Gli umori della giovane danza contemporanea

di Gabriella Gori

Data di pubblicazione su web 01/04/2025

S - Creature - In Esisto

Sono giovani, coreograficamente parlando, gli autori del Trittico Contemporaneo S - Creature - In Esisto presentato dal Corpo di Ballo dell’Opera di Roma nel Nuovo Centro Congressi La Nuvola all’EUR, ma lo sono anche anagraficamente se si pensa che Philippe Kratz, artefice del primo pezzo, è classe 1985, Francesco Annarumma, ideatore del secondo, 1988 e Vittoria Girelli, creatrice del terzo, 1997. Tre rappresentanti di altrettante declinazioni della danza contemporanea che testimoniano la lungimiranza artistica della direttrice Eleonora Abbagnato, prossima alla fine del mandato dopo la stagione estiva al Caracalla Festival. Ma a parte la speranza di continuare a vederla «folgorante in solio», quello che colpisce di questa direttrice è la grande generosità sia verso i suoi più che bravi danzatori che verso nomi nuovi della scena coreografica attuale.

Eleonora, che pure ha ancora tanto da dire come ballerina e in determinate occasioni lo dimostra con una classe e una bravura invidiabili, non manca di affinare le doti del Corpo di Ballo con balletti di repertorio, riprese e/o rivisitazioni autoriali, e lavori di ultima generazione, ma allo stesso tempo non disdegna di metterle a disposizione di giovani talenti che risultano essere interessanti da vedere e da scoprire. Anche la scelta del complesso La Nuvola, certo dovuta alla concomitante messinscena di Tosca al Teatro Costanzi, si rivela appropriata e rende ancora più avveniristica questa serata in sintonia con la struttura in vetro del Centro Congressi. Uno spazio che ha già ospitato l’organico capitolino nell’auditorium, cuore pulsante del complesso architettonico di viale Asia.

Ad aprire la serata è il tedesco Philippe Kratz, a cui in Italia si sono aperte le porte prima del Teatro alla Scala con la messinscena di TRIO da Sentieri nel 2021 e di Solitude Somtimes nel 2023 e nel febbraio 2025, e ora quelle del Teatro dell’Opera di Roma con la prima italiana di S. Una mise en danse creata per Balletto del Teatro Nazionale Croato di Zagabria nel 2023 e facente parte di una trilogia composta da O del 2018, che analizza la possibilità comunicative tra due robot umanoidi, I del 2022, che approfondisce il livello di comunicazione tra automi diversamente umani, e S, che affronta lo spinoso tema dell’Intelligenza Artificiale.


Una scena della coreografia S


Già carismatico danzatore di Aterballetto, poi votatosi alla coreografia con riuscite creazioni per la compagnia emiliana e formazioni straniere, Kratz ha ottenuto il Premio Danza&Danza nel 2019. Da luglio 2024 è inoltre direttore artistico del Nuovo Balletto di Toscana, con cui ha vinto il bando nazionale per una nuova coreografia della Biennale Danza di Venezia 2025 con il progetto Sisifo felice/Smiling Sisyphus, insieme a Paolo Girolami, che debutterà al Festival lagunare il 31 luglio.

In S Kratz àncora la sua riflessione sulla AI al mito di Sisifo, da cui deriva il titolo che richiama la S iniziale del nome, ma mentre il re di Efira è condannato dagli dei a spingere un macigno su per la montagna, che inevitabilmente rotola a valle, e a ripetere l’inutile cimento per l’eternità, per Krazt con la AI l’uomo tenta di eliminare ogni  sforzo e fatica disumanizzandosi e andando incontro a «una totale smaterializzazione del corpo e dell’intelletto» in cui a vincere sono le nuove tecnologie e il virtuale. L’artista in questo ragionamento tiene presente il saggio di Albert Camus sul mito di Sisifo, ma se lo scrittore trova nella «sopportazione», che poi è un consapevole atto di rimostranza nei confronti dell’assurdità dell’esistenza, il modo per dare alla vita un senso e un valore, Kratz nel suo S individua nell’appagante resilienza della fatica fisica la via per contrastare il potere della AI e il pericolo del post-umanesimo.

Cinque danzatori, il primo ballerino Claudio Cocino, i solisti Mattia Tortora e Sara Loro, i tersicorei Simone Agrò e Annalisa Cianci si trovano ad agire in una scena oscura disegnata da Denis Rubinić e attraversata da due piani inclinati. Rampe che loro, come Sisifo, salgono e scendono senza sosta, vestiti di scuro da Mia Rejc Prajninger, accompagnati dalla musica sperimentale ed elettronica dei Soundwalk Collective e illuminati di taglio dai bagliori improvvisi di Valerio Tiberi. Nella coreografia il movimento è disarticolato e sincopato, gemina, implode ed esplode alternando cadute, riprese, camminate in salita e in discesa, e alla cupezza dell’atmosfera che incombe, e a tratti soffoca per il suo significato, risponde la bravura dei protagonisti chiamati a restituire lo sperimentalismo del linguaggio e dello stile di Kratz.

In Creature del napoletano Francesco Annarumma, in prima assoluta, siamo immersi in una sorta di «alba di perla» di pascoliana memoria che connota l’ambientazione e i costumi di Anna Biagiotti.  Dieci donne fra cui le étoiles Alessandra Amato e Susanna Salvi, le prime ballerine Marianna Suriano e Federica Maine, la solista Flavia Stocchi e sei uomini, fra cui il solista Walter Maimone, sono trasformati in figure dalle sembianze di aquile che ballano sulla Sonata No. 1 in Sol minore The 12th Room per piano solo di Enzo Bosso.


Una scena della coreografia Creature


Annarumma è stato solista dello Staatstheater am Gärtnerplatz, dove ha consolidato la sua carriera di ballerino e firmato le prime prove d’autore che lo hanno portato a ricevere importanti committenze di compagnie europee e a vincere nel 2019 al Capri Danza il Premio per la coreografia. Direttore artistico di “R-Evolution Dance”, la rassegna di danza contemporanea al Teatro Eduardo De Filippo di Napoli, nel 2023 crea per la Scuola di Danza dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato Atto Due e Mach!. Con Creature incontra il Corpo di Ballo realizzando «un viaggio, un vortice di emozioni» e «un’esperienza da vivere» che non racconta niente ma libera i corpi nello spazio tra soli, duetti, terzetti, insiemi con un linguaggio e uno stile postclassico.

Vorticosi e inanellati sono i passaggi delle ballerine sulle punte come pure i corpo a corpo con i ballerini; ardui sono gli off balance, le estremizzazioni, i disequilibri che si sommano in un pezzo dinamico che beneficia di formidabili interpreti, i quali, a loro volta, assecondano l’estro creativo di Annarumma, che con onestà rende omaggio a maestri del calibro di William Forsythe e Mauro Bigonzetti e fa tesoro della loro lezione.

All’atmosfera perlacea di Creature fa seguito quella avorio cangiante di In Esisto di Vittoria Girelli, alla sua prima apparizione in un Ente lirico italiano. Nata a Monza ma cresciuta a Milano, nel 2016 Girelli entra a far parte del Balletto di Stoccarda dove viene promossa demi-solist nel 2022. Nello Stuttgart Ballet ha modo di interpretare l’ampio repertorio della compagnia e di coreografare diversi pezzi fra cui In Esisto nel 2023, ripreso alla Nuvola da dodici danzatori capitolini guidati dai Solisti Marta Mirigliani e Giacomo Castellana.

Questo lavoro ha nel titolo il suo duplice significato di “inesisto” che nega l’esistenza e “in esisto” che afferma al contrario l’esserci hic et nunc, e si concentra sulla luce, che costituisce il focus visivo ed emotivo della messinscena. Un allestimento che si ispira al movimento artistico degli anni Sessanta Light and Space, che studiava gli effetti delle forme geometriche e della luce sull’ambiente e sulla percezione di chi guarda. Girelli, influenzata dall’immagine dell’inferno dantesco, dalle atmosfere minimaliste e le suggestioni luminose di Dan Flavin e James Turrell e dalle teorie scientifiche sui buchi neri e bianchi del fisico Carlo Rovelli, opta per l’essenziale scenografia e il light design di A.J. Weissbard, mentre disegna lei stessa i costumi color ecru con «l’intento di evocare una dimensione primordiale, innata, distaccata dai processi cognitivi tradizionali» che, comunque, ci appartiene.


Una scena della coreografia In Esisto


Il sincretismo sonoro è quello ideato da Davidson Jaconello, che fonde il Concerto per pianoforte in Mi maggiore, op. 59, di Moritz Moszkowski con la Musica for Viola di Yannis Kyriakides in un arrangiamento che ben si presta ad assecondare la luminosa e corposa danza di Vittoria. La coreografia, per gruppi e soli, si muove compatta e il movimento, al cambiare delle luci, che vanno dal chiaro al giallo al celeste, diventa sinusoidale ed elicoidale e comprende fisici intrecci e rebounds, mettendo in evidenza un contemporaneo materico e al tempo stesso incorporeo che tocca l’apice nella suggestiva coralità dell’ultima sequenza.

Alla fine calorosi sono gli applausi per questo Trittico Contemporaneo che non delude le aspettative e conferma la versatilità del Corpo di Ballo dell’Opera di Roma diretto da Abbagnato.


S - Creature - In Esisto

Cast & Credits





Un momento della coreografia Creature

Cast & credits

Titolo 
S - Creature - In Esisto
Data rappresentazione 
2 marzo 2025
Città rappresentazione 
Roma
Luogo rappresentazione 
NUovo Centro Congressi La Nuvola
Prima rappresentazione 
2 marzo 2025
Coreografia 
Philippe Kratz, Francesco Annarumma, Vittoria Girelli
Corpo di ballo 
Corpo di Ballo dell'Opera di Roma
Musiche 
Soundwalk Collective, Ezio Bosso, Davidson Jaconello, Moritz Moszkowski, Yannis Kyriakides