Time Does Not Exist per i corpi quantici

di Gabriella Gori

Data di pubblicazione su web 07/04/2026

Biennale Danza 2026

È il tempo nella visione quantistica del fisico Carlo Rovelli a plasmare la Biennale Danza 2026, diretta da Sir Wayne McGregor, che si svolgerà a Venezia dal 17 luglio al 1° agosto prossimi. Intitolata Time Does Not Exist, questa edizione ci condurrà attraverso un viaggio coreografico, multiculturale e multidisciplinare che vede in azione ben 140 artisti, per un totale di 60 appuntamenti, di cui 9 prime assolute, 3 prime europee e 8 prime italiane. Un nutrito carnet a cui si aggiungono la Biennale College riservato a danzatori e coreografi, i laboratori, gli incontri, le conversazioni e la mostra Life Lines realizzata in collaborazione con l’Archivio Storico della Biennale ASAC per celebrare i 20 anni del Festival e i 28 dall’inizio ufficiale del programma della Biennale Danza. Anche questa volta, come del resto nelle altre direzioni “mcgregoriane” dal 2021 in poi, non viene meno la volontà del direttore di considerare la danza in tutte le sue declinazioni contemporanee e le sue relazioni con le arti performative, rendendola un soggetto attivo della nostra realtà. 



Un momento dello spettacolo Drip Tekhne
© Jubal Battisti

Un’arte capace di sperimentare, grazie all’ausilio delle neuroscienze, delle tecnologie digitali, dell’intelligenza artificiale, e di guardare alla fisica quantistica le cui parole chiave sono «relazione» e «interazione»: termini che mettono in discussione la concezione ciclica e lineare del tempo, ma anche intesa come durata, privilegiando una concezione in cui il tempo emerge dalla relazione e dall’interazione degli eventi. La meccanica quantistica – sottolinea McGregor – «sta ridefinendo la nostra prospettiva in vari campi, arti comprese» con il fenomeno fisico dell’entanglement, ovvero un groviglio, un intreccio in base al quale due o più particelle rimangono correlate, condividendo lo stesso stato quantistico anche a notelevole distanza. «Gli artisti – continua – hanno sempre intrapreso collaborazioni tra diversi mezzi espressivi, culture e periodi storici, creando opere che riflettono una coscienza condivisa o un’esperienza umana collettiva» basata sul legame e sull’interconnessione. 

Un’interazione relazionale che permea la gran parte delle opere del ventesimo Festival di Danza Contemporanea lagunare e propone creazioni in cui il corpo quantico è in connessione con tutto e crea significato, sviscerando «i temi della memoria, dell’identità e dell’esistenza» e dispiegandosi nei canonici luoghi veneziani. Il Teatro Malibran, l’Arsenale con il Teatro alle Tese, le Tese dei Soppalchi, il Piccolo Teatro Arsenale, la Sala d’Armi e Mestre con il Piazzale Divisione Acqui ospitano gli appuntamenti, mentre la Sala delle Colonne a Ca’ Giustinian accoglie la cerimonia per la consegna del Leone d’Oro al Bangarra Dance Theatre il 26 luglio e del Leone d’Argento a Mamela Nyamza il 18. 

In prima europea il 25 luglio al Malibran, la Bangarra Dance Theatre, compagnia australiana di teatro di danza delle Prime Nazioni, si esibisce in Terrain, una coreografia di Frances Rings che si ispira al Kati Thanda-Lake Eyre, il più grande lago salato dell’Australia, e restituisce i legami ancestrali tra questa terra e i suoi abitanti in una profonda relazione e interazione. The Heard/Less della sudafricana Mamela Nyamaza, una commissione e prima europea della Biennale Danza al Teatro Piccolo Arsenale il 19 luglio, è una riflessione sociologica sul concetto di comunità che vive in armonia, il gregge, e su quello di gruppo controllato e strumentalizzato, il popolo, analizzando la loro interrelazione. Al Malibran il 17 luglio, in prima assoluta e in co-commissione di Biennale, arriva Five Days in the sun del coreografo sperimentale Emanuel Gat che approfondisce le interconnessioni emotive che segnano, anche a distanza, l’esperienza umana. 



Un momento dello spettacolo Terrain
© Daniel Boud

Drip Tekhne di Adam Linder con il Danish Dance Theatre, in prima italiana al Teatro alle Tese il 30 luglio, mette in discussione i codici della coreografia attraverso inaspettate e spregiudicate ibridazioni tra danza, cultura pop, arte visiva, architettura e moda. La danzatrice e coreografa franco malgascia Soa Ratsifandrihana firma per la Kintana Company Fampitaha, fampita, fampitàna: uno spettacolo in prima italiana, al Teatro alle Tese il 17 luglio, che parla dello sradicamento dalla terra d’origine e di come questo esilio non cancelli il legame ma lo rafforzi in senso quantistico. Debutto italiano al Piccolo Arsenale il 24 luglio di Tempo del visual artist e regista Kalle Kio, che fa interagire magia, arti visive, cinema, storia dell’arte, circo, teatro ed esplora, in collaborazione con il coreografo Fernando Melo, il tempo nella forma di accelerazione, decelerazione e dissolvenza. La guerra e il suo ripresentarsi nonostante gli orrori del secondo conflitto mondiale, è al centro di What is War, in prima italiana il 31 luglio al Malibran. La creazione, concepita, coreografata e interpretata dalla giapponese Eiko Otake e dalla cinese Wen Hui, sostiene che la guerra connette le generazioni, indipendentemente dalla vicinanza o lontananza, e la memoria è il collante che le unisce. 



Un momento dello spettacolo Tempo
© Kalle Nio

State of Darkness della coreografa Molissa Fenley in prima europea alle Tese dei Soppalchi il 31 luglio, rivisita (tramite la danzatrice Cassandra Trenay) Le Sacre du Printemps di Stravinskij nell’ottica di quella relazione e interazione tra eventi, in questo caso musicali; la performance ha come corollario la messinscena in prima italiana di Bardo danzato dalla settantunenne Fenley a conferma che l’età e il tempo sono concetti relativi. L’età anagrafica costituisce la grossa novità della neonata WINN Dance Company di Stoccarda che raduna ballerini e ballerine agée di caratura internazionale che si cimentano in prima mondiale e in co-commissione della Biennale in Scirocco al Malibran il 31 luglio; uno spettacolo composto da Death in Venice dei dancemaker Imre e Marne von Optal, Omar Roam de Jesús e Rainer Beher, e da Bridge of Sights di John Neumeier, che svuota di senso la percezione dell’invecchiamento come ostacolo alla danza e privilegia l’interconnessione tra performanti stati di grazia. 

La relazione e l’interazione sono protagoniste di Dance People, un evento pensato dai coreografi Omar Rajeh e Mia Habis, in prima italiana a Mestre il 23 luglio, che coinvolge performer di diversa formazione ed estrazione culturale in un processo creativo collettivo a cui partecipano gli spettatori. L’autrice, regista e cineasta Elle Sofe Sara, in collaborazione con il Norwegian National Ballet e la coreografa Hlín Hjálmarsdóttir, propone in prima italiana al Teatro alle Tese il 22 luglio Láppon/Lost, un pezzo sulla cultura Sami e sulla natura della Finnescandia alla confluenza tra Norvegia, Russia, Finlandia, Svezia, che mostra la forza e l’energia creativa interrelazionale. 


Un momento dello spettacolo Drip Tekhne
© Jubal Battisti

Andrea Salustri (vincitore del bando nazionale per una nuova coreografia) presenta Invisibile, in prima assoluta alle Tese dei Soppalchi il 21 luglio, interrogandosi sulla possibilità che la danza possa rendere visibile l’invisibile. Il coreografo e danzatore neozelandese Oli Mathiens presenta, in prima assoluta al Teatro alle Tese il 23 luglio, Just Between Me and Jesus, una creazione ispirata alla cultura del clubbing e alla filosofia di vita che la sottende, interconnettendosi ai destini di chi la pratica. Da segnalare al Teatro alle Tese il 26 luglio, in prima assoluta, le messinscene di Hubris di Maxine Doyle e di On Tenderness di Molissa Fenley, con la partecipazione dei danzatori di Biennale College Danza 2026. Sempre alle Tese (29 e 30 luglio) i due coreografi selezionati tramite bando realizzano en première produzioni inedite guidati da Wayne McGregor e il suo team.



Biennale Danza 2026

Cast & Credits


 

Il direttore artistico
sir Wayne Mcgregor
© Andrea Avezzù


Cast & credits

Titolo 
Biennale Danza 2026
Città rappresentazione 
Venezia
Evento 
20° Festival Internazionale di Danza Contemporanea - dal 17 luglio all'1 agosto 2026
Note 
Per ulteriori informazioni sul programma si veda https://www.labiennale.org Direttore Artistico: Sir Wayne McGregor