Il delirio onirico di un Presidente degli USA

Una scena dello spettacolo
@ Biennale Teatro
Il delirio del Presidente è costruito, infatti, sulle ossessioni più segrete dell’animo umano, al punto da risultare una successione di momenti sconfortanti, se non addirittura sconvolgenti. La comunità dei ratti che circonda il Presidente determina un continuo intreccio tra la sfera dello spazio (ovvero degli universi impossibili) e il clima del decadimento individuale. Anche le necessità primarie, come ad esempio quelle legate al cibo o al sesso, si prospettano come un’invenzione bizzarra connessa alla proiezione delle figure femminili entro la cornice digitale degli schermi, magari intente a sfornare in TV ricette irreali e disgustose, fino a uno stadio scatologico.

Una scena dello spettacolo
@ Biennale Teatro
Contemporaneamente dai discorsi e dalle azioni fisiche degli attori emergono citazioni e gesti riferibili all’universo cinematografico e letterario, da William Blake a Star Wars, dal wrestler e rapper statunitense John Cena alla lucida parodia di Charlie Chaplin ne Il grande dittatore che palleggia con il mappamondo. 
Una scena dello spettacolo
@ Biennale Teatro
L’ambizione delle curatrici è quella di stemperare la crudezza paranoica del racconto con l’intento sinfonico del titolo, voluto da Foreman; pertanto, in varie parti il testo è rielaborato in versi e tradotto in canto, tanto da spostare sul piano della magia da commedia musicale il disegno celebrativo di uno spettacolo nato come esperimento straniante e, comunque, artisticamente formativo. Applauditi a lungo i sette interpreti: Ari Fliakos, bravo nelle vesti di uno smarrito Presidente-marionetta, Niall Cunningham, Jim Fletcher, Andrew Maillet, Tavish Miller, Michaela Murphy, Guillermo Resto. Ricevendo il Leone d’oro alla carriera 2025 Elizabeth LeCompte, coadiuvata da Kate Valk, ha dato vita a un’avvincente cerimonia ricordando gli anni iniziali della propria formazione accanto a Richard Schechner, maestro dell’avanguardia teatrale e teorico speciale dell’antropologia della performance. Le due artiste, interrogate con acutezza da Lorenzo Pavolini (Rai Radio3), hanno evidenziato come Richard Foreman abbia lasciato loro la più completa libertà nel riallestimento di Symphony of Rats, anche nei passaggi che riguardano la relazione tra i generi, tanto che “René”, la donna cibernetica con la voce della stessa LeCompte, abita lo spazio digitale e annulla l’opposizione maschile/femminile; ancor più, la rivalutazione della coscienza politica è affidata all’improvvisazione creativa dei collaboratori del Performing Garage, sede del gruppo.
Symphony of Rats

Cast & credits
| Titolo
Symphony of Rats |
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| Durata
75’ |
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| Data rappresentazione
31 maggio 2025 |
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| Città rappresentazione
Venezia |
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| Luogo rappresentazione
Arsenale, Teatro alle Tese |
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| Prima rappresentazione
31 maggio 2025 |
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| Evento
Biennale Teatro 2025 53. Festival Internazionale del Teatro |
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| Colore | |
| Titolo testo d'origine
Symphony of Rats |
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| Autori
Richard Foreman |
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| Regia
Elizabeth LeCompte e Kate ValkCreato |
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| Interpreti
Niall Cunningham Jim Fletcher Ari Fliakos (Presidente) Andrew Maillet Tavish Miller Michaela Murphy Guillermo Resto |
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| Produttori
Cynthia Hedstrom |
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| Scenografia
Elizabeth LeCompte |
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| Costumi
Antonia Belt |
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| Suono
Eric SluyterDesign |
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| Luci
Jennifer Tipton, Evan Anderson |
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| Musiche
Eric SluyterDesign |
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| Note
Video design Yudam Hyung Seok Jeon Luci aggiuntive David Sexton Assistente alla regia e direttore di scena Michaela Murphy Suono e video aggiuntivi Andrew Maillet Tecnico audio e video Dan Dobson Dramaturg Matthew Dipple Assistente regia Alessandro Magania Direttore tecnico Tavish Miller Direttore di produzione Aaron Amodt Organizzazione Monika Wunderer |