Drømmer / Kontinental '25 / Yunan
Drømmer
Le confessioni segrete della diciassettenne Johanne hanno l’effetto di un risveglio per la madre e la nonna. Lo shock per l’amore genuino che Johanne nutre per la sua insegnante passa in secondo piano davanti al talento naturale che l’adolescente dimostra nella scrittura. La forza dirompente dei dettagli intimi ed erotici innescano una riflessione sui desideri sopiti e le scelte di vita delle due donne adulte. Il papabile successo di un simile talento, per giunta queer (Am I queer just because I fell in love with Johanna?), è adombrato dai terribili dubbi in merito alla veridicità del racconto.

Proiezioni:
Mercoledì 19 Febbraio ore 15:15 – Berlinale Palast
Giovedì 20 Febbraio ore 18.45 – Uber Eats Music Hall
Venerdì 21 Febbraio ore 17:00 – Kino im Zeiss-Großplnetarium
Venerdì 21 Febbraio ore 21.00 – Haus der Berliner Festpiele
Domenica 23 Febbraio ore 12.30 - Haus der Berliner Festpiele
Johan Haugerud
Haugerud, romanziere, regista e bibliotecario norvegese, nonostante la breve esperienza nel lungometraggio, si lancia nella scrittura e direzione della trilogia Sex Dreams Love per cercare di una Oslo quotidiana, moderna e privata. Terzo appuntamento della trilogia, Drømmer (Dreams) fa il giro e torna a Berlino per la première dove un anno fa era stato presentato il primo capitolo Sex (2024). Haugerund si dimostra autore alla ricerca della più umana empatia, catturata con uno stile sobrio e realista (I belong, 2012), per dare risalto alle zone grigie che i costrutti sociali possono creare (Beware of Children, 2019). La placida Oslo di Haugerund è una sinfonia urbana che abbraccia i suoi abitanti e che da essi si fa comporre.
Kontinental ‘25
Cluj, Transilvania. Dopo essere stato allontanato dal suo rifugio che si trovava nella cantina di una casa, un senzatetto si suicida. Orsolya, l'ufficiale giudiziario che ha eseguito lo sfratto, è costretta a fare vari tentativi per affrontare i suoi sensi di colpa. Utilizzando un mix di dramma e commedia, temi diversi come la crisi degli alloggi, l'economia post-socialista, il nazionalismo e il potere del linguaggio nel mantenimento dello status sociale sono qui sezionati con un bisturi affilato e assurdo, in una narrazione cinematografica che suona in parte come un omaggio a Europa '51 di Rossellini - non da ultimo per la modestia dei mezzi utilizzati per questa produzione indipendente e a basso budget. Ma mentre nel film di Rossellini la crisi di coscienza di una donna la spinge a un'attività significativa, qui la protagonista che affronta il dilemma non riesce a trovare nessuno che la capisca e diventa sempre più disperata, alla ricerca di rassicurazioni e conferme esterne, in un modo che sarebbe facile da condannare se il relativismo morale di Orsolya non fosse un riflesso così scomodamente accurato di un malessere moderno da cui pochi di noi sono del tutto immuni.
Proiezioni:
Mercoledì 19 febbraio, ore 22:00, Berlinale Palast
Giovedì 20 febbraio, ore 9:30, Uber Eats Music Hall
Venerdì 21 febbraio, ore 12:15, Haus der Berliner Festspiele
Sabato 22 febbraio, ore 22:15, HKW 1 – Miriam Makeba Auditorium
Domenica 23 febbraio, ore 18:45, Uber Eats Music Hall

Una scena di Kontinental '25 © Raluca Munteanu
Radu Jude
Nato a Bucarest, in Romania, nel 1977. Dopo essersi laureato in cinema alla Media University della città, ha iniziato a lavorare come assistente alla regia prima di dirigere il suo primo cortometraggio nel 2006. Il suo primo lungometraggio, The Happiest Girl in the World, è stato proiettato al Forum e ha ricevuto l'attenzione di tutto il mondo. Con Aferim! ha vinto l'Orso d'argento per la miglior regia alla Berlinale del 2015. I suoi film Uppercase Print e The Exit of the Trainssono stati presentati in anteprima al Forum. Nel 2021 ha vinto l'Orso d'oro con Bad Luck Banging or Loony Porn e nel 2023 è stato membro della Giuria internazionale della Berlinale.
Yunan
Munir si reca su un'isola remota per riflettere su un'azione drastica. È perseguitato da una parabola criptica trasmessagli dalla madre. Nel silenzio del suo rifugio isolato, incontra l'enigmatica Valeska (Hanna Schygulla) e il suo rozzo ma leale figlio, Karl. Anche se le parole sono poche, alcuni semplici atti di gentilezza iniziano a sconfiggere la reciproca diffidenza. Il pesante fardello di Munir viene gradualmente alleggerito e il suo desiderio di vita si riaccende.
Proiezioni:
Mercoledì 19 febbraio, ore 18:30, Berlinale Palast
Giovedì 20 febbraio, ore 12:30, Uber Eats Music Hall
Giovedì 20 febbraio, ore 21:00, Sinema Transtopia
Giovedì 20 febbraio, ore 22:00, HKW 1 – Miriam Makeba Auditorium
Venerdì 21 febbraio, ore 18:00, Haus der Berliner Festspiele
Domenica 23 febbraio, ore 12:30, Zoo Palast 1

Ameer Fakher Eldin
Oggi residente in Germania, lo scrittore e regista è nato a Kiev, in Ucraina, nel 1991, da genitori siriani originari delle alture del Golan. Il suo primo lungometraggio The Stranger è stato presentato in anteprima alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia del 2021, dove ha vinto il Premio Edipo Re. Il film ha costituito la candidatura ufficiale palestinese agli Academy Awards e ha vinto il premio per il miglior film arabo e il premio Shadi Abd El Salam per il miglior film alla International Critics' Week Competition del Cairo International Film Festival.


Radu Jude

Ameer Fakher Eldin
Cast & credits - Kontinental '25
| Titolo
Berlinale 2025 (19/02) |
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| Sotto titolo
Kontinental '25 |
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| Origine
Romania |
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| Anno
2025 |
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| Durata
109 min. |
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| Data trasmissione
19 febbraio 2025 |
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| Città rappresentazione
Berlino |
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| Luogo rappresentazione
Berlinale Palast |
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| Prima rappresentazione
Prima mondiale |
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| Colore | |
| Regia
Radu Jude |
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| Interpreti
Eszter Tompa (Orsolya) Gabriel Spahiu (Ion) Adonis Tanța (Fred) Oana Mardare (Dorina) Șerban Pavlu (Priest Șerban) Annamária Biluska (Orsolya’s mother) Ilinca Manolache (Irina) |
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| Produttori
Alexandru Teodorescu, Rodrigo Teixeira; Produttore esecutivo: Ramona Grama |
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| Produzione
Saga Films |
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| Distribuzione
Luxbox |
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| Scenografia
Andreea Popa |
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| Sceneggiatura
Radu Jude |
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| Montaggio
Cătălin Cristuțiu |
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| Fotografia
Marius Panduru |
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| Suono
Cristian Ștefănescu |
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| Lingue disponibili
rumeno; ungherese, tedesco; sottotitoli: inglese, tedesco |
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| Note
Casting: Dan Ursu |
Cast & credits - Yunan
| Titolo
Berlinale 2025 (19/02) |
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| Sotto titolo
Yunan |
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| Origine
Germania, Canada, Italia, Palestina, Qatar, Arabia Saudita |
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| Anno
2025 |
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| Durata
124 min. |
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| Data trasmissione
19 febbraio |
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| Città rappresentazione
Berlino |
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| Luogo rappresentazione
Berlinale Palast |
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| Prima rappresentazione
Prima mondiale |
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| Colore | |
| Regia
Ameer Fakher Eldin |
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| Interpreti
Georges Khabbaz (Munir) Hanna Schygulla (Valeska) Ali Suliman (Shepard) Sibel Kekilli (Shepardess) Tom Wlaschiha (Karl) Nidal Al Achkar (Munir’s mother) |
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| Produttori
Dorothe Beinemeier, Catherine Chagnon, Marco Valerio Fusco, Micaela Fusco, Tony Copti, Jiries Copti; produttori esecutivi: Maher Diab, Alaa Karkouti, Paola Corvino; co-produttori: Alaa Alasad, Hind Anabtawi |
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| Produzione
Red Balloon Film, Microclimat Films, Intramovies; co-produttori: Fresco Films, Metafora Productions, Tabi360 |
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| Distribuzione
Intramovies, Mad Distribution (MENA Sales) |
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| Scenografia
Marie-Luise Balzer |
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| Sceneggiatura
Ameer Fakher Eldin |
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| Montaggio
Ameer Fakher Eldin |
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| Fotografia
Ronald Plante |
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| Suono
Markus Stemler, Song Kuen-Il |
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| Lingue disponibili
tedesco, arabo; sottotitoli: inglese, tedesco |
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| Note
Casting: Dan Ursu |
Cast & credits - Drømmer
| Titolo
Berlinale 2025 (19/02) |
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| Sotto titolo
Drømmer |
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| Origine
Norvegia |
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| Anno
2025 |
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| Durata
110 min |
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| Città rappresentazione
Berlino |
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| Luogo rappresentazione
Berlinale Palast |
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| Prima rappresentazione
19 Febbraio 2025 |
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| Evento
75º Internationale Filmfestpiele Berlin |
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| Colore | |
| Soggetto
Dag Johan Haugerud |
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| Regia
Dag Johan Haugerud |
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| Interpreti
Ella Øverbye (Johanne) Selome Emnetu (Johanna) Ane Dahl Torp (Kristin) Anne Marit Jacobsen (Karin) |
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| Produttori
Yngve Sæther, Hege Hauff Hvattum |
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| Produzione
Motlys, Oslo, Norway |
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| Distribuzione
m-appeal |
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| Montaggio
Jens Christian Fodstad |
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| Fotografia
Cecilie Semec |
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| Suono
Gisle Tveito, Yvonne Stenberg |
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| Musiche
Anna Berg |
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| Note
Casting: Dan Ursu |