Corpi in crisi, corpi in ascolto
In scena due corpi tracciano una traiettoria rettilinea, quasi ossessiva, in un corridoio che ne delimita il campo d’azione. È uno spazio liminale, sospeso, in cui la relazione con lo sguardo dello spettatore diventa parte integrante della drammaturgia. Ogni passo, ogni avanzamento sembra dire: “Guarda come mi espongo, fino a dove posso arrivare”. I danzatori si fronteggiano, ripetono gesti e traiettorie in un movimento che sembra esclusivamente spinto da un bisogno assoluto di mostrarsi, di esistere sotto lo sguardo di chi osserva. La ripetizione è la condanna e al tempo stesso la possibilità di redenzione; solo attraversando la propria stanchezza la fisicità può trasformarsi, solo perdendo l’immagine può ritrovare presenza. Allo stesso modo, però, si rivela il paradosso dell’individualismo contemporaneo: più ci si espone, più si diventa invisibili. Gli sguardi dei performer si svuotano, scivolano verso una cecità fisica ed emotiva che chiude ogni possibilità di contatto.

Un momento dello spettacolo
© Giulia Lenzi
Sbaragli affronta il tema dell’ “iper-esposizione” con un’estrema precisione. Il corpo performativo, in una società che celebra la visibilità come valore assoluto, diventa progressivamente cieco. Si guarda, ma non si vede. Si mostra, ma non si riconosce. Questa condizione non è soltanto personale, ma collettiva: un richiamo alla necessità di ridefinire il proprio posto nel mondo e di ristabilire un contatto autentico con l’altro. La partitura fisica è rigorosa e asciutta, ma attraversata da un’urgenza sottile. Il gesto, mai compiaciuto, si apre all’ascolto, si lascia attraversare. Quando i due performer finalmente si toccano, dopo lunghi minuti di distanza, il contatto acquista un valore quasi sacro: è il momento in cui la crisi diventa incontro, in cui il limite del sé si dissolve per lasciare spazio a un respiro condiviso. Il suono, con il suo incedere continuo e pulsante, accompagna la disgregazione dei corpi, fino a farsi canto. È in questa dialettica tra separazione e fusione che Se domani trova la sua forma più compiuta.

Un momento dello spettacolo
© Giulia Lenzi
Come nei precedenti lavori – da Falena a Mirada – Sbaragli mostra una particolare attenzione alla dimensione percettiva del corpo, inteso come materia plasmabile, allenato a uno stato di presenza e relazione. Il suo sguardo coreografico si muove fra filosofia e biologia, tra desiderio di appartenenza e tensione all’alterità. Si tratta di un’indagine che, pur radicandosi nel gesto, interroga la condizione umana contemporanea: quanto possiamo ancora permetterci di restare vivi, vulnerabili, permeabili al mondo?
La crisi diventa il terreno su cui si gioca il confronto con l’altro, il banco di prova di una nuova forma di umanità che si scopre vulnerabile, esposta, ma ancora capace di movimento e di incontro. La parola “crisi”, in questo contesto, diventa un passaggio necessario per ritrovare sé stessi nel contatto con l’esterno. L’essere umano ha bisogno di toccare il limite, di trovarsi sull’orlo di un collasso per percepire la possibilità del cambiamento. Fino ad allora si trascina in un’esistenza fatta di inerzia e sopravvivenza, cieco davanti alla presenza dell’altro, assorbito da un eterno presente che ha come unico centro d’interesse il proprio ego. Questo lavoro interroga lo spettatore senza compiacerlo, lo invita a sostare nel disagio e nella domanda, nella possibilità di un domani che, come suggerisce il titolo dello spettacolo, sia davvero "altro" e si fondi su una scelta e non sulla paura.
Se domani

Un momento dello spettacolo
© Giulia Lenzi
Cast & credits
| Titolo
Se domani |
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| Anno
2025 |
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| Data rappresentazione
11 ottobre 2025 |
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| Città rappresentazione
Firenze |
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| Luogo rappresentazione
PARC Performing Arts Research Centre |
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| Evento
Fabbrica Europa 2025 |
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| Autori
Eliana Rotella |
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| Interpreti
Lorenzo De Simone Alice Raffaelli |
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| Produzione
TIR Danza - coproduzione ArtGarage |
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| Coreografia
Elisa Sbaragli |
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| Fotografia
Giulia Lenzi |
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| Suono
Edoardo Sansonne |
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| Note
Selezionato a NID Platform 2025 – Programmazione e NID Platform 2024 – Open Studios |