Tra Rigore e “Contaminatio”

di Benedetta Colasanti

Data di pubblicazione su web 14/10/2025

SISIFO FELICE

Il Nuovo Balletto di Toscana debutta con la sua ultima creazione, il dittico coreografico SISIFO FELICE, frutto della collaborazione autoriale tra Philippe Kratz e Pablo Girolami. L’opera, presentata al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino nell’ambito di Fabbrica Europa, si distingue per una notevole intensità e una stringente attualità; essa celebra la potenza intrinseca del gesto tersicoreo, dispiegando un ricco palinsesto di riferimenti che spaziano dalla tradizione accademica alle “derive” contemporanee, senza mai compromettere l’estetica formale né la risonanza emotiva. 

Fin dall’incipit, l’atmosfera si rivela satura di tensione. L’impianto illuminotecnico – che proietta fasci di luce invadendo la platea – instaura un senso di disorientamento, generando nello spettatore un’attesa quasi ansiogena. L’aria si fa rarefatta, con una qualità quasi cinematografica, mentre le figure dei danzatori emergono dalle penombre in un valzer solipsistico. La colonna sonora, un soundscape di pioggia scrosciante e porte cigolanti, evoca immediatamente suggestioni da horror movie. Tale apertura colloca il lavoro nell’alveo del teatrodanza, richiamando vagamente – per suggestioni – le atmosfere sospese e le solitudini abitate proprie di capolavori come Café Müller di Pina Bausch.


Un momento dello spettacolo
© Andrea Avezzù

L’elemento centrale e trionfante è la danza stessa. L’elasticità, il dinamismo e la padronanza tecnica degli interpreti sono evidenti e tale rigore accademico di base – che pure nella seconda parte sfiora il rischio della ripetitività – costituisce il fondamento su cui si innesta un’audace e intrinsecamente contemporanea contaminazione stilistica. La coreografia si dimostra pienamente allineata allo spirito del tempo, abbracciando, ad esempio, una fluida decostruzione dei ruoli di genere nei passi a due. Questa sensibilità per la contemporaneità dei rapporti, unita a un ritmo incalzante ma mai tedioso, evoca per freschezza e formula strutturale l’estetica di giovani autori già affermati, si pensi a Sofia Nappi e alla sua KOMOCO. Tuttavia, la compagnia dimostra anche uno sguardo retrospettivo: lo spettacolo è un continuo gioco di equilibri e vettori di forza, dove il contatto si configura non solo come dialogo ma come scontro fisico e indagine sulla gravità, richiamando alla mente le pionieristiche ricerche sul corpo e sulla dinamica di mastri della post-modern dance come Trisha Brown, Simone Forti o le celebri pratiche di violent contact di Steve Paxton. 

Di notevole impatto visivo è l’apparato scenografico, dominato da uno sfondo che rende omaggio all’astrazione pittorica di Piet Mondrian. Non si tratta tuttavia di un mero fondale decorativo: l’installazione incornicia senza celare. I danzatori compiono in scena azioni di spoliazione e rivestimento, riducendo il gesto all’essenzialità, rigettando l’artificio e ponendo il corpo al centro della narrazione. Nei momenti di pausa dall’azione coreutica, essi abitano uno spazio liminare, sedendosi sul proscenio in veste di osservatori o futuri attori del dramma del mito di Sisifo.


Un momento dello spettacolo
© Andrea Avezzù

Un passaggio di grande suggestione – pur consapevoli del rischio di iterazione, evidentemente calibrato – è la sequenza scandita da una musica marcatamente “da discoteca”, che sorprendentemente rievoca posture e schemi iconografici dell’antichità, quasi una riviviscenza dei corpi moderni dalle pitture vascolari greche. La bellezza statuaria e l’imponente presenza scenica degli interpreti, specialmente nelle costruzioni corali, non possono non rimandare alle grandi architetture coreografiche e all’esaltazione dell’interprete tipiche di Maurice Béjart (si ricordi, per analogia, a Bolero). In definitiva, SISIFO FELICE si manifesta soprattutto come danza pura. La drammaturgia, sebbene ispirata al mito e alla riflessione di Albert Camus sull’assurdo, non si fa mai didascalica, rimanendo un sottotesto filosofico. È un’opera che, grazie all’eccellente fusione tra rigore tecnico e ibridazione stilistica, si configura come un saggio sul corpo contemporaneo, il quale accetta di spingere il proprio masso con elegante, dinamica tenacia e un misurato tocco di manierismo che, se dosato, non guasta.


SISIFO FELICE

Cast & Credits




Un momento dello spettacolo
© Andrea Avezzù

Cast & credits

Titolo 
SISIFO FELICE
Sotto titolo 
Fabbrica Europa
Anno 
2025
Durata 
60 min.
Data rappresentazione 
10 ottobre 2025
Città rappresentazione 
Firenze
Luogo rappresentazione 
Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Evento 
Fabbrica Europa
Produzione 
Adriana Malandrino
Costumi 
Patricia Villirillo, Santi Rinciari
Coreografia 
Philippe Kratz, Pablo Girolami
Suono 
Federico Bigonzetti
Luci 
Orso Casprini
Musiche 
Matmos, Lucrecia Dalt, Loscil, Anna von Hausswolff e altri
Note 
Live music mix: Vermouth Gassosa Direzione prove: Serena Vinzio, Manuela Spera, Fabio Novembrini Assistenza coreografica per Pablo Girolami: Guilherme Leal Coproduzione: La Biennale di Venezia, Nuovo Balletto di Toscana, Fabbrica Europa, House of Ivona Con il supporto di stARTfestival Sponsor: Bayer Kultur