Tutto. Subito. Troppo

di Carlotta Repetto

Data di pubblicazione su web 15/10/2025

RRRRRIGHT NOW

Sabato 11 ottobre al Teatro Cantiere Florida è andato in scena RRRRRIGHT NOW, ultima creazione del duo Paola Stella Minni e Konstantinos Rizos, presentata in prima nazionale a Fabbrica Europa 2025. Il titolo, volutamente graffiato, riassume già l’urgenza e il tono del lavoro: un grido, una scossa, un atto di ribellione dichiarata nei confronti di un presente percepito come instabile, rumoroso e perennemente sul punto di collasso. La coppia artistica, che lavora insieme dal 2015 sotto il nome Futur Immoral, ha sviluppato negli anni un linguaggio riconoscibile, in bilico tra danza, performance e installazione sonora, in cui corpo, voce e materia scenica convivono in uno spazio volutamente disordinato. Dopo i lavori Kill Tiresias e Vouar, RRRRRIGHT NOW chiude la loro trilogie de la Voyance, dedicata al tema della chiaroveggenza come pratica poetica e politica: un tentativo di interrogare il futuro attraverso l’energia viscerale del presente. 

Fin dall’inizio lo spettacolo si impone con un’intensità quasi eccessiva. Luci acide, suoni distorti, microfoni che amplificano voci graffiate, corpi che si agitano in una frenesia controllata. L’atmosfera è quella di un rituale post-punk, dove il caos diventa linguaggio e il disordine un gesto deliberato di resistenza. È un universo che volutamente rifiuta la compostezza e l’armonia, preferendo l’urgenza alla precisione, la saturazione all’equilibrio. L’intento è chiaro e in parte riuscito: mettere in scena l’esplosione di un presente iperconnesso e iperaccelerato, in cui il gesto e la parola sembrano perdere progressivamente significato. Tuttavia, quella che potrebbe essere una tensione feconda, si traduce talvolta in un eccesso di stimoli che rischia di anestetizzare lo spettatore. 



Un momento dello spettacolo
© Léo Vuoso 

Il linguaggio scenico di Minni e Rizos si fonda su un accumulo di elementi: gesti reiterati, slogan gridati, corpi che si scontrano e respingono, suoni che travolgono. Ma proprio questa densità, invece di creare un crescendo drammaturgico, finisce in certi passaggi per appiattire il ritmo complessivo. Manca un reale respiro tra un’idea e l’altra, un momento di sospensione che permetta al pubblico di attraversare, più che subire, la tempesta visiva e sonora. 

La prima parte dello spettacolo, in particolare, appare sovraccaricata di input non sempre coerenti tra loro: le immagini si susseguono come lampi, ma raramente si depositano in una forma di senso compiuta. È come se l’urgenza di dire tutto, subito, right now, si trasformasse in un rumore di fondo che rende difficile cogliere la struttura interna del lavoro. Ci sono, nondimeno, passaggi in cui la potenza di questa estetica trova esiti convincenti. Alcuni passaggi coreografici (soprattutto le sequenze con le braccia molto veloci) rivelano un controllo del movimento notevole, un uso del corpo come strumento ritmico e narrativo che emerge con forza soprattutto nelle sezioni più essenziali, quando il caos si riduce e il gesto torna protagonista. Allo stesso modo, l’ironia di certi momenti – piccoli cortocircuiti verbali o fisici – introduce una leggerezza intelligente che bilancia, almeno per qualche istante, la tensione costante della scena. 



Un momento dello spettacolo
© Léo Vuoso 

Il duo sembra ispirarsi a una linea che attraversa la storia della performance europea più radicale: dal linguaggio di Xavier Le Roy e Eszter Salamon fino agli esperimenti noise e corporei della scena berlinese. Tuttavia, là dove i modelli di riferimento riuscivano a trasformare la disarticolazione in un atto poetico, RRRRRIGHT NOW resta spesso nell’ambiguità tra provocazione e sovraccarico. Non si percepisce un vero attraversamento drammaturgico, ma una successione di frammenti che sembrano puntare più a scuotere che a costruire un discorso. 

Anche la relazione con il pubblico appare oscillante: da un lato, l’intenzione dichiarata è quella di coinvolgerlo emotivamente, talvolta fino all’eccesso, immergendolo in un’esperienza sensoriale totalizzante; dall’altro, l’iperstimolazione rischia di produrre un effetto di distanza, come se la quantità di segnali impedisse una reale partecipazione. Il risultato è un’energia travolgente, ma che a tratti fatica a trovare un canale preciso attraverso cui comunicare. Resta, tuttavia, l’onestà del gesto. In un panorama coreografico spesso troppo misurato, Minni e Rizos scelgono il rischio: l’eccesso, l’imperfezione. Si tratta di una scelta radicale, che si può condividere o meno, ma che mantiene un valore artistico in sé, perché rivendica la libertà di non essere forzatamente “piacevole”. Forse proprio per questo lo spettacolo risulta un lavoro spigoloso ma necessario, una riflessione sull’impossibilità di rappresentare il presente se non attraverso il suo rumore. Appare, quindi, un flusso che si espande, urta, implode e nel farlo interroga anche il nostro stesso modo di stare – oggi, right now – di fronte a ciò che ci sovrasta.


RRRRRIGHT NOW

Cast & Credits


Un momento dello spettacolo 
© Léo Vuoso 

Cast & credits

Titolo 
RRRRRIGHT NOW
Anno 
2025
Data rappresentazione 
11 ottobre 2025
Città rappresentazione 
Firenze
Luogo rappresentazione 
Teatro Cantiere Florida
Evento 
Fabbrica Europa 2025
Interpreti 
Eliot Benoist
Mathieu Ehrlacher
Konstantinos Rizos
Jacopo Jenna (special guest)
Produzione 
Futur Immoral coproduzione: Théâtre La Vignette – UPV Montpellier (Scène conventionnée), La Place de la Danse – CDCN Toulouse / Occitanie (within FONDOC), Le Pacifique – CDCN Grenoble AURA, Théâtre La Vista – La Ch
Coreografia 
Paola Stella Minni & Konstantinos Rizos
Fotografia 
Léo Vuoso
Suono 
Konstantinos Rizos
Luci 
Bartolo Filippone
Note 
Video: Léo Vuoso Accompagnamento alla drammaturgia: Marie Reverdy Assistenti alla creazione: Julian Gypens, Alice Consigli In collaborazione con Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin 2022 – 2024 a cura di CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia residenze: Théâtre La Bulle Bleue Montpellier, 13 Vents – CDN Montpellier, La Briqueterie – CDCN Val-de-Marne con il sostegno di Direction Régionale des affaires Culturelles (DRAC Occitanie), Région Occitanie, La Ville de Montpellier et Montpellier Métropole, Spedidam, Adami