Il delirio onirico di un Presidente degli USA

di Carmelo Alberti

Data di pubblicazione su web 04/06/2025

Symphony of Rats

La nuova stagione della Biennale Teatro di Venezia, curata da Willem Dafoe, prende avvio con uno speciale tributo nostalgico, riproponendo Symphony of Rats, un lavoro del 1988 nato dalla visione surreale di Richard Foreman, il drammaturgo scomparso nel gennaio di quest’anno. Nello stesso tempo costituisce un omaggio alla lunga attività del Wooster Group di New York, storica formazione sperimentale di cui lo stesso Defoe ha fatto parte, guidata ancora oggi da Elizabeth LeCompte, Leone d’oro alla carriera 2025, che lo mette in scena insieme a Kate Valk, un’interprete della prima versione. 

L’allestimento nella sala del Teatro alle Tese all’Arsenale si presenta come un gioco paradossale che nasce nella mente confusa del Presidente degli Stati Uniti; costui perde il contatto con il mondo reale e precipita in un incubo iperspaziale, che la nuova regia colora di suggestioni tecnologiche da videogame in una miriade di segni tanto improbabili quanto eversivi. La follia onirica del protagonista, che si propone come uno show dell’assurdo segnato da riferimenti pittorici pop, evita le trappole di un discorso politico diretto, ma senza negare che nel pensiero degli spettatori si proiettino i riferimenti all’attualità nordamericana. La critica sociale sta proprio nell’assenza di rimandi specifici, mentre una sottile contestazione emerge dal serrato dominio della corporeità attoriale, che viene accentuata dal confronto con le allucinazioni prodotte dall’intelligenza artificiale. 


Una scena dello spettacolo 
@ Biennale Teatro

Il delirio del Presidente è costruito, infatti, sulle ossessioni più segrete dell’animo umano, al punto da risultare una successione di momenti sconfortanti, se non addirittura sconvolgenti. La comunità dei ratti che circonda il Presidente determina un continuo intreccio tra la sfera dello spazio (ovvero degli universi impossibili) e il clima del decadimento individuale. Anche le necessità primarie, come ad esempio quelle legate al cibo o al sesso, si prospettano come un’invenzione bizzarra connessa alla proiezione delle figure femminili entro la cornice digitale degli schermi, magari intente a sfornare in TV ricette irreali e disgustose, fino a uno stadio scatologico.


Una scena dello spettacolo 
@ Biennale Teatro

Contemporaneamente dai discorsi e dalle azioni fisiche degli attori emergono citazioni e gesti riferibili all’universo cinematografico e letterario, da William Blake a Star Wars, dal wrestler e rapper statunitense John Cena alla lucida parodia di Charlie Chaplin ne Il grande dittatore che palleggia con il mappamondo. 


Una scena dello spettacolo 
@ Biennale Teatro

L’ambizione delle curatrici è quella di stemperare la crudezza paranoica del racconto con l’intento sinfonico del titolo, voluto da Foreman; pertanto, in varie parti il testo è rielaborato in versi e tradotto in canto, tanto da spostare sul piano della magia da commedia musicale il disegno celebrativo di uno spettacolo nato come esperimento straniante e, comunque, artisticamente formativo. Applauditi a lungo i sette interpreti: Ari Fliakos, bravo nelle vesti di uno smarrito Presidente-marionetta, Niall Cunningham, Jim Fletcher, Andrew Maillet, Tavish Miller, Michaela Murphy, Guillermo Resto. 

Ricevendo il Leone d’oro alla carriera 2025 Elizabeth LeCompte, coadiuvata da Kate Valk, ha dato vita a un’avvincente cerimonia ricordando gli anni iniziali della propria formazione accanto a Richard Schechner, maestro dell’avanguardia teatrale e teorico speciale dell’antropologia della performance. Le due artiste, interrogate con acutezza da Lorenzo Pavolini (Rai Radio3), hanno evidenziato come Richard Foreman abbia lasciato loro la più completa libertà nel riallestimento di Symphony of Rats, anche nei passaggi che riguardano la relazione tra i generi, tanto che “René”, la donna cibernetica con la voce della stessa LeCompte, abita lo spazio digitale e annulla l’opposizione maschile/femminile; ancor più, la rivalutazione della coscienza politica è affidata all’improvvisazione creativa dei collaboratori del Performing Garage, sede del gruppo.



Symphony of Rats

Cast & Credits



Una scena dello spettacolo @ Biennale Teatro

Cast & credits

Titolo 
Symphony of Rats
Durata 
75’
Data rappresentazione 
31 maggio 2025
Città rappresentazione 
Venezia
Luogo rappresentazione 
Arsenale, Teatro alle Tese
Prima rappresentazione 
31 maggio 2025
Evento 
Biennale Teatro 2025 53. Festival Internazionale del Teatro
Colore 
Titolo testo d'origine 
Symphony of Rats
Autori 
Richard Foreman
Regia 
Elizabeth LeCompte e Kate ValkCreato
Interpreti 
Niall Cunningham
Jim Fletcher
Ari Fliakos (Presidente)
Andrew Maillet
Tavish Miller
Michaela Murphy
Guillermo Resto
Produttori 
Cynthia Hedstrom
Scenografia 
Elizabeth LeCompte
Costumi 
Antonia Belt
Suono 
Eric SluyterDesign
Luci 
Jennifer Tipton, Evan Anderson
Musiche 
Eric SluyterDesign
Note 
Video design Yudam Hyung Seok Jeon Luci aggiuntive David Sexton Assistente alla regia e direttore di scena Michaela Murphy Suono e video aggiuntivi Andrew Maillet Tecnico audio e video Dan Dobson Dramaturg Matthew Dipple Assistente regia Alessandro Magania Direttore tecnico Tavish Miller Direttore di produzione Aaron Amodt Organizzazione Monika Wunderer