How I Learned to Sit on a Bomb
Mancano tre giorni alla fine delle prime dei film in concorso qui a Venezia per questa 82ª edizione della Mostra ma le sorprese non finiscono. Nella mattinata di oggi 2 settembre, si sono svolte le prime internazionali de L’Étranger di François Ozon e A House of Dynamite di Kathryn Bigelow. Due film di genere e genesi molto lontani tra di loro, ma che si parlano dalle due sponde del fiume. Il primo è un dramma frutto del riadattamento di uno dei pilastri della letteratura moderna, il romanzo omonimo di Albert Camus, e l’altro rimane fedele al genere d’azione prediletto dalla regista statunitense, con una sceneggiatura che porta la firma di Noah Oppenheim, Leone d’argento alla 73ª edizione per Jackie (Pablo Larraín).
Senza dubbio l’adattamento di Ozon è il riferimento
letterario più forte di questa edizione che presenta vari soggetti non
originali basati su libri (Le mage du
Kremlin, Frankenstein, Elisa). Va da sé che la scelta di un’opera
complessa e stratificata come quella di Camus non poteva che suscitare delle
perplessità, attenuate solo dalle qualità che Ozon ha dimostrato in occasioni
come Swimming pool (2003). La prova
era, sulla carta, ancora più ardua se a Camus si aggiunge il parallelo
inevitabile con Lo straniero di Luchino Visconti (1967), con Mastroianni e Karina nei ruoli principali. Una scelta coraggiosa, quella di Ozon,
che nei fatti non si è rivelata né sventata né arrogante, rispondendo alla sua
necessità di perseguire una maggiore fedeltà al testo.

Possiamo infatti concordare con il prolifico regista
francese che il Meursault di Visconti era stato forse involontariamente
fagocitato da un Mastroianni il cui volto era ormai entrato sotto l’epidermide
del pubblico internazionale. C’era invece bisogno di una tela bianca che non
ricordasse nient’altro e che rimanesse immacolata. La scelta è sapientemente
ricaduta su Benjamin Voisin, già al
fianco del regista in Estate ’85
(2020), volto noto e apprezzato in Francia come attestano i premi Lumière e
César alle sue interpretazioni, ma che ancora non ha raggiunto fama
internazionale. Voisin tenta, con successo, di incarnare il personaggio che si
intravede tra le parole di Camus, un non-personaggio le cui confessioni più
personali nel diario dei suoi ultimi giorni non sembrano altro che un
susseguirsi di eventi, quasi del tutto scevri di emotività.
Senza tentare di risolvere l’enigma, Ozon pedina Camus,
ricrea momenti e personaggi che danno voce al testo scritto, tanto da potersi
immaginare il rumore delle pagine che si voltano. Si permette solo una piccola
deviazione, aprendo una parentesi sul privilegio dell’occupante sull’occupato,
l’indigeno e la sua storia, perduti tra le scartoffie burocratiche. È
comprensibile che l’opera di Camus con la sua brevità e il suo apparente
aspetto grezzo, ancora da scolpire, stimoli e provochi l’immaginazione di registi
e sceneggiatori. Il rischio, stando così vicino a un’opera “perfetta”, è quello
di crearne un inutile doppione aumentando quel divario invalicabile che alcuni
capolavori letterari sembrano innalzare contro una loro rappresentazione
audiovisiva. Il ritmo personale della sedimentazione che la lettura consente, e
le infinite sfumature racchiuse da Camus, sembrano fare de Lo straniero una balena bianca a cui dare la caccia in eterno.
Diversamente, è proprio il ritmo una delle maggiori qualità di A House of Dynamite di Kathryn Bigelow, che manca da Venezia dal 2008, l’anno in cui ha presentato The Hurt Locker, film celebre per averla incoronata come prima donna regista a vincere la statuetta d’oro. Si vocifera già che A House sia un papabile candidato al premio veneziano, forte dell’ottimo connubio tra l’originale sceneggiatura di Oppenheim e l’ottima direzione della regista statunitense.

Una storia ridotta all’osso: nella control room della Casa Bianca di Washington arriva la segnalazione
di un’anonima testata nucleare vagante nell’atmosfera terrestre, in
avvicinamento verso il Nord America. L’eventualità della tragedia, del tutto
verosimile, riesce a smascherare la fragilità di tutti i protocolli di
sicurezza che la nazione, leader nei possedimenti nucleari insieme alla Russia,
ha messo a punto negli anni. Fragili sono anche gli addetti alla protezione
dell’incolumità del paese, raffigurati nella loro umanità di padri, madri,
figli e mariti; storie personali che hanno lo stesso valore del destino della
nazione.
Se si dovesse rappresentare con una sola immagine il film di
Bigelow si disegnerebbe una Terra minacciata da un’imminente esplosione
dall’incalcolabile potenza, un’apocalisse imminente che acquista il sapore di
preludio a una nuova era, come promettono i dinosauri giocattolo del figlio di
Olivia Walker (un’impeccabile Rebecca
Ferguson). La maestria della regia sta nel saper dirigere un crescendo
estatico di tensione non una, ma ben tre volte, riavvolgendo il nastro
dell’esigua trama per mostrare diversi punti di vista. Un disaster movie senza “disastro”, una caduta libera senza paracadute
di cui non resta che godersi il tragitto. Il titolo del film sembra rimandare
all’espressione idiomatica to be sitting
on a bomb, che la definizione del dizionario Cambridge traduce con “avere a
che fare con una situazione che potrebbe diventare difficile da gestire”. Con A House, Bigelow ci ricorda che su
quella bomba ci siamo seduti tutti quanti e che almeno dal ’45 non smette di
ossessionarci con il suo potenziale mortifero, davanti a cui anche i capi di
stato diventano impotenti.
Quando i protocolli falliscono, quando non ci sono più “piani B”, si è davanti all’evidenza dell’inutilità di una lotta con un destino ineluttabile. Con parole certamente migliori lo dice Camus: «Che m’importava della morte degli altri, dell’amore di una madre, che m’importava del suo Dio, delle vite che si scelgono, dei destini che si eleggono, se poi era un unico destino a eleggere me e con me miliardi di privilegiati che, come lui, si dicevano miei fratelli?».
L’Étranger / A House of Dynamite


Cast & credits - L’Étranger
| Titolo
L’Étranger / A House of Dynamite |
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| Sotto titolo
L’Étranger |
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| Origine
Francia |
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| Anno
2025 |
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| Durata
120 min. |
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| Data rappresentazione
02 settembre 2025 |
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| Città rappresentazione
Venezia |
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| Luogo rappresentazione
Sala Darsena |
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| Evento
Biennale Cinema 2025 |
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| Regia
François Ozon |
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| Interpreti
Benjamin Voisin Rebecca Marder Pierre Lottin Denis Lavant Swann Arlaud |
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| Produzione
FOZ, Gaumont, France 2 Cinéma, Macassar Productions, Scope Pictures |
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| Scenografia
Katia Wyszkop |
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| Costumi
Pascaline Chavanne |
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| Sceneggiatura
François Ozon |
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| Montaggio
Clément Selitzki |
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| Fotografia
Manu Dacosse |
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| Suono
Emmanuelle Villard, Julien Roig, Jean-Paul Hurier |
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| Musiche
Fatima Al Qadiri |
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| Lingue disponibili
Francese |
Cast & credits - A House of Dynamite
| Titolo
L’Étranger / A House of Dynamite |
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| Sotto titolo
A House of Dynamite |
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| Origine
USA |
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| Anno
2025 |
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| Durata
112 min. |
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| Data rappresentazione
02 settembre 2025 |
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| Città rappresentazione
Venezia |
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| Luogo rappresentazione
Sala Darsena |
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| Evento
Biennale Cinema 2025 |
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| Colore | |
| Regia
Kathryn Bigelow |
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| Interpreti
Idris Elba Rebecca Ferguson Gabriel Basso Jared Harris Tracy Letts Anthony Ramos Moses Ingram Jonah Hauer-King Greta Lee Jason Clarke |
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| Scenografia
Jeremy Hindle |
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| Costumi
Sarah Edwards |
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| Montaggio
Kirk Baxter |
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| Fotografia
Barry Ackroyd |
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| Suono
Paul N. J. Ottosson |
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| Musiche
Volker Bertelmann |
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| Lingue disponibili
Inglese |