Finché segreto non ci separi

di Mattia Martorana*

Data di pubblicazione su web 29/12/2025

Perfetti sconosciuti

Approda al teatro della Pergola l’adattamento di Perfetti Sconosciuti, film cult di Paolo Genovese (2016). La regia teatrale, firmata dallo stesso Genovese, nasce da un allestimento del copione in un teatro a Buenos Aires. Da lì matura nel regista la consapevolezza che «quella storia sul palcoscenico comunicava emozioni diverse» (Sentimenti universali, intervista a P. Genovese di A. Consagra, 22 dicembre 2025) e che una trasposizione teatrale avrebbe funzionato meglio di qualsiasi sequel pensato come un’operazione di puro marketing cinematografico.

Lo spettacolo, fedele alla trama e alle battute del soggetto originale, mette in scena una cena, durante una eclissi lunare, tra un gruppo di amici – tre coppie e un “single”. In questa occasione, Eva (Valeria Solarino), padrona di casa, propone di fare un gioco: posare tutti i telefoni sul tavolo per condividere messaggi e telefonate. Lo scopo? Dimostrare al partner e agli amici di non avere segreti e di essere sinceri tra loro. Iniziato il gioco, il climax si raggiunge nel momento in cui Lele (Dino Abbrescia), per nascondere un tradimento, chiede a Beppe (Massimo De Lorenzo) di scambiarsi i telefoni. Tra malintesi erotici, “quadrati” amorosi e una nuova consapevolezza, quella di essere dei “perfetti sconosciuti”, il gruppo si distrugge e la cena si conclude in modo disastroso. Tutti abbandonano la casa e in scena rimangono solo Eva e Rocco (Paolo Calabresi). Con un finale a sorpresa.

Un momento dello spettacolo
Un momento dello spettacolo
© Salvatore Pastore

Il cast, che comprende anche Alice Bertini, Paolo Briguglia e Cristina Pellegrino, si muove in uno spazio che “sa di casa”, costruito in maniera convincente dallo scenografo Luigi Ferrigno. Ogni elemento della scena appare reale e funzionale alle azioni degli attori: il tavolo centrale, dove avviene la maggior parte dell’azione drammatica; il bagno che, per necessità drammaturgiche, è coperto da un telo semitrasparente che lascia intravedere ciò che accade al suo interno; la cucina, rialzata rispetto al tavolo; e i numerosi oggetti presenti sui mobili e sulle mura del fittizio soggiorno – tra cui spicca la presenza di un orologio appeso funzionante. Insomma, nessun oggetto, nessun mobile, nessun arredo si trova in scena per caso.

Ma l’elemento più efficace è senza dubbio l’interpretazione degli attori, con una menzione particolare per De Lorenzo e Abbrescia. Una recitazione genuina, spontanea, che trasporta il pubblico direttamente nel salotto assieme ai personaggi.

In generale, l’adattamento teatrale offre la possibilità di immedesimarsi maggiormente nella storia. Il passaggio dal cinema al teatro ha imposto dei ripensamenti e dei cambiamenti drastici. Grazie al lavoro di luci (Fabrizio Lucci) e a un uso sapiente degli spazi scenici, è stato possibile rendere in modo particolarmente efficace gli “a parte” previsti dal copione. Le cruciali scene sul balcone – come lo scambio dei telefoni tra Lele e Beppe – avvengono sul ciglio del palcoscenico. Durante questi momenti, la luce calda e accogliente della casa viene abbassata, lasciando la scenografia al buio, mentre gli attori sull’immaginario balcone vengono “bagnati” da una luce fredda – come quella generata da una luna in eclissi – creando un effetto credibile e funzionale. Meno convincente, invece, è stata la resa delle chiamate in vivavoce, spesso coperte dalle battute dei personaggi (e dagli applausi in sala). Le chiamate, registrate con un tono fin troppo impostato, entrano in contrasto con la recitazione naturale degli attori sul palcoscenico, creando così un dislivello che spezza leggermente la credibilità della scena.

Un momento dello spettacolo
Un momento dello spettacolo

Ciò che colpisce maggiormente dell’adattamento è proprio il forte coinvolgimento emotivo del pubblico. La sensazione che si respira in platea, seduti sulle poltroncine del teatro, è quella di partecipare alla cena non come meri spettatori di una finzione scenica, bensì come amici del gruppo. Ogni volta che un telefono sul tavolo suona, gli spettatori-amici si spaventano, come se il segreto che stesse per essere rivelato fosse il loro. Le ansie delle coppie vengono condivise anche dal pubblico, che, se prima rideva di gusto e si compiaceva delle battute del copione, ora si trattiene, quasi impaurito di ferire ulteriormente i sentimenti dei personaggi. A conferma di questa sorta di “catarsi” collettiva, una volta finito lo spettacolo, di fronte al sipario chiuso e alle luci accese, tutte le coppie presenti in sala si abbracciano e si baciano, giurandosi eterna fedeltà. Un effetto che ha contagiato giovani e anziani, dai palchi alla platea.


*Studente del Laboratorio di culture digitali e arti performative nel corso di Scienze dello Spettacolo del Dipartimento SAGA



Perfetti sconosciuti

Cast & Credits




Paolo Genovese
Paolo Genovese


Cast & credits

Titolo 
Perfetti sconosciuti
Origine 
Italia
Anno 
2025
Durata 
1 ora e 20 minuti, senza intervallo
Data rappresentazione 
27/12/2025
Città rappresentazione 
Firenze
Luogo rappresentazione 
Teatro della Pergola
Prima rappresentazione 
27/12/2025
Regia 
Paolo Genovese
Interpreti 
Dino Abbrescia (Lele)
Alice Bertini (Bianca)
Paolo Briguglia (Cosimo)
Paolo Calabresi (Rocco)
Massimo De Lorenzo (Peppe)
Cristina Pellegrino (Carlotta)
Valeria Solarino (Eva)
Produzione 
Nuovo Teatro, Teatro della Toscana, Lotus Production
Scenografia 
Luigi Ferrigno
Costumi 
Grazia Materia
Luci 
Fabrizio Lucci