Radio Argo Suite

di Marco Venanzoni

Data di pubblicazione su web 08/04/2026

Radio Argo Suite

Igor Esposito firma questa riduzione-trasposizione in chiave di monologo dell’Orestea di Eschilo, l’unica trilogia attica arrivata fino a noi, e per farlo evoca i suoi personaggi principali dando ad ognuno di loro non soltanto una voce, ma anche un corpo e un’anima. 

Un disk jockey che sa di corifeo ci accompagna alla scoperta di questo radiodramma. «Buonasera dal vostro amico delle sere» dice in apertura di ogni intervento, e così facendo ci accoglie in questa sua trasmissione radiofonica “serale”. Eh già, perché le storie che si accinge a presentare non possono essere raccontate alla luce del giorno e non sono adatte per essere ascoltate da tutte le orecchie. Sono storie che parlano di violenza, di potere e di guerra, ma anche di matricidi, infanticidi e regicidi.

Il racconto di Ifigenia, con cui si apre il dramma, ci conduce subito in questo mondo violento e bugiardo; il registro infantile si trasforma progressivamente in un pugno nello stomaco, mentre accompagniamo la protagonista verso la morte. Così Clitemnestra e Egisto diventano due amanti che battibeccano: lui, parlando in siciliano, tenta di assoggettare la regina, facendosi simbolo e portavoce di un maschilismo tossico. Ne emerge la figura di un uomo insieme violento e pavido, che richiama Gennarino Carunchio, protagonista di Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto di Lina Wertmüller.

Un momento dello spettacolo presso Il Funaro
Un momento dello spettacolo presso 
© Il Funaro di Pistoia

Agamennone, con i suoi occhiali scuri e il suo giubbotto antiproiettile, veste i panni del guerrafondaio, dell’uomo di potere che – a detta sua – contrappone sempre il bene dello Stato a quello personale. Finge di piangere quando parla della figlia che ha ucciso ma subito dopo si giustifica dicendo di non essere meno colpevole del resto degli uomini. Un personaggio che – è impossibile non notarlo – porta i tratti di alcuni uomini di potere contemporanei e non solo. Cassandra porta una maschera e canta la sua tragedia, quella di prevedere il futuro ma di non essere mai creduta. Ricorda una chanteuse di un fumoso cabaret francese: un cigno che va incontro alla propria fine continuando a cantare. 

Nel finale entra in gioco Oreste che, con piglio da stand up comedian – rivolto direttamente al pubblico col microfono in mano – espone le sue ragioni. È lui il vero protagonista della tragedia, costretto a decidere se uccidere la madre o no, obbligato a scegliere se vendicare la memoria del padre oppure mantenere in vita la donna che gli ha regalato la vita. Esiste una scelta giusta?

Un momento dello spettacolo presso Il Funaro
Un momento dello spettacolo presso 
© Il Funaro di Pistoia
 

Sette personaggi per cinque scene. Sei vite distrutte e disperate, infelici e monumentali, quelle dei protagonisti delle tragedie. Cinque scene perché una è un dialogo, quello tra Clitemnestra e Egisto che, al ritorno di Agamennone, discutono su come uccidere il re dei re. 

All’interno di una scena scarna e poco illuminata Peppino Mazzotta interpreta tutti i personaggi. Grazie a minimi camuffamenti, modulazioni di voce e gesti calibrati, l’attore riesce sempre a mantenere l’attenzione di chi lo guarda diventando ipnotico. Le storie di questi infelici si susseguono e ognuna ci racconta il suo punto di vista. L’espediente drammaturgico più interessante sta nel fatto che per narrare questi racconti l’autore usa registri di scrittura diversi. Ogni personaggio non è quindi caratterizzato esclusivamente dall’unicità della sua vicenda, ma anche dal modo di esprimersi: il ritmo, le pause, l’utilizzo del dialetto e la canzone aiutano lo spettatore a entrare in empatia con ciascuno di essi. 

Un momento dello spettacolo presso Il Funaro
Un momento dello spettacolo presso 
© Il Funaro di Pistoia

Le musiche di Massimo Cordovani eseguite dal vivo con Mario Di Bonito hanno il sapore del coro a cui Eschilo conferisce importanza e autonomia, come fosse un personaggio collettivo che guarda, ascolta, si fa un’opinione e la vuole esprime. Le note, come le parole, graffiano e sono sporche, non cercano mai di accontentare chi le ascolta ma si adattano a quello che i personaggi vivono. Composizioni corrosive e oniriche che si avvalgono di strumenti musicali variegati: non solo chitarra, batteria e tastiere, ma anche sintetizzatori, hang e matallofoni. 

«Strappate da voi la vanità». Con queste parole Oreste ci invita, al termine dello spettacolo, a non aggrapparci a quel bisogno di piacere a noi stessi e agli altri che, spesso, ci rende la versione peggiore di noi. Un’attitudine alla quale siamo ormai così assoggettati che l’unico modo per liberarcene sembra essere, appunto, un gesto violento: un male da estirpare.


Radio Argo Suite

Cast & Credits








Un momento dello spettacolo presso Il Funaro

Un momento dello spettacolo 
presso Il Funaro di Pistoia



Cast & credits

Titolo 
Radio Argo Suite
Anno 
2026
Durata 
80 min
Data rappresentazione 
28 marzo 2026
Città rappresentazione 
Pistoia
Luogo rappresentazione 
Il Funaro
Autori 
Igor Esposito
Regia 
Peppino Mazzotta
Interpreti 
Peppino Mazzotta
Suono 
Rosario Acunto
Musiche 
Massimo Cordovani
Note 
musiche eseguite dal vivo con Mario Di Bonito