I pensieri di un bambino senza “costanza”
Pietro Giannini sta seduto in platea come un comune spettatore, con indosso una felpa colorata e dei pantaloni casual; all’improvviso si alza e inizia a parlare, mentre sale sopra un palcoscenico spoglio. Il suo discorso, a tratti frammentario, declina l’incertezza provocata dalle tante partenze e dai mancati ritorni; rivela la difficoltà a enumerare le persone che ci sono nelle diverse case dopo un’inevitabile separazione. Ora che le famiglie si sono distribuite in due ambienti fisici, risulta difficile ristabilire l’equilibrio negli affetti e nelle abitudini quotidiane. Nel nominare i protagonisti della vicenda, continua a indicare con il gesto e lo sguardo verso l’alto, verso i riflettori e, intanto, insiste nel chiamare in causa direttamente i presenti in sala: li osserva, li interroga e li descrive.
Così prende avvio La
costanza della mia vita, il testo scritto e interpretato dallo stesso
Giannini, prodotto dal Teatro Metastasio di Prato, che ha ottenuto la menzione
speciale dal Premio Scenario 2023. Gradualmente si comprende come quel racconto
ingarbugliato e, a un tempo, schietto riguardi un bambino di nove anni. Nella
sua breve memoria è rimasta impressa la cronaca della finale calcistica
Spagna-Olanda del 2010, contrassegnata da grida crescenti e da voci distorte.
Quei suoni incomprensibili inneggiavano all’abilità dei giocatori, esprimevano
l’orgoglio di aver vinto la coppa del mondo, seppure intorno a sé la vita
appariva meno positiva.

Dalle parole immediate e smarrite emerge la storia di un piccolo ragazzo che stenta a mettere insieme i pezzi di un’esistenza spezzata, non solo a causa del divorzio dei genitori, ma ancor più per l’incomprensibile assenza della sorella Costanza. Non riesce a spiegarsi perché costei sia partita all’improvviso; il fatto si traduce in un curioso mistero quando gli dicono che si trova in uno spazio ristretto, circondato dal verde, dove accanto al giaciglio non si può aggiungere nulla, neppure un comodino. Da qui derivano domande e speranze, perché non basta destreggiarsi tra una madre ossessiva e una coppia di padri estranei, quando l’unico desiderio, simile a un tormento, è quello di ricongiungersi con colei che non potrà tornare mai più.
La tecnica narrativa
ideata da Giannini è basata sul rovesciamento del punto di vista espressivo; il
suo personaggio viene osservato dall’esterno, tanto da includere la
partecipazione del pubblico, chiamato in causa persino per cronometrare il
resoconto di un complicato viaggio in auto, oppure per condividere le pretese
della Signora del pongo che crede di poter racchiudere i segreti della gente
dentro i suoi pupazzi. Non solo: le frasi si snodano lungo un sentiero
enigmatico e metaforico, dove le lacrime sono la pioggia degli occhi e il
sangue diventa un’acqua rossa.
In tal modo, cambiando continuamente i punti di vista, si evita di riprodurre in maniera artificiale i ragionamenti e i pensieri nella mente di un bimbo, perché il soggetto è, nello stesso tempo, un piccolo essere umano, un figlio sbalzato da un luogo all’altro, un fratello privato di un’importante presenza affettiva. Alla base del lavoro s’avverte lo slancio dell’attore-artefice nell’affermare, in condivisione con i partecipanti, il senso più profondo del concetto di “costanza”.
L’esito immagina una
sorta d’indagine catartica, vissuta come un impegno generazionale a perseverare
nella ricerca delle radici di sé stessi in relazione con gli altri. L’intensità
della pièce, oltre alla bravura di Pietro Giannini, applaudito nel
Teatrino Groggia di Venezia, lascia una sicura traccia emotiva nel pensiero di
chi assiste, tanto che il sorriso scivola spesso nella sfera della commozione.
La costanza della mia vita
Cast & credits
| Titolo
La costanza della mia vita |
|
| Anno
2025 |
|
| Durata
50 min. |
|
| Data rappresentazione
22 febbraio 2025 |
|
| Città rappresentazione
Venezia |
|
| Luogo rappresentazione
Teatrino Groggia |
|
| Autori
Pietro Giannini |
|
| Regia
Pietro Giannini |
|
| Interpreti
Pietro Giannini |
|
| Produzione
Teatro Metastasio di Prato |
|
| Note
Menzione speciale al Premio Scenario 2023 |