Voglio vedervi danzare

di Benedetta Colasanti

Data di pubblicazione su web 27/01/2026

Screaming – ricordi vaganti

Sulle vibrazioni intramontabili dei Pink Floyd, lo spettacolo Screaming – ricordi vaganti va in scena in Prima Nazionale al Teatro Cantiere Florida come una deflagrazione di energia pura. Regista, coreografa e anima della compagnia parigina Jukebox, Serena Malacco porta in scena il suo peculiare approccio multidisciplinare, capace di fondere la fluidità della danza contemporanea con la vivacità delle culture urbane e il lirismo del teatro-danza. 

In scena, un mosaico cosmopolita composto da cinque interpreti tecnicamente eccelsi – Alexandre De Vries, Ambre Duband, Elia Pangaro, Alice Raffaelli, Sara Tan – dà vita a un una sorta di archivio di memorie universali. Raffaelli, reduce dai successi con autori del calibro di Enzo Cosimi e Francesco Marilungo e recentemente insignita del Premio Danza&Danza come migliore danzatrice contemporanea, conferma qui la sua autorità scenica: una sensorialità cruda e tagliente che la rende adatta ai linguaggi più estremi e innovativi.


Un momento dello spettacolo
© Attilio Marasco
                                              

In un’epoca performativa spesso paralizzata dalla stasi o da un’astrazione silenziosa che ormai fatica a intercettare le urgenze del presente, Screaming si inserisce con vigore in una sorta di “post-postmodernismo” che rifugge la non-danse a favore di un dinamismo trascinante. È una danza che riporta al centro della scena il corpo “preparato”, un piacere visivo che non rinuncia alla ricerca ma rifugge – finalmente! – l’immobilità. La padronanza del movimento mostrata dal cast non è in realtà novità assoluta e affonda le radici nella storia, richiamando esplicitamente la contact improvisation di Steve Paxton.

Questa pratica, che elegge l’estemporaneità a metodo, non si fonda sulla mera forza muscolare ma sulla capacità dei corpi di sorreggersi a vicenda in un dialogo fisico ininterrotto. La coreografia si nutre così di precarietà e rischio, dove il senso di pericolo attiva un riflesso vitale che trasforma l’incertezza in energia cinetica. L’interesse verso questa fisicità estrema – che anche Trisha Brown esplorò definendola violent contact – scardina ogni gerarchia anatomica e di genere: nel contatto il baricentro è condiviso e un fisico più esile può sostenere una massa imponente.

Come spesso accade nell’arte figurativa, dove la maestria del tratto permette di sfumare i contorni senza perdere la forma, l’eccellenza tecnica permette agli interpreti di Screaming di “sporcare” il segno, elevando l’apparente imperfezione a scelta estetica consapevole e magnetica. Avvolti in tute Adidas e t-shirt dal taglio comfy-glamour, i danzatori sono situati su di una strada ben precisa: una disciplina specializzata e virtuosistica che rivendica il valore del professionismo, pur senza chiudere totalmente le porte a quelle recenti tendenze che accolgono in scena figure non addestrate. Tuttavia, in un impianto scenico così denso, questa stessa eloquenza fisica genera un paradosso produttivo.


Un momento dello spettacolo
© Attilio Marasco


L’innesto di interruzioni verbali, sottotitoli e presenze “comuni” finisce per configurarsi come una sovrastruttura superflua; quando la scrittura coreografica raggiunge una tale densità e il corpo una simile preparazione, il ricorso al logos rischia di soffocare l’azione anziché espanderla. La potenza di questi artisti risiede infatti nella capacità di scavare dentro la materia fisica, rendendo ogni integrazione testuale un’appendice di cui non si avverte la necessità. 

In ultima analisi, il lavoro di Serena Malacco ci suggerisce che la danza contemporanea ha ancora bisogno di essere guidata da sguardi capaci di tracciare rotte inedite. Ma per farlo è necessario il coraggio del radicalismo: quello di chi decide di affidarsi interamente alla propria specifica sapienza corporea, rinunciando a mediazioni linguistiche di cui un pubblico – oltre tutto potenzialmente internazionale – non richiede più. Quando il gesto recupera la sua funzione primigenia di comunicazione, ogni parola si trasforma in una Babele linguista che distoglie dall’incanto.



Screaming – ricordi vaganti

Cast & Credits



Un momento dello spettacolo
© Attilio Marasco

Cast & credits

Titolo 
Screaming – ricordi vaganti
Anno 
2026
Città rappresentazione 
Firenze
Luogo rappresentazione 
Teatro Cantiere Florida
Prima rappresentazione 
17 gennaio 2026
Regia 
Serena Malacco
Interpreti 
Alexandre De Vries
Ambre Duband
Elia Pancaro
Alice Raffaelli
Sara Tan
Produzione 
Capucine Goin
Costumi 
Allegra Garrone
Coreografia 
Serena Malacco
Fotografia 
Attilio Marasco
Suono 
Serena Malacco
Luci 
Patrice Le Cadre
Musiche 
brani tratti da The Piper at the Gates of Dawn, Pink Floyd
Note 
Collaborazione artistica: Attilio Marasco Assistente alla coreografia: Alice Raffaelli Sguardo esterno: Caterina Piccione Amministrazione e sviluppo: Coraline Knoff Comunicazione: N.Y.G. Sagl Figuranti: Emily Kogi, Simone Bellucci, Simona Grazzini, Alessandro Chiappori, Tommasina Riganello, Margherita Gelsomino, Patrizia Riva, Cesare Pompei, Daniela Belli, Riccarda Guidi, Laura Rossi