Il trionfo dell'onore ovvero il pentimento di un giovane dissoluto
Per merito della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia torna in scena Il trionfo dell’onore, unica «commedia posta in musica in tre atti» di Alessandro Scarlatti. Per celebrare i trecento anni dalla morte del compositore palermitano (1660-1725) giunge per la prima volta presso il Teatro Malibran un’opera andata in scena il 26 novembre 1718 al Teatro de’ Fiorentini di Napoli. Il nuovo allestimento vede, anzitutto, un attento lavoro di revisione da parte di Aaron Carpenè sul manoscritto originale; il maestro Enrico Onofri ha diretto l’Orchestra della Fenice, con la regia di Stefano Vizioli, le scene e i costumi di Ugo Nespolo – costumi realizzati da Carlos Tieppo – e il light design di Nevio Cavina.
Si tratta di un episodio significativo nella storia della musica che s’iscrive nello sviluppo del genere comico napoletano oltre i confini dialettali; infatti, Scarlatti e il librettista Francesco Antonio Tullio (1660-1737) decidono di scrivere il testo in toscano, quasi certamente per aspirare a un’attenzione e a una diffusione più ampie. Conta anche l’avere ambientato a Pisa l’intreccio di una vicenda amorosa che riecheggia in parte la struttura delle rappresentazioni popolaresche, pur mantenendo le modalità canore dell’opera seria barocca, al punto da apparire una sorta di sua parodia.

La trama ripercorre le peripezie del «giovane dissoluto» Riccardo Albenori, ruolo riservato a un soprano, insieme al Capitano Rodimarte Bombarda (basso), suo compagno di libertinaggio. In fuga da Lucca, dopo aver sedotto Leonora Dorini (mezzosoprano) il gaudente giunge nelle contrade pisane presso l’abitazione dello zio Flaminio Castravacca (tenore buffo) per chiedere soldi e rifugio. Intanto nella casa di fronte, abitata da Cornelia Buffacci (tenore buffo en travesti), donna anziana che ambisce a sposare il vicino, nonostante costui spasimi per la servetta Rosina Caruccia (soprano), arriva Doralice Rossetti (soprano), la nipote di Cornelia che per amore di Riccardo ha tradito l’innamorato Erminio Dorini (controtenore).
Il gioco degli inseguimenti e delle trasgressioni erotiche chiama in causa la vocazione a ristabilire i principi della fedeltà morale e, in termini drammatici, a ricomporre la linearità dei ruoli scenici, quelli dei giovani, dei vecchi e dei servitori. La resa dei conti prevede inevitabili passaggi dall’inganno al pentimento, dalle liti furibonde tra ragazze alle spacconate maschili, dallo scontro tra rivali alla sfida in armi, fino al ferimento del disinvolto seduttore-dongiovanni, che con il suo pentimento apre la girandola matrimoniale volta ad affermare il convenzionale «trionfo dell’onore».

La regia di Stefano Vizioli accentua decisamente i tratti buffoneschi dei personaggi, sospingendo nella sfera del ridicolo la catena dei confronti e delle sfide; la scelta di evidenziare gli aspetti grotteschi della storia è accentuata dalla scenografia favolistica e colorata di Ugo Nespolo, che rilancia l’intento espressivo di equiparare i protagonisti agli animali da cortile, alle risse tra le oche, al vanto del pavone, allo starnazzare delle galline e alla superbia del cigno. Nello stesso tempo, la recitazione esalta i sussulti malinconici e le confessioni individuali, sfruttando il misurato utilizzo delle luci di Nevio Cavina.
La direzione musicale di Enrico Onofri alla guida dell’Orchestra del Teatro La Fenice risulta attenta nel sottolineare le qualità inventive di Scarlatti, a partire dalla cura del contrappunto strumentale fino all’apprezzamento delle vocalità insolite, tali da sembrare caricaturali, ma dettate quasi certamente dalle presenze attoriali nella troupe del Teatro de’ Fiorentini, e ora rispettate in virtù della loro qualità sperimentale. Lo slancio verso la teatralità assoluta è affidato al canto che travalica gli schemi dello stile barocco valorizzando con duetti e quartetti le arie d’insieme, sia quelle drammatiche, sia quelle comiche.

A sostenere il buon esito dello spettacolo concorre il contributo positivo di tutti i cantanti: Giulia Bolcato offre al personaggio di Riccardo una sonorità chiara e coerente allo sviluppo del ruolo; il mezzosoprano Rosa Bove tende a dare all’illusa Leonora i segni di una sicura naturalezza; Raffaele Pe mette a disposizione le proprie consuetudini vocali, sostenendo con signorile distinzione la parte di Erminio. Francesca Lombardi Mazzulli dona una vivace esuberanza esecutiva a Doralice, disinvolta nel passare da un amante all’altro. Un compito impegnativo spetta a Dave Monaco che agisce con attenta misura nella parte dello zio mercante attratto dalla spigliata sensualità di Rosina, affidata alla concretezza espressiva di Giuseppina Bridelli. Con costei dialoga il basso Tommaso Barea, lo spavaldo Rodimarte. Applausi prolungati sono stati tributati a ciascun artista dagli spettatori.
Il trionfo dell'onore

Cast & credits
| Titolo
Il trionfo dell'onore |
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| Sotto titolo
Commedia posta in musica in tre atti |
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| Anno
2025 |
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| Data rappresentazione
7 marzo 2025 |
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| Città rappresentazione
Venezia |
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| Luogo rappresentazione
Teatro Malibran |
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| Adattamento
Aaron Carpenè |
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| Libretto
Francesco Antonio Tullio |
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| Regia
Stefano Vizioli |
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| Interpreti
Giulia Bolcato (Riccardo Albenori) Rosa Bove (Leonora Dorini) Raffaele Pe (Erminio Dorini) Francesca Lombardi Mazzulli (Doralice Rossetti) Dave Monaco (Flaminio Castravacca) Luca Cervoni (Cornelia Buffacci) Giuseppina Bridelli (Rosina Caruccia) Tommaso Barea (Capitano Rodimante Bombarda) |
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| Scenografia
Ugo Nespolo |
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| Costumi
Carlos Tieppo |
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| Luci
Nevio Cavina |
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| Musiche
Alessandro Scarlatti |
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| Orchestra
Orchestra del Teatro La Fenice |
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| Direzione d'orchestra
Enrico Onofri |
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| Note
In occasione del 300’ anniversario della morte di Alessandro Scarlatti |