Sopralluoghi coreografici tra le rovine del presente

di Benedetta Colasanti

Data di pubblicazione su web 21/05/2025

Dittico Orientale

È ormai un dato di fatto: nella danza contemporanea affascinare visivamente lo spettatore non è l’obiettivo primario. In altri termini, non è raro che si scelga consapevolmente di non indulgere all’impatto estetico, rivendicando – legittimamente – la possibilità di spingersi verso i confini della non danza, fino ad annullare il movimento o a ridurlo alla sua forma più essenziale, talvolta impercettibile. Questo non è, tuttavia, il caso del lavoro coreografico firmato da Jari Boldrini e Maurizio Giunti, realizzato in collaborazione con la Compagnia Opus Ballet di Rosanna Brocanello e intitolato Dittico Orientale.

Lo spettacolo vanta la presenza in scena di interpreti dotati di una solida preparazione tecnica, radicata nello studio rigoroso delle discipline coreutiche. Altrettanto solido risulta l’impianto creativo dei due autori, i quali – prima ancora che come coreografi – si sono distinti come danzatori in produzioni ampiamente riconosciute, dando prova nel tempo di competenza, sensibilità scenica e consapevolezza del linguaggio corporeo. Il risultato è una creazione che, pur inserendosi pienamente nel panorama contemporaneo, non rinuncia alla forza comunicativa del gesto danzato, alla chiarezza del disegno coreografico e a una presenza scenica capace di instaurare un dialogo diretto con il pubblico. 

Ispirato ai documentari Le mura di Sana'a (1971) e Sopralluoghi in Palestina firmati da Pier Paolo Pasolini, Dittico Orientale reinterpreta storie, geografie, atmosfere e tensioni ideologiche attraverso una prospettiva attuale. La prima parte - Dittico Orientale #1– rivolge lo sguardo al Medio Oriente, evocando un orizzonte culturale stratificato e vibrante; la seconda – Dittico Orientale #2 – si configura come un attraversamento simbolico della Palestina, terra al tempo stesso reale e mitica, che si carica di una forte valenza metaforica. In entrambe le sezioni la coreografia dialoga profondamente con i riferimenti visivi e concettuali dei film pasoliniani, senza mai scadere nella citazione letteraria ma lavorando piuttosto per trasposizioni evocative e immagini in movimento.


Un momento della spettacolo Dittico Orientale
© Jari Boldrini


L’azione coreografica è sofisticata ed espressiva, le musiche sono evocative, la scenografia e l’illuminotecnica non sono meri elementi accessori ma strumenti drammaturgicamente attivi; anche i costumi, che richiamano un tempo arcaico, quasi rituale, rispondendo allo stesso tempo alle tendenze della danza contemporanea, delineano un universo estetico sospeso tra passato e futuro, tra concretezza etnografica e immaginario distopico. Ogni elemento contribuisce dunque a creare un cortocircuito percettivo che distanzia lo spettatore dal quotidiano, immergendolo in una dimensione altra, atemporale. Nulla è subordinato alla danza, né la danza si impone come medium privilegiato: tutto concorre, piuttosto, alla realizzazione di una sorta di Gesamtkunstwerk, un’opera d’arte totale che rifugge qualsiasi gerarchia formale e che supera anche la bipartizione che caratterizza la messinscena. La narrazione, seppur presente in filigrana, si sviluppa in chiave astratta e aperta, lasciando allo spettatore la libertà di attribuire senso alle immagini, senza guidarlo verso letture univoche. Un pregio non trascurabile del lavoro è proprio quello di non richiedere alcun apparato didascalico per essere compreso o apprezzato: la danza parla da sé, in modo diretto e potente, senza che si senta l’urgenza di ricorrere al programma di sala – sempre più spesso specchietto per le allodole – per trovare un significato.

L’estetica elaborata da Boldrini e Giunti si rivela sorprendentemente essenziale e matura. Pur lasciando trasparire l’influenza della scuola di Virgilio Sieni – con cui entrambi i coreografi hanno avuto un rapporto formativo e di collaborazione duraturo, i due autori dimostrano una spiccata capacità di affrancarsi da ogni forma di imitazione per sviluppare un linguaggio originale, consapevole e pienamente contemporaneo. La loro ricerca appare raffinata ma accessibile, sperimentale ma coinvolgente, capace di unire rigore e piacere visivo con un’eleganza che sfiora, in senso positivo, il glamour. I danzatori, in particolare nella prima parte del dittico, aderiscono pienamente a questa visione artistica, offrendo una prova fisica intensa e generosa sia nella durata sia da un punto di vista squisitamente fisico. I corpi si spingono verso i limiti estremi della resistenza senza mai perdere lucidità o precisione, restituendo un senso profondo di coesione e intesa reciproca, tanto sul piano tecnico quanto su quello emotivo. Non si assisteva forse dai tempi di Natural Order of Things di Mc Cuy Nader e Maria Campos (presentato all’ultima Biennale Danza di Venezia) a una proposta tanto fresca e vitale nel contesto nella scena della danza contemporanea italiana: un perfetto equilibrio tra piacere estetico, ricerca formale e spinta innovativa.



Dittico Orientale

Cast & Credits




Locandina dello spettacolo 
Dittico orientale
© Centro Nazionale di Produzione della Danza - Virgilio Sieni


Cast & credits - Dittico Orientale #1

Titolo 
Dittico Orientale
Sotto titolo 
Dittico Orientale #1
Anno 
2025
Data rappresentazione 
17 maggio 2025
Città rappresentazione 
Firenze
Luogo rappresentazione 
Cango - Cantieri Goldonetta
Prima rappresentazione 
14 maggio 2025
Interpreti 
Daniele Bracciale
Ginevra Gioli
Giovanni Russo
Sara Schiavo
Frederic Zoungla
Costumi 
Jari Boldrini
Coreografia 
Jari Boldrini
Luci 
Laura De Bernardis
Musiche 
Simone Grande

Cast & credits - Dittico Orientale #2

Titolo 
Dittico Orientale
Sotto titolo 
Dittico Orientale #2
Anno 
2025
Data rappresentazione 
17 maggio 2025
Città rappresentazione 
Firenze
Luogo rappresentazione 
Cango - Cantieri Goldonetta
Prima rappresentazione 
14 maggio 2025
Interpreti 
Ilaria Diquigiovanni
Emma Franzolin
Tommaso Maragno
Rebecca Zucchegni
Matheus De Oliveira Alves
Costumi 
Maurizio Giunti, Matteo Carlomusto
Coreografia 
Maurizio Giunti
Luci 
Laura De Bernardis, Maurizio Giunti
Musiche 
William Basinski, Alireza Ostavar, Giacomo Pescitelli, The Naked and Famous