La metamorfosi di una moglie saggia e prudente
Ritorna in scena dopo tanti anni di assenza La moglie saggia, un capolavoro di Carlo Goldoni che il commediografo scrisse nel 1752 per i comici del Teatro di Sant’Angelo, pensandolo per la primadonna Teodora Medebach, attrice in grado di coniugare i doppi registri della recitazione tragicomica. Il merito di questo prezioso recupero si deve al regista Giorgio Sangati, che ha realizzato un’attenta messinscena della pièce, sostenuto dal progetto produttivo internazionale del Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale e del Teatro Nazionale Croato di Fiume - HNK Rijeka.
L’azione ha inizio entro le pareti di una camera grigia e cupa, con alcune aperture laterali e al centro un grande tavolo rettangolare, un’ambientazione claustrofobica creata da Marco Rossi e Francesca Sgariboldi che rimane volutamente la medesima nel passaggio da un luogo all’altro. Qui Brighella e Arlecchino sono intenti a tracannare i resti del miglior vino; costoro, in preda ai fumi dell’alcol che li rende ebbri e offuscati – una condizione di stordimento che si propaga per il resto del racconto –, commentano i disordini che sconvolgono la vita dei loro padroni. Il conte Ottavio, stanco del matrimonio con Rosaura, figlia del mercante Pantalone, è travolto dalla passione per la marchesa Beatrice; i due amanti, entrambi nevrotici a causa del loro temperamento stizzoso, continuano a discutere aspramente e ad agire in modo sconsiderato.

La confusione familiare è accentuata dalla presenza di Lelio e Florindo, due cicisbei goffi e scrocconi che si spostano da un palazzo all’altro, intenti a fomentare le maldicenze e i litigi. Nell’altra casa Rosaura passeggia con in mano un libro, rifiutando i consigli di Corallina a opporsi al cattivo comportamento del marito. La donna, invece, non si scosta dallo stato di “moglie amorosa” neppure dopo le allusioni dei due stravaganti detrattori, che si sono auto-invitati per gustare una bottiglia di Canarie, e neanche per le rimostranze di Pantalone, che si dispera per averla sospinta a sposare un nobile.
La vicenda si sblocca dopoché Rosaura s’incontra con Beatrice, parlandole in amicizia, senza mai dichiararla sua rivale; anzi, rivolgendosi a lei come a una dama “virtuosa”, le chiede di farsi tramite con il conte perché rispetti i legami maritali. Il suo discorso mette in crisi la marchesa che dapprima s’affligge per il rimorso e poi si esalta furiosamente con propositi di vendetta.
In un testo disegnato sul temperamento degli interpreti, la regia di Sangati asseconda con sicurezza il gioco dei contrasti caratteriali, valorizzando la dimensione noir del lavoro, i sottili sussulti dell’eros, i motivi di una rabbia che si trasferisce dagli animi dei padroni all’atteggiamento dei servi. Anche il proposito truce di adoperare il veleno come ultima soluzione risulta un inoffensivo meccanismo da commedia. Emergono piuttosto i richiami alle incongruenze morali della società contemporanea, all’odierno confronto tragico tra coniugi, all’esasperazione della follia e della violenza tra le mura domestiche. È inevitabile che persino il trionfo della moglie saggia e prudente coincida con la chiusura dello spazio vitale dentro le sbarre di una gabbia per topi.

Camilla Semino Favro valorizza con abilità la complessa personalità di Rosaura, una borghese che subisce una vera metamorfosi e che si emancipa attraverso le letture fino a umiliare le pretese di un’aristocrazia ottusa e prepotente. Ivan Alovisio dona al conte Ottavio un’aspra disperazione che rasenta l’insania; la Beatrice di Olga Rossi è sviluppata con forza sulla linea della caparbietà di casta, fino all’inevitabile umiliazione. È interessante la figura di Pantalone reso da Giuseppe Nicodemo alla stregua di un padre piagnucoloso e di un mercante frustrato. Dimostrano una particolare bravura nel modulare i tratti variegati dei servitori Riccardo Gamba, un Brighella dubbioso e perplesso, Alberto Olinteo, che riveste Arlecchino di una paradossale malinconia, e la brava Aurora Cimino, che rende dinamica e appassionata la parte di Corallina. Esilaranti sono, infine, le caricature degli adulatori ostinati e indolenti affidate a Stefano Maria Iagulli (Lelio) e Andrea Tich (Florindo).
La moglie saggia

Cast & credits
| Titolo
La moglie saggia |
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| Anno
2025 |
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| Durata
2h 20m |
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| Data rappresentazione
14 febbraio 2025 |
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| Città rappresentazione
Venezia |
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| Luogo rappresentazione
Teatro Carlo Goldoni |
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| Titolo testo d'origine
La moglie saggia |
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| Adattamento
Giorgio Sangati |
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| Autori testo d'origine
Carlo Goldoni |
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| Regia
Giorgio Sangati |
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| Interpreti
Camilla Semino Favro (La contessa Rosaura) Ivan Alovisio (Il conte Ottavio) Olga Rossi (La marchesa Beatrice) Giuseppe Nicodemo (Pantalone de' Bisognosi) Riccardo Gamba (Brighella) Aurora Cimino (Corallina) Stefano Maria Iagulli (Lelio) Andrea Tich (Florindo) Alberto Olinteo (Arlecchino) |
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| Produzione
TSV Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale, Dramma Italiano - Teatro Nazionale Croato di Fiume - HNK Rijeka |
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| Scenografia
Marco Rossi, Francesca Sgariboldi |
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| Costumi
Manuela Paladin |
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| Suono
Giovanni Frison |
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| Luci
Dalibor Fugošić |
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| Musiche
Giovanni Frison |
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| Note
Assistente alla regia Sonia Soro Direttrice di scena Andrea Slama Soprattitoli e traduzione Dharma Dana Grubišić |