Ante faciem tuam ibi mors: il Macbeth di Silvia Costa
Dopo
aver diretto nel 2023 Mémoire de fille di Annie Ernaux, Silvia
Costa torna alla Comédie-Française nel 2024 curando l’adattamento, la regia
e la scenografia per il Macbeth di William Shakespeare, nuovamente
in programma presso la Salle Richelieu dal 24 gennaio all’11 maggio 2025. La
regista, in un’intervista con Laurent Muhleisen – conseiller
littérarire della Comédie-Française –, ha dichiarato che la sua scelta è
ricaduta su questa tragedia perché ama perdersi nel mondo dell’irrazionale «et Macbeth
est une pièce où l’irrationnel est omniprésent. Les sœurs fatales, le surnaturel, le mal, toute cette
part de mystère qu’on ne peut résoudre» (Entretien avec Silvia Costa,
dal Programma di sala, p. 10).
Di
forte impatto visivo, lo spettacolo si sviluppa in un tempo narrativo decelerato,
sospeso tra oscurità e sangue, cupezza e mistero, potere e follia. Ogni scena
si configura come una sorta di fotogramma che resta impresso nella mente dello
spettatore, complici i lunghi silenzi che si alternano agli scarni dialoghi
(qui, nella traduzione in francese di Yves Bonnefoy), il ritmo della
recitazione, la potenza del gesto e il forte simbolismo cromatico del rosso, del
nero, del bianco e dell’oro. Anche il suono – a opera di Nicola Ratti – ha
un ruolo importante nel coinvolgimento sinestetico del pubblico: un tappeto
sonoro incalzante, onnipresente e spesso inquietante, caratterizzato da voci
acusmatiche, ticchettii e suoni sordi accompagna tutta la messinscena,
accrescendo il senso di angoscia e di mistero che avvolge l’intera tragedia.

Mentre il pubblico entra in sala e prende posto, Lady Macbeth, in un lungo abito rosso, è già presente sul proscenio, posizionata con totale staticità su una sedia di legno scuro; i lunghi capelli rossi le coprono completamente il viso, mentre le sue mani si articolano in gesti lenti e quasi impercettibili. Alle sue spalle, appeso al sipario chiuso, il ritratto di Macbeth. Sistemati gli spettatori e spente le luci di sala, il quadro – l’unico a restare illuminato – inizia a roteare sempre più velocemente, palesando una circolarità che tornerà più volte nel corso della pièce. Mentre la donna inizia a strappare con violenza ciocche della sua parrucca, il quadro viene squarciato con un pugnale da una mano invisibile celata dietro il sipario: è un inizio che anticipa il tragico esito della vicenda.
Costa
ha scelto un adattamento che si focalizza su pochi personaggi – solo otto, a
fronte delle decine che caratterizzano il testo shakespeariano – con lo scopo
di isolare soltanto i principali campi di forza drammaturgici: Macbeth e Lady
Macbeth (Noam Morgensztern e Julie Sicard), Duncan, roi d’Écosse
(Alain Lenglet), Macduff (Christian Gonon), Banquo (Clément
Bresson) e le tre Sœurs fatales (Jennifer Decker, Adrien Simion
e Jordan Rezgui). Queste ultime – che si sdoppiano anche
nell’interpretazione di alcuni personaggi secondari – svolgono un ruolo
predominante e, come la stessa regista ha dichiarato, nella loro onnipresenza «incarnent
les coordonnées géographiques du mal. Ce sont des émanations de l’hallucination dont Macbeth est la proie»
(ibid.).

Il sipario si apre mostrando una scenografia nuda ed estremamente essenziale e presentando al pubblico il personaggio di Duncan. Nella scena seguente, entrano da destra le Sorelle fatali per annunciare, di fronte a Banquo e Macbeth, le loro premonizioni; portano in scena una grossa ruota sulla quale sono inchiodati tre abiti bianchi semi-trasparenti, quasi evanescenti. Richiamando il moto circolare che ha caratterizzato la scena iniziale, questo oggetto scenografico, paragonabile a una macchina di tortura, viene azionato mediante un meccanismo a ingranaggi che si muove tanto rapidamente da far assumere alle vesti l’aspetto di un fantasma in movimento, anche grazie a un uso sapiente dell’illuminazione messa a punto da Marco Giusti.
Le
fatali premonizioni danno avvio alla successione di omicidi compiuti da
Macbeth, aizzato e spinto verso la bramosia del potere da una Lady Macbeth che
sembra essere una quarta sorella. In uno spazio scenico completamente vuoto,
una grande corona dorata cala dall’alto e si posiziona proprio al di sopra del
protagonista. Sulla sua superfice è presente l’incisione latina Ante faciem
tuam ibi mors (davanti a te c’è la morte) che preannuncia un’incoronazione
macchiata di sangue. Nel tentativo di accelerare il destino predetto dalle Sorelle
fatali, la coppia Macbeth compie gli omicidi del re e di Banquo. Macbeth
macchierà di sangue le sue mani e il suo volto, in questo caso non solo
metaforicamente: in scena è presente un grande secchio di vernice rossa in cui
il protagonista immerge ripetutamente il viso, mentre parla concitatamente con
la moglie.

Il
noto momento del banchetto – in cui Macbeth, in preda all’angoscia, vede il
fantasma di Banquo seduto a tavola in silenzio (nel testo originale, la quarta
scena del terzo atto) – è qui sostituito da un funereo confessionale che ha
come cornice scenografica una tetra e maestosa cattedrale gotica, in cui i
protagonisti palesano i loro crimini in presenza delle Sorelle fatali e degli
spettri di Banquo e Duncan.

La follia e la disperazione dei due protagonisti chiave giungono al termine nella scena finale: sul palcoscenico vuoto scende lentamente dall’alto una struttura composta da aste di diversa altezza disposte verticalmente e parallelamente le une alle altre. Dietro questo “sipario” metallico – che non cela, come all’inizio, bensì palesa e sottolinea la mano assassina – Macduff uccide Macbeth puntandogli l’indice contro la fronte. Lady Macbeth, ormai esanime, è vittima della sua stessa follia e giace sulla destra del palcoscenico, in secondo piano.
Ante
faciem tuam ibi mors, e il tragico destino è ormai compiuto.
Macbeth

Cast & credits
| Titolo
Macbeth |
|
| Anno
2024 |
|
| Durata
2 ore 15 min. senza intervallo |
|
| Data rappresentazione
3 maggio 2025 |
|
| Città rappresentazione
Parigi |
|
| Luogo rappresentazione
Comédie-Française (Salle Richelieu) |
|
| Prima rappresentazione
26 marzo 2024 |
|
| Adattamento
Silvia Costa |
|
| Traduzione
Yves Bonnefoy |
|
| Regia
Silvia Costa |
|
| Interpreti
Alain Lenglet (roi d’Écosse) Julie Sicard (Lady Macbeth) Pierre Louis Calixte (Macduff) Jennifer Decker (Sœur fatale, un portier et Assassin) Suliane Brahim (Sœur fatale, un capitaine et Assassin) Julien Frison (Sœur fatale, un messager et Assassin) Clément Bresson (Banquo, général) Noam Morgensztern (Macbeth, général) |
|
| Scenografia
Silvia Costa, Michele Taborelli |
|
| Costumi
Camille Assaf |
|
| Suono
Nicola Ratti |
|
| Luci
Marco Giusti |
|
| Musiche
Nicola Ratti |
|
| Note
Drammaturgia: Simon Hatab Aiuto regia: Alison Hornus, Mathilde Waeber Assistente alla scenografia: Dimitri Lenin Assistente ai costumi: Alma Bousquet Assistente al suono: Ania Zante Voix de l’Enfant: Marceau Adam Conan |