celebrare più di vent’anni di attività del collettivo,
tratteggia le coordinate di un mondo che abitiamo senza comprenderlo, per
riflettere su tutto ciò che si nasconde sotto la superficie della retorica che
ipnotizza l’opinione comune. La metafora del fungo, che nasconde sotto di sé la
complessa rete sotterranea di micelio, rappresenta la complessità della realtà,
che viene comunicata in superficie dai mass media solo tramite slogan e
polarizzazioni semplicistiche. Invece, in DJ SHOW la contraddittorietà
del presente si affronta danzando e l’allucinazione collettiva con il trip
lisergico.

Un momento dello spettacolo
© Roberta Segata
Sotterraneo
è la dimostrazione che fare un teatro partecipato, in relazione diretta con
il pubblico, non è soltanto possibile ma rappresenta uno dei modi più reattivi
di scrivere per il teatro nella seconda metà di questi nuovi anni Venti. Nell’intervista
per questo spettacolo, il drammaturgo Daniele Villa spiega come la sua scrittura
sia frutto di «una ricerca profonda, densa di riferimenti filosofici,
antropologici e sociologici»: mentre il pubblico si scatena su un ritmo
musicale sempre più incalzante, gli piombano addosso brevi monologhi tratti dai
più importanti intellettuali della storia recente, da Neil Postman a Mark
Fisher, passando per Umberto Galimberti, il cui discorso riguardo all’atrofizzazione
del desiderio, e la deriva nichilista che ne consegue, viene letteralmente remixato
sopra una traccia EDM. La cultura pop viene quindi adoperata come linguaggio
esegetico del contemporaneo, una riflessione a cui si accede attraverso la
porta rassicurante dell’infotainment per poi ambire a qualcosa di più:
la deriva individualistica dell’essere umano all’interno della società
tecnocapitalista si risolve nella catarsi collettiva del pogo, il ballo
energico nato dal pubblico dei concerti punk.
Come canta Stromae
nel suo celeberrimo brano Alors On Danse, danzare può essere
un modo «pour oublier tous les problèmes», per dimenticarsi per un attimo delle
proprie preoccupazioni affogandole nell’oblio della notte dei club. Al
contrario, Sotterraneo recupera la dimensione della danza come
espressione rituale di una collettività, che si riunisce per affrontare,
insieme, le storture del presente.
DJ show

Un momento dello spettacolo
© Davide Agostini
Cast & credits
| Titolo
DJ show |
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| Anno
2026 |
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| Data rappresentazione
22-23 maggio 2026 |
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| Città rappresentazione
Firenze |
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| Luogo rappresentazione
Nuovo Rifredi Scena Aperta |
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| Autori
Sotterraneo - Sara Bonaventura, Claudio Cirri, Daniele Villa |
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| Regia
Sara Bonaventura, Claudio Cirri, Daniele Villa |
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| Interpreti
Sara Bonaventura Claudio Cirri |
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| Produzione
Sotterraneo |
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| Luci
Marco Santambrogio |
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| Note
scrittura: Daniele Villa sound design: Simone Arganini, Mattia Tuliozi tecnica: Nicolas Baggi sartoria: Francesca Leoni, Sara Ottanelli con il contributo di: Fondazione CR Firenze, Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna “L’Arboreto-Teatro Dimora | La Corte Ospitale |