Una serata speciale
Serata William Forsythe - The Blake Works presentata dal Corpo di Ballo del Teatro alla Scala in chiusura della stagione di balletto è un omaggio di William Forsythe alla grande tradizione classica e neoclassica e al tempo stesso una restituzione della sua peculiare cifra stilistica. Quella che lui preferisce definire “endoclassica” piuttosto che postclassica per la scelta di agire dall’interno delle regole della tradizione accademica e di sviscerarne chirurgicamente i meccanismi per poi ricostruirli. Un approccio innovativo e sperimentale che si basa su una concezione del movimento che raccoglie l’eredità di Petipa, Balanchine, Cunningham e su una visione dello spazio che risente delle teorie di Laban. In oltre cinquant’anni di attività Forsythe ha compiuto un attraversamento epocale e rappresenta un fulgido esempio di un modo di modernizzare il genere balletto grazie anche all’influenza degli sfaccettati umori contemporanei e a una libertà compositiva che costituisce il suo inconfondibile segno.
Direttore dal 1984 al 2004 del Ballett Frankfurt, della The Forsythe Company dal 2005 al 2015 e residente al Théâtre de l’Opéra di Parigi per un biennio sino al 2018, oggi l’ultrasettantenne William Forsythe è uno dei coreografi freelance più premiati e corteggiati del mondo tanto che le più importanti compagnie si fregiano di avere in repertorio i suoi capolavori. Il prestigio è così grande che la Biennale Danza 2025, diretta da McGregor, gli ha reso onore con Friends of Forsythe, una produzione curata dallo stesso Forsythe e da altri artisti.

Del maestro il Corpo di Ballo del Piermarini negli anni ha interpretato Appoximate Sonata, Quartetto, In The Middle Somewhat Eleveted, Quintett, Artifact, Herman Scherman, The Vertiginous Thrill of Exactitude, fino a Serata William Forsythe - Blake Works V nel maggio 2023, ora riproposta con identico successo col titolo di Serata William Forsythe - The Blake Works. Un trittico adamantino formato da Prologue, nato per il Balletto scaligero e messo in scena a maggio 2023, da The Barre Project, un format video creato durante il lockdown nel 2021 e riproposto alla Scala nel 2023, e da Blake Works I realizzato per il Ballet de l’Opéra de Paris a luglio 2016 e ballato alla Scala sempre nel 2023.
Prologue si avvale delle scene e dei costumi di Forsythe e delle luci di Tanja Rühl e si snoda sulla canzone Lindesfarne I del compositore britannico James Black modulata vocalmente e coreograficamente in modo differente e riprodotta su base registrata. Un fascio di luce centrale avvolge i sette interpreti, due donne e cinque uomini in body neri, che in un elegante dérèglement contemporaneo eseguono classici enchaînements. Nella sequenza con i quattro danzatori e la ballerina al centro non è difficile ravvisare Agon di Blanchine. Le soliste Agnese Di Clemente e Maria Celeste Losa brillano nei virtuosismi sulle punte e nelle veloci pirouettes e lo stesso dicasi dei solisti Gabriele Corrado e Domenico Di Cristo, di Edward Cooper, Francesco Mascia e Saïd Ramos Ponce del Corpo di Ballo che eseguono batterie, grandi e piccoli salti in un tourbillon adrenalinico assecondato da port de bras in allongés.

All’improvviso su un gigantesco schermo appaiono delle mani che danzano sulla sbarra in uno stretto e caldo contatto. È il lirico e tattile preludio a The Barre Project, il pezzo ideato durante la pandemia e concepito come un riconoscimento all’abnegazione dei ballerini che durante il Covid-19 si allenavano in casa usando qualsiasi appoggio che assomigliasse a una sbarra e consentisse loro di continuare a studiare. Il lavoro è costituito da cinque sezioni amalgamate dalla coordinazione di busto – spalle, braccia, testa – chiamata épaulement, e si fregia dei costumi e delle scene di Forsythe e delle luci di Tanja Rühl. La struttura è quella di una lezione di danza on demi pointe con la prima parte incentrata su esercizi alla sbarra en place e la seconda sviluppata al centro con altrettanti passi che lo studio alla sbarra consente di fare.
Sulle musiche di Blake, The Barre Project scorre veloce e nella sezione Adagio le ballerine regalano flessuosi ma forti arabesques. Nella sezione Salti si lanciano in sparati grands jetés mentre i ballerini svettano in virtuosistici assoli e duetti per poi ricongiungersi in piccoli ensemble. In tutto questo accademismo non stupisce l’irriverente, eppure elettrizzante, incursione dello stile voguing e del ballo da sala latino-americano che i tersicorei scaligeri controllano molto bene evitando le esagerate movenze di questi ammiccanti e sensuali linguaggi del corpo. Felina e flessuosa è l’étoile Nicoletta Manni, sicure e gioiose sono le soliste Camilla Cerulli e Linda Giubelli, prestanti e tecnicamente puliti sono il solista Mattia Semperboni e Frank Aduca, Edward Cooper e Gioacchino Starace del Corpo di Ballo.

Il gran finale arriva con Blake Works I, un balletto dedicato da Forsythe «a tutti i nostri maestri, da Marius Petipa a George Balanchine o Gilbert Mayer», quest’ultimo maître de ballet dell’Opéra National de Paris. La coreografia è un’adrenalinica fantasmagoria sulle musiche tratte dall’album The Colour in Anything di Blake. Un “cocktail” di pop inglese, musica elettronica e melodie classiche che si riverbera nello stesso mélange stilistico e coreografico di Forsyte che firma con Dorothée Merg i deliziosi costumi stile Balanchine in tenue verde acqua, disegna le ovattate scene e lascia Tanja Rühl il soffuso light design. Sette sono le parti che compongono la mise en danse, come sette sono i brani di Blake tratti dall’album intitolato The Colour in Anyhing. Su ognuno di essi accade qualcosa di straordinario a cominciare dall’inizio quando i protagonisti si presentano in una scena che ricorda l’apertura di Serenade di Balanchine.
Con un esplosivo dinamismo si susseguono virtuosismi di scuola francese che, di volta in volta, vengono estremizzati in posizioni fuori asse, in ardui décalés, in improvvise rotture delle linee, in lifts e in sinusoidali prese tenendo testa al ritmo della musica. In una sorta di “metacoreografia” si riconoscono citazioni di famosi balletti di repertorio: l’impostazione allocutiva strizza l’occhio all’accademismo petipatiano e balanchianiano, alla modernità contemporanea di Cunningham, allo stile “jazzato” e agli stessi balletti di Forsythe. Nel florilegio di figure e figurazioni ognuno balla per sé e per gli altri a canone e in contrappunto. Colpisce il delicato duetto sulla canzone The Colour in Anyhing e la suggestiva chiusa corale in posa accademica sulle note di sulle note di F.O.R.E.V.E.R.

Le soliste Gaia Andreanò, Caterina Bianchi, Camilla Cerulli, Maria Celeste Losa, il Primo ballerino Marco Agostino e il solista Domenico Di Cristo non deludono per impeccabile presenza e bravura e alla loro altezza sono Benedetta Montefiore, Frank Aduca, Emanuele Cazzato, Gabriele Fornaciari, Darius Gramada, Valerio Lunadei, Alessandro Paoloni, Gioacchino Starace dell’organico scaligero. In questa Serata speciale il Corpo di Ballo attraversa con gioia la danza di Forsythe e dà un saggio di alta scuola esecutiva e interpretativa per pulizia, velocità e tenuta. La sprezzatura lungi dal celare la diffcilis facilitas ne esalta la spontaneità e più che meritati sono i calorosi applausi del pubblico.
Recensione di Serata William Forsythe - The Blake Works, coreografie di William Forsythe con il Corpo di Ballo della Scala, Teatro alla Scala, 28 novembre 2025
Serata William Forsythe - The Balke Works

Cast & credits - Prologue
| Titolo
Serata William Forsythe - The Balke Works |
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| Sotto titolo
Prologue |
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| Data rappresentazione
28 novembre 2025 |
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| Città rappresentazione
Milano |
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| Luogo rappresentazione
Teatro alla Scala |
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| Prima rappresentazione
Corpo di Ballo del Teatro alla Scala: 10 maggio 2023 |
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| Scenografia
William Forsythe |
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| Costumi
William Forsythe |
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| Coreografia
William Forsythe, Stefanie Arndt (sup.) |
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| Coreografia d'origine
Coreografia ripresa da Laura Contardi e Massimo Murru |
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| Corpo di ballo
Corpo di Ballo del Teatro alla Scala: Agnese Di Clemente, Maria Celeste Losa, Gabriele Corrado, Domenico Di Cristo, Edward Cooper, Francesco Mascia, Saïd Ramos Ponce |
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| Luci
Tanja Rühl sui disegni originali di Brandon Stirling Baker |
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| Musiche
James Blake su base registrata: Lindisfarne 1 |
Cast & credits - The Barre Project
| Titolo
Serata William Forsythe - The Balke Works |
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| Sotto titolo
The Barre Project |
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| Origine
progetto The Barre Project (Blake Works II) creato e filmato nel 2020. Prima trasmissione: piattaforma digitale CLI studio, 25 marzo 2021 |
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| Data rappresentazione
28 novembre 2025 |
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| Città rappresentazione
Milano |
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| Luogo rappresentazione
Teatro alla Scala |
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| Prima rappresentazione
10 maggio 2023 |
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| Scenografia
William Forsythe |
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| Costumi
William Forsythe |
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| Coreografia
William Forsythe, Stefanie Arndt (sup.) |
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| Coreografia d'origine
Coreografia ripresa da Laura Contardi e Massimo Murru |
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| Corpo di ballo
Corpo di Ballo del Teatro alla Scala: Nicoletta Manni, Camilla Cerulli, Linda Giubelli, Mattia Semperboni, Frank Aduca, Edward Cooper, Gioacchino Starace |
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| Luci
Tanja Rühl sui disegni originali di Brandon Stirling Baker |
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| Musiche
James Blake su base registrata: Buzzard &Kestrel; Lullaby for My Insomniac; 200 Press |
Cast & credits - Blake Works I
| Titolo
Serata William Forsythe - The Balke Works |
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| Sotto titolo
Blake Works I |
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| Data rappresentazione
28 novembre 2025 |
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| Città rappresentazione
Milano |
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| Luogo rappresentazione
Teatro alla Scala |
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| Prima rappresentazione
Ballet de l'Opéra de Paris, Palais Garnier: 4 luglio 2016 |
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| Scenografia
William Forsythe |
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| Costumi
Dorothee Merg e William Forsythe |
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| Coreografia
William Forsythe, Stefanie Arndt (sup.) |
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| Coreografia d'origine
Coreografia ripresa da Laura Contardi e Massimo Murru |
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| Corpo di ballo
Gaia Andreanò, Caterina Bianchi, Camilla Cerulli, Maria Celeste Losa, Benedetta Montefiore, Marco Agostino, Domenico Di Cristo, Frank Aduca, Emanuele Cazzato, Gabriele Fornaciari, Darius Gramada, Valerio Lunadei, Alessandro Paoloni, Gioacchino Star |
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| Luci
Tanja Rühl |
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| Musiche
James Blake su base registrata dall'album The Colour in Anything: I Need a Forest Fire; Put That Away and Talk to Me; The Colour in Anyhing; I Hope my Life; Waves Know Shores; Two Men Down; F.O.R.E.V.E.R. |