Per colpa d’un cappello e d’un cavallo
Nel dopoguerra impegnativo e speranzoso tanti artisti attingevano al soggetto ideale per nuove creazioni dai temi del neorealismo. Il musicista Nino Rota trovava invece nel meccanismo preciso ed esilarante di un vaudeville famoso lo spunto alla sua opera lirica, intesa come divertimento intelligente e sfida all’avanguardia, mediante sentimenti e poetiche d’epoca lontana. Un recupero e un balzo nel futuro, in una forma che avrebbe rivelato – con perplessità immancabili all’epoca – originalità, sensibilità e grande maestria compositiva.
Sulla scena del Teatro Carlo Felice, la ripresa
d’un allestimento del 2007 costituisce una prestazione del tutto rinnovata, per
funzionalità di ritmi e di trovate gradevoli ed efficaci. Damiano
Michieletto, grazie a complicità ben scelte, riorganizza il congegno
scenico e l’andamento drammaturgico che gli autori – figlio e madre, per il
libretto – avevano creato nel 1945 con grazia e passione. La prima del 1955
consacrava la novità godibile per struttura e materia musicale quale opera buffa
contemporanea, la cui «premessa tradizionale è l’opera del Settecento e
dell’Ottocento che Rota rilegge e reinterpreta con uno sguardo nuovo e
luminoso. […] La caratterizzazione quasi stereotipata dei personaggi viene
sfruttata dal compositore per un affresco gioioso e ironico della storia
dell’opera» (L. Gelpi, Programma di sala).

La scenografia di Paolo Fantin usa la piattaforma rotante per far progredire l’azione così dinamicamente fedele all’originale di Eugène Labiche e Marc-Michel, Un chapeau de paille d’Italie (1851). Nel dispositivo girevole (adottato anche dall’allestimento della Scala a settembre) le numerose porte sono varchi per gli inseguimenti, occultamenti e fughe di personaggi trascinati in moto perpetuo ossessivo, consono al ritornello «Tutta Parigi noi giriam! Lieti e felici siam!» (atto I - sc. IX). L’idea guida della “folle giornata” mozartiana, segue un’estetica nella quale «non c’è nessun realismo, non c’è epoca o spazio definito» (Note di regia, p. 91).
Altra cifra visuale della rappresentazione è la
luminosità che rincorre lo scioglimento faticosamente rinviato, cui fa
eccezione il temporale, occasione corrusca di fervide varianti tonali. Lo
spazio s’accorda alle geometrie semplici e nette delle scene. Nei costumi di Silvia
Aymonino fogge e colori risaltano nella moderna nitida fantasia dei
protagonisti e delle comparse. Dal bianco della sposina Elena al rosaviola
della Baronessa, da Madame Anaide alla Modista, il femminile ha la sua
sublimazione pittorica variegata che si fa motore energico della commedia
d’equivoci e intrighi in un carosello rutilante e chiassoso. La coralità è sostanziale
nel corteo degli invitati, nel plotone militare, nel popolo del quartiere che, nelle
varianti di registro sempre piene, s’esprime sotto la direzione di Claudio
Marino Moretti in versatile continuità.

La “recita” imbandita da Michieletto è rappresentazione davvero incalzante e comicamente aggressiva, alla quale contribuiscono gli interpreti con ironia, parodia misurata, verve d’improvvisazione. Ancora è rilevante la cura d’ogni personaggio nella coerenza di canto e gesto. Eccellente anche il sostegno orchestrale, puntuale in ogni intervento canoro. La bacchetta di Giampaolo Bisanti, lucida o commossa nelle ouvertures e negli intermezzi (atti II e IV), è molto attenta alle voci, spiegate o soffuse, dialoganti o accordate, secondo “numeri” e “arie” fedeli a una convenzione giocata abilmente lungo l’intera partitura. Le prestazioni d’alto valore personale sono così misurabili fra esperienza e freschezza d’approccio interpretativo. Nelle nozze annunciate e rocambolescamente rinviate si rivela una coppia pateticamente confusa, eppure nell’ingenuità vivace.

Un cappello di paglia di Firenze

Cast & credits
| Titolo
Un cappello di paglia di Firenze |
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| Origine
Italia |
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| Anno
2024 |
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| Durata
2 ore e 15 con intervallo |
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| Data rappresentazione
15 dicembre 2024 |
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| Città rappresentazione
Genova |
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| Luogo rappresentazione
Teatro Carlo Felice |
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| Prima rappresentazione
13 dicembre 2024 |
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| Libretto
Nino Rota e Ernesta Rinaldi |
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| Regia
Damiano Michieletto |
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| Interpreti
Marco Ciamponi (Fadinard) Nicola Ulivieri (Nonancourt) Paolo Bordogna (Beaupertuis, Emilio) Didier Pieri (Zio Vezinet) Gianluca Moro (Felice) Blagoj Nacoski (Achille di Rosalba, Guardia) Franco Rios Castro (Caporale delle guardie) Benedetta Torre (Elena) Giulia Bolcato (Anaide) Marika Colasanto (Modista) Sonia Ganassi (Baronessa di Champigny) Federico Mazzucco (Minardi) |
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| Produzione
Teatro Carlo Felice, Genova. Collaborazione con Opéra Royal de Wallonie-Liège |
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| Scenografia
Paolo Fantin |
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| Costumi
Silvia Aymonimo |
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| Luci
Luciano Novelli |
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| Orchestra
Orchestra del Carlo Felice |
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| Direzione d'orchestra
Giampaolo Bisanti |
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| Coro
Coro del Carlo Felice |
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| Maestro del coro
Claudio Marino Moretti |