Caravaggio: un balletto allegorico e suggestivo
È arrivato in Italia Caravaggio, il balletto di Mauro Bigonzetti ispirato a Michelangelo Merisi, il pittore lombardo che ci ha lasciato inestimabili capolavori e affascinato con il “maledettismo” della sua vita, conclusasi tragicamente il 18 luglio 1610. I protagonisti sono l’étoile Roberto Bolle, guest artist internazionali e una giovane compagnia, creata ad hoc per la messinscena, che dopo l’applaudito debutto all’87° Festival del Maggio Musicale Fiorentino arrivano al Teatro degli Arcimboldi di Milano e a novembre saranno al Teatro Regio di Torino.
Un incalzare di date che si susseguono a diciassette anni di distanza dalla première avvenuta il 7 dicembre 2008 all’Opera di Stato di Berlino con lo Staatsballett diretto da Vladimir Malakhov che all’epoca commissionò il balletto a Bigonzetti e si esibì con Polina Semionova in una storica serata. Di questa pièce caravaggesca si ricordano l’allestimento del Bolshoi nel 2022 con Svetlana Zakharova e Artemy Belyakov e del Teatro Colón di Buenos Aires nel 2023 con Bolle e Maria Koreva, Prima Solista del Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo e splendida partner di questa edizione italiana.
Verrebbe da dire meglio tardi che mai, anche se di Caravaggio si è soliti vedere estratti di duetti in occasioni speciali come Il gala in ricordo di Mario Porcile, curato da Simona Griggio a marzo 2017 al Teatro Manzoni di Milano, nei consolidati Roberto Bolle and Friends presentati in teatri, apposite location e siti archeologici e in Viva la danza, la trasmissione televisiva ideata dall’étoile scaligera. Proprio a lui si deve la ripresa integrale del balletto grazie a una produzione che vede la collaborazione tra Fondazione Teatro del Maggio e ARTEDANZA SRL e ha il sostegno del Ministero della Cultura e l’apporto di Intesa Sanpaolo, main partner di questo progetto. Un partenariato di tutto rispetto sceso in campo per una vera e propria “operazione Caravaggio” che è stata anticipata a marzo dall’esibizione di Bolle tra i dipinti di Michelangelo Merisi a Palazzo Barberini a Roma e ha attirato su di sé l’attenzione di appassionati e curiosi.
E Caravaggio, nonostante il coreografo Mauro Bigonzetti lo senta «un po’ datato» in considerazione dei tanti lavori realizzati nel frattempo per organici come Aterballetto, New York City Ballet, Bolshoi, English National Ballet, Stuttagarter Ballett, Balletto della Scala di Milano, del San Carlo di Napoli, dell’Opera di Roma – solo per citarne alcuni – resta comunque un’opera che doveva fare il suo ingresso nel nostro paese, e dalla porta principale.

Un momento del balletto
Caravaggio è un suggestivo balletto allegorico che mette in luce la complessità della figura del pittore milanese in cui interagiscono due anime: quella che fa capo all’uomo e quella che risponde all’artista. Un dualismo che si manifesta nel realismo del primo atto, in cui Merisi è immerso nell’atmosfera opulenta e torbida della Roma papalina, e nell’astrattismo del secondo in cui Michelangelo è preda dell’inquietudine e ha nell’arte il «suo idol e monarca», come ebbe a dire Michelangelo Buonarroti. Un disagio umano e artistico riflesso nell’antinomia luce/buio, vita/morte che si rispecchia nelle scenografie pittoriche e nelle luci chiaroscurali di Carlo Cerri, ispirate ai contrasti luminosi dei dipinti di Caravaggio, e nell’orchestrazione sinfonica moderna di Bruno Moretti che riprende brani di Claudio Monteverdi tratti dall’Orfeo, dal Combattimento di Tancredi e Clorinda, dall’Incoronazione di Poppea e dal Settimo libro dei madrigali,eseguiti su base registrata.
Anche i costumi di Lois Swandale e Kristopher Millar prendono spunto dai quadri di Merisi nell’indumento chiaro indossato da Caravaggio, che richiama quelli di Ecce homo, della Flagellazione e della Deposizione di Cristo; negli abiti color avorio dei due Bacchi con tanto di grappolo d’uva in mano; nella ricchezza dei costumi barocchi della gaia gioventù romana; nell’essenzialità delle tuniche indossate dagli allegorici personaggi femminili.
La partitura coreografica è chiara e nel primo atto si snoda tra soli, duetti, terzetti, quartetti e insiemi che, in un morbido fraseggio, si susseguono e si scambiano dando vivacità ai quadri danzati; nel secondo atto, invece, è “il tormento e l’estasi” di Caravaggio a venire in primo piano e la sua autocoscienza si esprime in variazioni solipsistiche, in passi a due speculari, in “catene umane” che riflettono quella insopprimibile e tormentosa angoscia, peraltro già visibile nei fasti della “dolce vita” romana che Merisi è costretto a lasciare in fretta e furia per sfuggire alla giustizia dopo un omicidio.

Un momento del balletto
Nella mise en oeuvre colpisce il taglio registico con cui Bigonzetti muove i gruppi e lascia spazio ai singoli interpreti imprimendo al balletto un andamento teatrale che si riverbera nel plasticismo delle figurazioni neoclassiche ma contemporanee e nella dinamica espressiva di corpi materici, esplosivi, conturbanti eppure lirici, eterei e ineffabili. La danza inanella senza sosta lift, prese, launches, anomali legati che da pose accademiche in attitude e in arabesque virano in ardui decalès e in spinti cambrés caratterizzati da una fisicità dirompente che non cade mai nel puro atletismo. Anzi consente alle ballerine di sfidare gli off balance on pointed shoes e ai ballerini di spingere al massimo le loro potenzialità e di cimentarsi in un gioco di braccia e di mani sinusoidale e virtuosistico.
Roberto Bolle non delude. Intensa è la sua interpretazione di Caravaggio, lontana dal divismo e convincente anche rispetto alla magistrale presa di ruolo di Vladimir Malakhov. Un ballerino – afferma Bigonzetti – «diverso da Bolle per fisicità e sensibilità» e per il quale il personaggio fu creato. Ma la presenza dell’étoile si fa soprattutto vedere e sentire negli “incontri ravvicinati” con i partner maschili e femminili.
La russa Maria Koreva è efficace nella resa allegorica della Luce; altrettanto lo è l’ucraina Anastasia Matvienko, Prima Solista al Teatro Mariinsij di San Pietroburgo, nella parte del Buio. Insieme raffigurano i volti contrastanti dell’anima di Merisi e con ognuna Bolle dà vita a passi a due di grande empatia fino ad arrivare a un passo a tre di grande impatto che ricorda Apollon Musagète di Balanchine, per Bigonzetti «il Maestro dei maestri».
Tra le allegoriche presenze femminili non passa inosservata la georgiana Ekaterina Surmava, artista principale del Balletto di Dortmund, che sottolinea il carattere effimero eppure salvifico della Bellezza; mentre la ballerina internazionale Vania De Rosas, nei panni della Zingara, incarna la passione viscerale e sanguigna.

Un momento del balletto
Intrigante è anche la specularità impressa ai passi a due maschili con il suo doppio alter ego. Con il primo, interpretato da un fascinoso Gioacchino Starace del Corpo di Ballo della Scala, l’incontro è al centro della scena e il duetto vibra di autenticità virile e artistica. Con il secondo, impersonato da un formidabile Ildar Ypung-Gaynutdinov, solista ospite del Bolshoi e guest internazionale, il rapporto è simmetrico e all’insegna della “metadanza”. Un enorme cornice dorata, poggiata su un piano sopraelevato, accoglie l’alter ego di Caravaggio che, a specchio, ripete gli stessi gesti di Michelangelo assiso in proscenio. Poi tutti e tre insieme si ricongiungono ricostituendo l’unità psichica di Merisi.
La stessa cornice inoltre trasforma la mise en danse in tableaux vivants quando ospita gruppi plastici tratti dall’iconografia caravaggesca, e collega il primo atto al secondo con un lungo e simbolico drappo rosso che Caravaggio trascina con sé in un richiamo alla Deposizione o al San Matteo e l’Angelo. All’altezza sono anche i Bacchi di Luca Curreli Rose e Federico Labate e l’intera compagnia formata da ventiquattro elementi, scelti tramite audizione. Una compagine che lavora negli ensemble del primo atto e, sebbene non ancora del tutto affiatata, bene restituisce i passaggi mossi e corali, tipici di certe coreografie create da Bigonzetti per Aterballetto.
Di notevole impatto è il finale in cui Caravaggio torna a duettare come all’inizio con la Luce e, inondato di sangue, si accascia sopra di lei lasciando la scena alla morte che chiude un balletto suggestivo che non dimostra i suoi anni e che per i passi a due ha fatto scuola.
Caravaggio

Cast & credits
| Titolo
Caravaggio |
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| Sotto titolo
Balletto in due atti |
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| Data rappresentazione
10 maggio 2025 |
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| Città rappresentazione
Firenze |
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| Luogo rappresentazione
Teatro del Maggio Musicale Fiorentino |
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| Prima rappresentazione
9 maggio 2025 |
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| Interpreti
Roberto Bolle (Caravaggio) Maria Khoreva (La Luce) Anastasia Matvienko (Il Buio) Ekaterine Surmava (La Bellezza) Gioacchino Starace (Solista Uomo 1) Ildar Young-Gaynutdinov (Solista Uomo 2) Vania De Rosas (La Zingara) Luca Curreli Rose (Bacco) Federico Labate (Bacco) |
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| Produzione
ARTEDANZA srl |
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| Scenografia
Carlo Cerri |
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| Costumi
Lois Swandale, Kristopher Millar |
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| Coreografia
Mauro Bigonzetti |
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| Luci
Carlo Cerri |
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| Musiche
Bruno Moretti (da Claudio Monteverdi) |