Ante faciem tuam ibi mors: il Macbeth di Silvia Costa

di Serena Giardiello

Data di pubblicazione su web 18/05/2025

Ante faciem tuam ibi mors: il Macbeth di Silvia Costa


Dopo aver diretto nel 2023 Mémoire de fille di Annie Ernaux, Silvia Costa torna alla Comédie-Française nel 2024 curando l’adattamento, la regia e la scenografia per il Macbeth di William Shakespeare, nuovamente in programma presso la Salle Richelieu dal 24 gennaio all’11 maggio 2025. La regista, in un’intervista con Laurent Muhleisen – conseiller littérarire della Comédie-Française –, ha dichiarato che la sua scelta è ricaduta su questa tragedia perché ama perdersi nel mondo dell’irrazionale «et Macbeth est une pièce où l’irrationnel est omniprésent. Les sœurs fatales, le surnaturel, le mal, toute cette part de mystère qu’on ne peut résoudre» (Entretien avec Silvia Costa, dal Programma di sala, p. 10).

Di forte impatto visivo, lo spettacolo si sviluppa in un tempo narrativo decelerato, sospeso tra oscurità e sangue, cupezza e mistero, potere e follia. Ogni scena si configura come una sorta di fotogramma che resta impresso nella mente dello spettatore, complici i lunghi silenzi che si alternano agli scarni dialoghi (qui, nella traduzione in francese di Yves Bonnefoy), il ritmo della recitazione, la potenza del gesto e il forte simbolismo cromatico del rosso, del nero, del bianco e dell’oro. Anche il suono – a opera di Nicola Ratti – ha un ruolo importante nel coinvolgimento sinestetico del pubblico: un tappeto sonoro incalzante, onnipresente e spesso inquietante, caratterizzato da voci acusmatiche, ticchettii e suoni sordi accompagna tutta la messinscena, accrescendo il senso di angoscia e di mistero che avvolge l’intera tragedia. 

Un momento dello spettacolo
© Christophe Raynaud de Lage

Mentre il pubblico entra in sala e prende posto, Lady Macbeth, in un lungo abito rosso, è già presente sul proscenio, posizionata con totale staticità su una sedia di legno scuro; i lunghi capelli rossi le coprono completamente il viso, mentre le sue mani si articolano in gesti lenti e quasi impercettibili. Alle sue spalle, appeso al sipario chiuso, il ritratto di Macbeth. Sistemati gli spettatori e spente le luci di sala, il quadro – l’unico a restare illuminato – inizia a roteare sempre più velocemente, palesando una circolarità che tornerà più volte nel corso della pièce. Mentre la donna inizia a strappare con violenza ciocche della sua parrucca, il quadro viene squarciato con un pugnale da una mano invisibile celata dietro il sipario: è un inizio che anticipa il tragico esito della vicenda.

Costa ha scelto un adattamento che si focalizza su pochi personaggi – solo otto, a fronte delle decine che caratterizzano il testo shakespeariano – con lo scopo di isolare soltanto i principali campi di forza drammaturgici: Macbeth e Lady Macbeth (Noam Morgensztern e Julie Sicard), Duncan, roi d’Écosse (Alain Lenglet), Macduff (Christian Gonon), Banquo (Clément Bresson) e le tre Sœurs fatales (Jennifer Decker, Adrien Simion e Jordan Rezgui). Queste ultime – che si sdoppiano anche nell’interpretazione di alcuni personaggi secondari – svolgono un ruolo predominante e, come la stessa regista ha dichiarato, nella loro onnipresenza «incarnent les coordonnées géographiques du mal. Ce sont des émanations de l’hallucination dont Macbeth est la proie» (ibid.).

Un momento dello spettacolo
© Christophe Raynaud de Lage

Il sipario si apre mostrando una scenografia nuda ed estremamente essenziale e presentando al pubblico il personaggio di Duncan. Nella scena seguente, entrano da destra le Sorelle fatali per annunciare, di fronte a Banquo e Macbeth, le loro premonizioni; portano in scena una grossa ruota sulla quale sono inchiodati tre abiti bianchi semi-trasparenti, quasi evanescenti. Richiamando il moto circolare che ha caratterizzato la scena iniziale, questo oggetto scenografico, paragonabile a una macchina di tortura, viene azionato mediante un meccanismo a ingranaggi che si muove tanto rapidamente da far assumere alle vesti l’aspetto di un fantasma in movimento, anche grazie a un uso sapiente dell’illuminazione messa a punto da Marco Giusti.

Le fatali premonizioni danno avvio alla successione di omicidi compiuti da Macbeth, aizzato e spinto verso la bramosia del potere da una Lady Macbeth che sembra essere una quarta sorella. In uno spazio scenico completamente vuoto, una grande corona dorata cala dall’alto e si posiziona proprio al di sopra del protagonista. Sulla sua superfice è presente l’incisione latina Ante faciem tuam ibi mors (davanti a te c’è la morte) che preannuncia un’incoronazione macchiata di sangue. Nel tentativo di accelerare il destino predetto dalle Sorelle fatali, la coppia Macbeth compie gli omicidi del re e di Banquo. Macbeth macchierà di sangue le sue mani e il suo volto, in questo caso non solo metaforicamente: in scena è presente un grande secchio di vernice rossa in cui il protagonista immerge ripetutamente il viso, mentre parla concitatamente con la moglie.


Un momento dello spettacolo
© Christophe Raynaud de Lage

Il noto momento del banchetto – in cui Macbeth, in preda all’angoscia, vede il fantasma di Banquo seduto a tavola in silenzio (nel testo originale, la quarta scena del terzo atto) – è qui sostituito da un funereo confessionale che ha come cornice scenografica una tetra e maestosa cattedrale gotica, in cui i protagonisti palesano i loro crimini in presenza delle Sorelle fatali e degli spettri di Banquo e Duncan.


Un momento dello spettacolo
© Christophe Raynaud de Lage

La follia e la disperazione dei due protagonisti chiave giungono al termine nella scena finale: sul palcoscenico vuoto scende lentamente dall’alto una struttura composta da aste di diversa altezza disposte verticalmente e parallelamente le une alle altre. Dietro questo “sipario” metallico – che non cela, come all’inizio, bensì palesa e sottolinea la mano assassina – Macduff uccide Macbeth puntandogli l’indice contro la fronte. Lady Macbeth, ormai esanime, è vittima della sua stessa follia e giace sulla destra del palcoscenico, in secondo piano.

Ante faciem tuam ibi mors, e il tragico destino è ormai compiuto.


Macbeth

Cast & Credits



La locandina


Cast & credits

Titolo 
Macbeth
Anno 
2024
Durata 
2 ore 15 min. senza intervallo
Data rappresentazione 
3 maggio 2025
Città rappresentazione 
Parigi
Luogo rappresentazione 
Comédie-Française (Salle Richelieu)
Prima rappresentazione 
26 marzo 2024
Adattamento 
Silvia Costa
Traduzione 
Yves Bonnefoy
Regia 
Silvia Costa
Interpreti 
Alain Lenglet (roi d’Écosse)
Julie Sicard (Lady Macbeth)
Pierre Louis Calixte (Macduff)
Jennifer Decker (Sœur fatale, un portier et Assassin)
Suliane Brahim (Sœur fatale, un capitaine et Assassin)
Julien Frison (Sœur fatale, un messager et Assassin)
Clément Bresson (Banquo, général)
Noam Morgensztern (Macbeth, général)
Scenografia 
Silvia Costa, Michele Taborelli
Costumi 
Camille Assaf
Suono 
Nicola Ratti
Luci 
Marco Giusti
Musiche 
Nicola Ratti
Note 
Drammaturgia: Simon Hatab Aiuto regia: Alison Hornus, Mathilde Waeber Assistente alla scenografia: Dimitri Lenin Assistente ai costumi: Alma Bousquet Assistente al suono: Ania Zante Voix de l’Enfant: Marceau Adam Conan