La fotografia oltre l’immagine

di Erminia Murchio

Data di pubblicazione su web 29/08/2025

JACOPO BENASSI LIBERO!

Jacopo Benassi (La Spezia, 1970) è un artista e performer attivo dagli anni ’80. Si è affermato a Milano come fotografo riscuotendo riconoscimenti e successo (moda, pubblicità). Ha deciso poi di abbandonare la capitale economica d’Italia per ricercare e ritrovare sé stesso nella natia La Spezia. Qui ha fondato e gestito con alcuni amici un locale, B-Tomic, inteso come luogo d’incontro, creatività, ibridazioni fra differenti espressività artistiche, in un’atmosfera da controcultura. Ha iniziato a sperimentare pittura, scultura, arti visive, performance, musica underground, installazioni, editoria indipendente.


Una foto della mostra 

La fotografia rimane al centro di una profonda interrogazione sul suo ruolo in connessione e confronto con il contemporaneo, il territorio, l’evolversi e le necessità della società. Ha sviluppato un suo metodo, uno stile complesso che integra varie discipline in un’ottica di contaminazione e che volentieri coinvolge altri artisti/performers, essendo continuamente alla ricerca di un confronto, di un confluire con l’altro, con il suono o, meglio, il rumore, con la musica e la cultura underground. In una dimensione che diventa e si fa collettività, se non comunità, pur mantenendo un approccio intimo. «Il suo è un linguaggio visivo, personale e diretto, basato sull’uso del flash e su un’estetica cruda e istintiva» (dalla cartella stampa). È stato designato artista dell’anno 2024 da Artribune. Questo autunno parteciperà alla Quadriennale di Roma.


Una foto della mostra 

JACOPO BENASSI LIBERO! è una grande mostra personale, a cura di Francesco Zanot e promossa da Palazzo Ducale-Fondazione per la Cultura Genova, ospitata sino al 14 settembre 2025 presso la Loggia degli Abati. È lo sbocco, la conclusione di un progetto più ampio, che si è caratterizzato con una residenza artistica nel giugno 2025. In altre parole, Jacopo Benassi ha trasferito il suo atelier da La Spezia a Palazzo Ducale con tutto il suo bagaglio di attrezzi, materiali, cavi fonici ed elettrici, seghe, martelli, batteria e percussioni, pennelli, cornici, tasselli di legno, materiali da riciclo, tavoli da lavoro, fotografie, ritratti, oggetti tra i più svariati. E per trenta giorni ha tenuto conferenze, ha fatto assistere il pubblico al suo work in progress, ha realizzato, insieme ad altri artisti o da solo, performances le più disparate. Inoltre, si è immerso nel parco, nelle sale e nella collezione di Villa Croce, Museo di Arte Contemporanea di Genova (attualmente chiuso, anche per lavori di adeguamento da PNRR), e lì ha trovato ispirazione per nuove opere, confluite poi nella mostra del Ducale. Molto interessante e originale la creazione di uno “spazio” ad hoc nelle sale del Palazzo, che ne riproduce i luoghi, le piante, il verde: un corridoio/tunnel, dipinto di verde, appunto, che porta alle toilettes, ove ripercorre il suo lavoro presso e per questo Museo, di cui ha sposato con passione la causa.


Una foto della mostra 

Il progetto è tra i vincitori del Bando Strategia Fotografia 2024 della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura (MiC), ideato e promosso dall’Associazione BLU- Breading and Learning Unit di Genova, in collaborazione con Palazzo Ducale, Museo di Villa Croce e NABA - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Una delle opere prodotte nell’atelier, Le piante del parco di Villa Croce scioperano (2025), collocata nel salone del Minor Consiglio del Ducale, sarà acquisita poi da Villa Croce per la sua collezione permanente, come da finalità del bando pubblico.

«Al centro del progetto espositivo il lavoro di decostruzione del corpo della fotografia e della visione fotografica» (dall’introduzione del curatore nell’anteprima per la stampa, 11 luglio 2025). Oltre 110 opere dell’ultimo periodo (dal 2018), nate in contesti e con finalità differenti, sono state “accumulate” e “stratificate”, tenute insieme da cinghie e tensionatori e posizionate nelle sale della Loggia degli Abati. Ritratti e autoritratti; corpi; luoghi della musica underground e della cultura punk; oggetti del quotidiano (molto amate le ciabatte); cornici, create con materiali da riciclo; brandelli di muro; statue; frammenti o riproduzioni di elementi naturali; installazioni. 


Una foto della mostra 

In questi ultimi sette anni, Jacopo Benassi, pur continuando a usare la fotografia, l’ha destrutturata. La foto non è più solo immagine: si fa oggetto, viene nascosta, convertita, capovolta, diventa pittura; fotografare «non è più soltanto uno strumento di rappresentazione, bensì di azione e trasformazione» (dalla cartella stampa e dall’introduzione del curatore nell’anteprima per la stampa, 11 luglio 2025). «La mostra riflette sul rapporto tra immagine, supporto e contesto, ribaltando le gerarchie» (ivi e jacopobenassi.cloud). 

Un grande lavoro di ricerca e sperimentazione: questa esposizione “fa il punto”, ferma questo momento, costituisce una tappa fondamentale nel percorso artistico del Nostro. «Spostare il mio lavoro dallo studio spezzino a qui, fuori, è stato un modo per capire dove sono arrivato. Ho lavorato tanto e ho prodotto tanto. Ė stato un mese intenso: mi sono dato moltissimo (come sempre). Questa mostra mi ha fatto crescere» (dichiarazione dell’artista Jacopo Benassi alla stampa, 11 luglio 2025). 

Entrando nella Loggia degli Abati, l’impatto visivo di questo “accumulo” di opere assemblate in una serie di stratificazioni può dare un effetto choc. Per tenere in mano il bandolo della matassa, mi sembrano un utile consiglio di “viaggio” le parole di Ilaria Bonacossa: «non pensate troppo, è bello perdersi!» (dall’invito della Direttrice di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura Genova, 11 luglio 2025).







Una foto della mostra JACOPO BENASSI LIBERO!
Genova, Loggia degli Abati, dal 12 luglio al 14 settembre 2025