Contaminazione e ecologismo
Il Cimento dell'Armonia e dell'Inventione, che prende in prestito il titolo dalla raccolta vivaldiana di dodici concerti per violino, tra cui La primavera, L'estate, L'autunno, L'inverno, non è un’ordinaria coreografia contemporanea su una partitura diventata “nazional popolare”, ma è molto di più. È un modo di esplorare la musica descrittiva del compositore veneziano ritrovando in essa le ragioni profonde del nostro rapporto con la natura naturans di spinoziana memoria nonché stimolando una consapevolezza ecologica che con la danza diviene fisica, visiva, emotiva e capace di coinvolgere gli spettatori.

Un momento dello spettacolo
© Anne Van Aerschot
Della coreografia colpiscono anche i quattro straordinari interpreti: Boštjan Antončič, Nassim Baddag, Lav Crnčevič e José Paolo dos Santos che – protagonisti di una messinscena di novanta minuti – si misurano con Vivaldi, danno corpo ai silenzi, si mettono in ascolto dei fruscii, dei latrati canini, dei cinguettii, che via via intervallano le Quattro stagioni. In una sorta di scatola scenica, ideata da De Keersmaeker e Mriziga e delimitata da pareti illuminate con fredde luci al neon, che si accendono e si spengono a guisa di Prologo, prende avvio il Cimento nel più assoluto silenzio creando un’atmosfera di attesa e di curiosità nel pubblico. All’improvviso iniziano gli ariosi volteggi di Boštjan Antončič che fagocita lo spazio con gesti morbidi e avvolgenti, emette rumori di sottofondo con le guance, a cui rispondono versi di animali, ed è osservato dai comprimari che, seduti ai lati della scena, inscenano una metadanza silenziosa. Mentre appare su un chiaro telo posizionato in basso la scritta Autunno, Boštjan balla sulle note di Vivaldi fino a che, nel silenzio, viene raggiunto dagli altri. Il quartetto così composto si esibisce in un festante disegno coreografico, in cui ognuno esegue a canone e in contrappunto passi e gesti contemporanei che poi si ripetono, ma con accenti differenti, nel gelido Inverno.
Il sopravvento della contaminazione coreutica di Lav Crnčevič e José Paolo dos Santos, lanciati in un percussivo ed energico zapateado flamenco, introduce la Primavera. I quattro con una raffinata gestualità barocca e un generoso épaulement danzano il risveglio della natura e mimano la semina. Con l’arrivo dell'Estate inondata di luce, Nassim Baddag si esibisce in un floorwork fatto di rotazioni a terra proprie della breakdance in un gioioso volteggiare a cui rispondono i pivots di Crnčevič e il battere delle mani sugli avambracci per scacciare fastidiosi insetti. La ciclicità delle stagioni però non si ferma e di nuovo torna l'Autunno con la caccia, richiamata da una pistola fatta con la mano, e poi arriva l'Inverno con i ballerini che inanellano soli, duetti, terzetti (uno di essi scende tra gli spettatori rompendo l’illusione scenica).

Un momento dello spettacolo
© Anne Van Aerschot
In chiusura, l’ultimo movimento musicale e danzato è accompagnato dalla suadente voce della Natura naturante, che recita i versi della poesia We, the salvage composta da Asmaa Jama, performer, filmmaker e autrice: «I am, the salvage, I was waiting for spring, I was waiting for rain, I was waiting for/ I am the land, I am the ocean waiting to wake».
Il Cimento dell'Armonia e dell'Inventione è uno spettacolo di valore che resta impresso per la capacità della danza contemporanea, in virtù della sua intrinseca versatilità espressiva e della sua estrinseca visibilità performativa, di essere partecipe della realtà in cui viviamo e di affrontarne spinose ma ineludibili tematiche. Tra queste, a parte gli orrori delle guerre e dei genocidi attuali, diventano dirimenti il rispetto per l’ecosistema e la coscienza di una responsabile interazione tra l’essere umano e la natura che, come ci fanno capire Anne Teresa De Keersmaeker e Radouan Mriziga, non possono e non devono essere trascurati.
Il cimento dell’armonia e dell’inventione

Un momento dello spettacolo
© Anne Van Aerschot
Cast & credits
| Titolo
Il cimento dell’armonia e dell’inventione |
|
| Anno
2026 |
|
| Data rappresentazione
11 marzo 2026 |
|
| Città rappresentazione
Reggio Emilia |
|
| Luogo rappresentazione
Teatro Valli |
|
| Evento
Festival Aperto |
|
| Interpreti
Boštjan Antončič Nassim Baddag Lav Crnčevič José Paolo dos Santos |
|
| Scenografia
Anne Teresa De Keersmaeker, Radouan Mriziga |
|
| Costumi
Aouatif Bouliach |
|
| Coreografia
Anne Teresa De Keersmaeker, Radouan Mriziga |
|
| Luci
Anne Teresa De Keersmaeker, Radouan Mriziga |
|
| Musiche
Antonio Vivaldi, Le Quattro Stagioni |
|
| Note
Testi: Asmaa Jama We, the salvage, Antonio Vivaldi, Le Quattro Stagioni |