Di Piacenza il male, il suon
Quando l’epilogo della Trilogia popolare verdiana, la morte di Violetta Valéry, cade fatalmente il 2 novembre, è lecito domandarsi quanto di ineluttabile ci sia nella drammaturgia di Verdi e quanto in quella, altrettanto inflessibile, del calendario. Il regista Roberto Catalano, infatti, nel disegnare il suo ciclo unitario (Rigoletto, Trovatore, Traviata), sembra aver abbracciato con entusiasmo l’ineluttabilità, offrendo al pubblico una chiusura drammatica in linea con le circostanze. Nel 2025, trovare una chiave di lettura realmente inedita per la Trilogia popolare verdiana – opere ormai filtrate in ogni salsa mediale, dal teatro di parola al graphic novel – è diventata l'impresa più ardua del panorama lirico, cui il Teatro Municipale di Piacenza ha saputo tenere testa. Come spesso accade, la direttrice Cristina Ferrari riesce ad azzeccare ottime produzioni che portano esiti non di rado più meritevoli di tanti teatri maggiori. La lettura drammaturgica del giovane e talentuoso regista Roberto Catalano si inserisce in un progetto che unisce Rigoletto, Il Trovatore e La Traviata in un disegno scenico e concettuale unitario. Le scelte registiche di questa Traviata assumono la valenza di un epilogo che si nutre delle tragedie precedenti. È in questa luce che l’approccio può risultare a tratti didascalico se vista isolatamente: la scelta di un apparato scenico essenziale, curato da Mariana Moreira, e l’uso potente, ma insistito, della figura di un mimo che incarna l’idea di morte, di morbo insidioso, non è solo un commento alla protagonista, ma l’eco della maledizione che, secondo il disegno di Catalano, partendo da Rigoletto si propaga attraverso le tre storie, agendo da simbolo trans-operistico. L’uso dei drappi neri, che per espansione “macchiano” le scene, dal primo al terzo atto, rinforzano l’idea di un contagio morale che ha consumato il mondo dei personaggi e di cui Violetta sarà vittima sacrificale.

© Luca Attilii
Il Maestro Francesco Lanzillotta si è imposto come il pilastro fondamentale della serata. La sua lettura della partitura verdiana è stata caratterizzata da un rigore filologico, per l’assenza dei tagli di tradizione, e da una ricerca di finezze agogiche e dinamiche che hanno rivelato una profonda meditazione sull’opera e una spiccata musicalità, che la buca non ha sempre saputo cogliere. Peccato. Tuttavia, nonostante qualche imperfezione nell’esecuzione – in particolare una qualità del suono a tratti disomogenea – la prova dell’Orchestra Sinfonica di Milano è stata complessivamente all’altezza della produzione. Ciò che più mi ha entusiasmato è stato osservare la capacità di Lanzillotta di saper essere non solo fine interprete e abile tecnico del suono, ma anche un direttore pronto al controllo delle estemporanee esigenze del palcoscenico. Il maestro ha in diverse occasioni esercitato una costante e provvidenziale funzione di recupero, guidando con metronomica precisione i solisti spesso inclini a deviare dal tempo musicale. Lanzillotta non si impone per l’estetica del gesto, non spicca per i movimenti della chioma, né tantomeno è stato protagonista di campagne pubblicitarie di moda o di brand tricologici, ma mi auguro fortemente che un talento così necessario trovi presto palcoscenici di maggiore risonanza, anche in Italia.

© Luca Attilii

Un momento dello spettacolo
© Luca Attilii
La Traviata

Un momento dello spettacolo
© Lucio Attilii
Cast & credits
| Titolo
La Traviata |
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| Sotto titolo
Melodramma in tre atti |
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| Data rappresentazione
2 novembre 2025 |
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| Città rappresentazione
Piacenza |
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| Luogo rappresentazione
Teatro Municipale |
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| Prima rappresentazione
2 novembre 2025 |
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| Libretto
Francesco Maria Piave |
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| Regia
Roberto Catalano |
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| Interpreti
Maria Novella Malfatti (Violeta Valéry) Irene Savignano (Flora Bervoix) Francesca Palitti (Annina) Francesco Meli (Alfredo Germont) Simone Fenotti (Gastone, visconte di Letoriès) Davide Marina Sabatino (Il barone Duphol) Nicola Zambon (Il marchese d'Obigny) Massimo Pagano (Un domestico di Flora/Un commissionario) Omar Cepparolli (Il dottor Grenvil) Lorenzo Sivelli (Giuseppe) |
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| Scenografia
Mariana Moreira |
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| Costumi
Veronica Pattuelli |
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| Luci
Silvia Vacca |
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| Musiche
Marco Caudera |
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| Orchestra
Orchestra sinfonica di Milano |
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| Direzione d'orchestra
Francesco Lanzillotta |
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| Coro
Coro del Teatro Municipale di Piacenza. Maestro del coro: Corrado Casati |