Favola contemporanea

di Benedetta Colasanti

Data di pubblicazione su web 11/03/2025

Lapis Lazuli


Tra puppets, folclore e musical, il regista e attore Euripides Laskaridis presenta al pubblico del teatro della Pergola Lapis Lazuli, un viaggio in un universo altro in cui si rievocano innumerevoli punti di riferimento della storia dello spettacolo.  

Autore teatrale greco, già dal nome predestinato a percorrere certi tracciati, Laskaridis insieme alla sua compagnia OSMOSIS ha raggiunto alcune tappe fondamentali nelle arti performative, da Aerowaves a una Pina Bausch Fellowship fino a grandi palcoscenici internazionali, conoscendo prima – attraverso i maestri –, e raggiungendo poi – con una propria poetica – uno stile interdisciplinare che fa della sua produzione artistico-spettacolare un concentrato di sperimentalismo e insieme una grande attrattiva per il vasto pubblico. 


Un momento dello spettacolo 
© Pinelopi Gerasimou

Mettendo insieme elementi noti e ricorrenti nella storia delle arti con un immaginario estremamente personale, Laskaridis richiama in Lapis Lazuli il mondo delle favole, delle leggende e delle tradizioni popolari: dalla contrapposizione tra bene (la fanciulla candida e indifesa) e male (il licantropo) al messicano Dia de Los Muertos. I personaggi portati sul palco, sebbene conosciuti, vengono trasfigurati in chiave tragicomica, messi a nudo nelle loro più profonde sfaccettature, vittime – a loro modo – delle psicosi del vivere contemporaneo. 


Un momento dello spettacolo 
© Pinelopi Gerasimou

Il regista, nei panni di un lupo mannaro sui generis, propone un ottimo lavoro di concertazione con gli altri membri del cast, mentre diverse componenti concorrono alla drammaturgia: vocalità, gesto, danza, ma anche le potenzialità delle nuove tecnologie digitali che agiscono sul piano uditivo, alterando le voci, e su quello visivo, distorcendo le figure in scena con l’uso sapiente dell’illuminotecnica. Suoni e luci rimandano in effetti all’opera di Bob Wilson, con cui Laskaridis ha lavorato, mentre il disordine, con tanti props a occupare lo spazio e una scenografia in bilico tra immaginazione e realtà domestica, fa ripensare ai set di Emma Dante. 

Particolarmente interessante l’uso del trucco e del costume, che da una parte sembra prendere le mosse dal mondo del cinema (si pensi a The Rocky Horror Picture Show di Jim Sharman, 1975, o a The Grinch di Ron Howard, 2000), dall’altra sembra anche ispirarsi al furry fandom, moda incentrata sugli animali antropomorfi che – sebbene di lunga memoria – risulta molto attuale nei più giovani. Lo stesso autore dichiara di subire influenze, anzitutto per questioni generazionali, dal mondo audiovisivo e cinematografico, in particolare dal recentemente scomparso David Linch. 


Un momento dello spettacolo 
© Pinelopi Gerasimou

Questa brillante commistione di stili e linguaggi – sebbene in seguito a un’analisi approfondita possa risultare più un furbo collage di ingredienti dal successo assicurato che il frutto di un’illuminata autorialità – risulta la ricetta vincente per un teatro al passo con i tempi, capace di riunire un’udienza eterogenea alla quale si offrono svariati livelli di lettura ma anche di offrire un intrattenimento puro e visivamente travolgente che non ha lo scopo, finalmente, di contrapporsi a un’eventuale retorica ma anzi di accompagnarla e di far fare pace a estetica e contenuto. 

Dopo la “catarsi”, è Laskaridis stesso a risvegliare gli spettatori dal sogno a cui hanno appena assistito. Tolta la maschera da lupo, con una corona di fiori e uno scheletro tra le braccia rivela, parafrasando le sue parole, che è stato un bello spettacolo in una vita estremamente difficile.



Cast & Credits



Un momento dello spettacolo 
©Pinelopi Gerasimou




Cast & credits

Titolo 
Lapis Lazuli
Autori 
Euripides Laskaridis. Alexandros Mistriotis, consulente di drammaturgia
Regia 
Euripides Laskaridis. Assistenti alla regia: Charikleia Patraki, Yannis Savouidakis.
Interpreti 
Angelos Alafogiannis
Maria Bregianni
Eftychia Stefanou
Euripides Laskaridis
Dimitris Matsoukas
Spyros Ntogas
Produzione 
Onassis Stegi, Polyplanity Productions, Yolanda Markopoulou, Vicky Stratak. Coproduzione: Théâtre de la Ville, Théâtre de Liège, Espoo Theatre Finland, Teatros del Canal, Teatro della Pergola Firenze, Festival Aperto/Fo
Scenografia 
Sotiris Melanos
Costumi 
Christos Delidimos, Alegia Papageorgiou
Suono 
Yorgos Stenos
Luci 
Stefanos Droussiotis
Musiche 
Giorgios Poulios