Seduzione e trasgressione a tempi di valzer

di Gabriella Gori

Data di pubblicazione su web 14/01/2025

Il pipistrello


È delizioso Il pipistrello di Roland Petit e a dispetto dei suoi anni continua ad affascinarci con le atmosfere della Belle époque e con la storia di un amore borghese che, tra seduzione e trasgressione, rinasce e rientra nei ranghi della rispettabilità. Creato per il Balletto di Marsiglia nel 1979 e ispirato all’operetta Die Fledermaus di Johann Strauss figlio, questo balletto all’epoca fu interpretato dagli straordinari Zizi Jeanmaire, Denis Ganio e Luigi Bonino che tuttora costituiscono un’imprescindibile pietra di paragone per chi si esibisce in questa geniale trasposizione del coreografo francese di cui nel 2024 è ricorso il centenario della nascita. 

Erede dei Balletti Russi di Diaghilev e fondatore dei Ballets de Marseille, Petit ha fatto la storia della danza del secondo Novecento con capolavori come Le Jeune homme, Arlesienne, Notre dame de Paris, Proust ou le intermittences du coeur, La dame de pique, Carmen. Il Teatro dell’Opera di Roma lo omaggia con la ripresa de Il pipistrello – la precedente messinscena risale al dicembre 2016 – ad opera del Corpo di Ballo guidato da Eleonora Abbagnato e dell’Orchestra del Costanzi diretta da Alessandro Cadario. La storia in due atti è presto detta: Bella di nome e di fatto è un angelo del focolare con ben cinque figli, due femmine e tre maschi, e ama il prestante e fedifrago marito Johann che non mostra più interesse per lei. Per sfuggire a un matrimonio privo di stimoli, l’uomo di notte si trasforma in pipistrello e con le ali vola via in cerca di emozioni extraconiugali. Frustrata e disperata per queste scappatelle alate, Bella si confida con il giovane amico di famiglia Ulrich il quale, esperto nell’arte della seduzione, le regala un paio di forbici e le promette di insegnarle il modo di riconquistare il marito. 


Un momento dello spettacolo
© Fabrizio Sansoni

Inizia così una lectio magistralis di Ulrich che trasforma Bella in una donna sicura e seducente pronta a giocare la sua “partita”. Senza indugi la donna segue di nascosto il marito in un locale notturno dove l’uomo si gode le avances di disponibili cocottes quando, inaspettatamente, è attratto da una femme fatale che lui non riconosce essere in realtà Bella. La moglie, sotto mentite spoglie e consigliata da Ulrich, appare e scompare suscitando in Johann un tale desiderio da rindossare le ali e volare sul tetto della carrozza che, guidata dall’amico, porta via la misteriosa sconosciuta. Il piano seduttivo continua al ballo mascherato del secondo atto e qui Bella, vestita da zingara, diventa audace e pericolosa. Il marito la vuole a tutti i costi e le sue intemperanze scatenano il parapiglia tra i presenti e portano all’intervento dei gendarmi. Le danze riprendono ma il frastornato e incredulo Johann è arrestato. In guardina arriva la zingara che ottiene dal commissario la liberazione del prigioniero e tra i due “sconosciuti” scoppia la passione. A quel punto Ulrich, che non ha mai smesso di seguire le fasi di questa capitolazione maschile, dà a Bella le forbici con le quali lei senza esitazione taglia le ali. L’incantesimo è rotto e il pipistrello torna ad essere un marito innamorato che accetta di indossare le pantofole dategli dalla consorte.

In questa riconquista Roland Petit assegna alla donna la carta vincente. È lei che, moglie devota all’inizio, non ha paura di trasformarsi per amore in una femmina ammaliatrice accettando i trasgressivi suggerimenti di Ulrich, e con savoir faire riconduce a sé il marito infedele. Non c’è bisogno di volare via in cerca di chissà cosa o chissà chi, quello che lui vuole lo avrà da lei tra le sue braccia. Le pantofole, rifiutate all’inizio e indossate alla fine, metaforicamente alludono al potere che la trasgressione esercita sui due coniugi e sul loro desiderio di ritrovarsi. E Ulrich, artefice di questa ritrovata unione, somma in sé il mito classico del preceptor amoris di ovidiana memoria, che svela a Bella i trucchi dell’ars amatoria, e il mito moderno di un novello Pigmalione che, in una commessa con se stesso, la trasforma in una maliarda. Il valzer che chiude il balletto, richiamandosi al fugace prologo, è un inno alla joie de vivre e all’amore che, come il valzer, trascina le coppie in un vortice di voluttà a cui soccombe anche il matrimonio più borghese e tradizionalista, trovando nuova linfa per continuare ad esistere e resistere. In buona sostanza si può essere maledettamente borghesi ma non imborghesiti a tal punto da non saper ritrovare il piacere della seduzione tra marito e moglie. 



Un momento dello spettacolo
© Fabrizio Sansoni

Roland Petit costruisce Il pipistrello tenendo ben presente il genere del balletto d’azione di tradizione ottocentesca in cui la coreografia si compone di scene corali, variazioni solistiche e passi a due, scene pantomimiche ma le impregna di spumeggiante humor e bon ton parigino. Il linguaggio attinge al vocabolario della danza accademica mentre lo stile si ispira alla modalità espressiva del music-hall in un geniale accostamento che stempera il rigore della danse d’ècole e nobilita le ammiccanti movenze del varietà. L’ambientazione alto borghese delle raffinate scene di Jean-Michel Wilmotte, le luci calde e soffuse di Jean-Michel Désiré e i preziosi costumi di Luisa Spinatelli fanno il resto. 

Rimontato da Luigi Bonino, già interprete di Ulrich e maestro ripetitore del repertorio di Roland Petit, Il pipistrello si avvale di interpreti di indubbia bravura a cominciare dalla Prima ballerina Marianna Suriano che mostra doti di una vera “danzattrice”.  All’inizio del primo atto, in un lungo e castigato abito, è perfetta nell’occuparsi della casa e dei figli durante la cena e nel risvegliare senza successo l’interesse del marito con pudiche moine. È conturbante quando esce dal paravento in un mini tutù nero per recarsi nel locale notturno; è irresistibile quando ne indossa un altro rosso della zingara nella festa in maschera e infine è incantevole quando in tuta bianca si abbandona al marito libero dalle sbarre. Tre colori simbolici esaltati dal preziosismo della tecnica accademica che Marianna Suriano mette in campo nei ripetuti retirés, nei guizzanti pas de bourées, nei veloci déboulés, negli scattanti échappès, nelle smaglianti petites batteries, fino a stupirci con le stupende e aggraziate linee nel bellissimo pas de deux del secondo atto con Johann. Un duetto emozionante e modernamente classico, esaltato dalla potente voce del tenore Nicola Straniero. 


Un momento dello spettacolo
© Fabrizio Sansoni

Quanto al marito il solista Mattia Tortora ne fa un perfetto viveur in setosi abiti antracite; a lui non sono richieste doti di attore quanto quelle di ballerino puro. Con sfrontata nonchalance sciorina entrechats, jetès, révoltades, double tours en l’air, glissade, ampi manèges in uno sfavillio continuo che strabilia. Antonello Mastrangelo del Corpo di Ballo, non nuovo a prese di ruolo di Solista e Primo ballerino, è un Ulrich pieno di charme; precisa e puntuale è la sua esibizione sia dal punto di vista tecnico che interpretativo.  


Un momento dello spettacolo
© Fabrizio Sansoni

Degno di nota è il Corpo di Ballo negli esembles del cabaret tra camerieri, avventori e avventrici e nella festa da ballo in cui ampi e vorticosi valzer viennesi sono “profanati” dalle moderne prese dei ballerini che sollevano a oltre 90° le gambe delle ballerine in pose irriverenti eppure splendidamente “valzerate”. Da ricordare i figli di Bella e Johann impersonati dagli allievi della Scuola di Ballo dell’Opera e la simpatica nutrice di Cristina Mirigliano che completano il cast di un balletto capolavoro ancora vivo e vegeto e sommerso sempre dagli applausi del pubblico.


Il pipistrello

Cast & Credits



© Fabrizio Sansoni

Un momento dello spettacolo visto al Teatro dell'Opera di Roma il 4 gennaio 2025

Cast & credits

Titolo 
Il pipistrello
Data rappresentazione 
4 gennaio 2025
Città rappresentazione 
Roma
Luogo rappresentazione 
Teatro dell'Opera
Prima rappresentazione 
Balletto di Marsiglia, 1979
Interpreti 
Rebecca Bianchi (Bella)
Marianna Surano (Bella)
Michele Satriano (Johann)
Mattia Tortora (Johann)
Alessio Rezza (Ulrich)
Antonello Mastrangelo (Ulrich)
Scenografia 
Jean-Michel Wilmotte
Costumi 
Luisa Spinatelli
Coreografia 
Roland Petit
Corpo di ballo 
Allievi della Scuola di Danza del Teatro dell'Opera di Roma
Luci 
Jean-Michel Désiré
Musiche 
Johann Strauss Jr