Favola contemporanea
Tra puppets, folclore e musical, il regista e
attore Euripides Laskaridis presenta al pubblico del teatro della
Pergola Lapis Lazuli, un viaggio in un universo altro in cui si
rievocano innumerevoli punti di riferimento della storia dello
spettacolo.
Autore teatrale greco, già dal nome predestinato a
percorrere certi tracciati, Laskaridis insieme alla sua compagnia OSMOSIS ha raggiunto
alcune tappe fondamentali nelle arti performative, da Aerowaves a una Pina
Bausch Fellowship fino a grandi palcoscenici internazionali, conoscendo prima –
attraverso i maestri –, e
raggiungendo poi – con una propria poetica – uno stile interdisciplinare che fa
della sua produzione artistico-spettacolare un concentrato di sperimentalismo e
insieme una grande attrattiva per il vasto pubblico.

Mettendo insieme elementi noti e ricorrenti nella
storia delle arti con un immaginario estremamente personale, Laskaridis
richiama in Lapis Lazuli il mondo delle favole, delle leggende e delle
tradizioni popolari: dalla contrapposizione tra bene (la fanciulla candida e
indifesa) e male (il licantropo) al messicano Dia de Los Muertos. I
personaggi portati sul palco, sebbene conosciuti, vengono trasfigurati in
chiave tragicomica, messi a nudo nelle loro più profonde sfaccettature, vittime
– a loro modo – delle psicosi del vivere contemporaneo.

Il regista, nei panni di un lupo mannaro sui generis, propone un ottimo lavoro di concertazione con gli altri membri del cast, mentre diverse componenti concorrono alla drammaturgia: vocalità, gesto, danza, ma anche le potenzialità delle nuove tecnologie digitali che agiscono sul piano uditivo, alterando le voci, e su quello visivo, distorcendo le figure in scena con l’uso sapiente dell’illuminotecnica. Suoni e luci rimandano in effetti all’opera di Bob Wilson, con cui Laskaridis ha lavorato, mentre il disordine, con tanti props a occupare lo spazio e una scenografia in bilico tra immaginazione e realtà domestica, fa ripensare ai set di Emma Dante.
Particolarmente interessante l’uso del trucco e del costume, che da una
parte sembra prendere le mosse dal mondo del cinema (si pensi a The Rocky
Horror Picture Show di Jim Sharman, 1975, o a The Grinch di Ron
Howard, 2000), dall’altra sembra anche ispirarsi al furry fandom,
moda incentrata sugli animali antropomorfi che – sebbene di lunga memoria –
risulta molto attuale nei più giovani. Lo stesso autore dichiara di subire
influenze, anzitutto per questioni generazionali, dal mondo audiovisivo e
cinematografico, in particolare dal recentemente scomparso David Linch.

Questa brillante commistione di stili e linguaggi – sebbene in seguito a un’analisi approfondita possa risultare più un furbo collage di ingredienti dal successo assicurato che il frutto di un’illuminata autorialità – risulta la ricetta vincente per un teatro al passo con i tempi, capace di riunire un’udienza eterogenea alla quale si offrono svariati livelli di lettura ma anche di offrire un intrattenimento puro e visivamente travolgente che non ha lo scopo, finalmente, di contrapporsi a un’eventuale retorica ma anzi di accompagnarla e di far fare pace a estetica e contenuto.
Dopo la “catarsi”, è Laskaridis stesso a risvegliare gli spettatori dal sogno a cui hanno appena assistito. Tolta la maschera da lupo, con una corona di fiori e uno scheletro tra le braccia rivela, parafrasando le sue parole, che è stato un bello spettacolo in una vita estremamente difficile.

Cast & credits
| Titolo
Lapis Lazuli |
|
| Autori
Euripides Laskaridis. Alexandros Mistriotis, consulente di drammaturgia |
|
| Regia
Euripides Laskaridis. Assistenti alla regia: Charikleia Patraki, Yannis Savouidakis. |
|
| Interpreti
Angelos Alafogiannis Maria Bregianni Eftychia Stefanou Euripides Laskaridis Dimitris Matsoukas Spyros Ntogas |
|
| Produzione
Onassis Stegi, Polyplanity Productions, Yolanda Markopoulou, Vicky Stratak. Coproduzione: Théâtre de la Ville, Théâtre de Liège, Espoo Theatre Finland, Teatros del Canal, Teatro della Pergola Firenze, Festival Aperto/Fo |
|
| Scenografia
Sotiris Melanos |
|
| Costumi
Christos Delidimos, Alegia Papageorgiou |
|
| Suono
Yorgos Stenos |
|
| Luci
Stefanos Droussiotis |
|
| Musiche
Giorgios Poulios |