Un dittico sui generis
La programmazione lirica del 2024 al Teatro del Maggio si conclude con un dittico comico sui generis composto dall’opera buffa Mavra di Igor Straviskij e da Gianni Schicchi di Giacomo Puccini, con cui, peraltro, si chiudono le celebrazioni per il centenario dalla morte del grande compositore lucchese. La direzione dell’Orchestra del Maggio è affidata alla sicura bacchetta di Francesco Lanzillotta, mentre regia, scene e costumi, di entrambi gli allestimenti, all’estro di Denis Krief, che recupera quasi in toto il lavoro già fatto per il Trittico pucciniano del 2019.
All’apertura del sipario ci troviamo davanti a una scenografia minimale, nel pieno stile di Krief, sapientemente riadattata per Mavra. Tre alti pannelli lignei forati tratteggiano sul fondo una scena “di città” per la quale, se non fossero evidenti le necessità economiche di un recupero della scenografia per i due allestimenti, avrebbe quasi ricordato certi sfondi costruttivisti dei manifesti di propaganda sovietica. Questo sfondo atemporale è però animato dal protagonista indiscusso dell’impianto scenografico: uno schermo in cui viene proiettato il film muto del 1913 Domik v Kolomne diretto da Pëtr Čardynin, basato sull’omonimo racconto di Aleksandr Puškin dal quale Boris Kochno ricava il libretto di Mavra. Le immagini che scorrono sullo schermo creano un bel contrappunto coi colori e la recitazione dalla forte corporeità voluta da Krief per questo allestimento.

L’intero cast mostra la capacità di ben caratterizzare sia vocalmente che scenicamente i pochi personaggi che abitano l’intreccio. Il personaggio di Parasha è un susseguirsi di slanci vocali brillanti e luminosi, dominati con maestria dall’interprete Julia Muzychenko. Il giovane tenore Iván Ayón Rivas presta all’ussaro Vassilij una certa energia latina che diverte assolutamente e conquista il pubblico del Maggio. Kseniia Nikolaieva, nei panni della madre di Parasha, consegna una recitazione efficace e giustamente sopra le righe, a discapito di un controllo vocale che, soprattutto su certi passaggi nel registro grave, avrebbe forse giovato alla resa generale. La Vicina, interpretata da Aleksandra Meteleva, riesce invece a gestire meglio la resa del suo registro vocale da mezzosoprano nella recitazione concitata delle scene corali.

Se la scenografia di Mavra si connotava per uno “svuotamento” scenico all’insegna del minimale, quella per Gianni Schicchi si arricchisce di oggetti praticabili (molte sedie, candele, una scrivania e una libreria ricca di volumi) che vengono largamente impiegati dai personaggi nel corso dell’opera, visibilmente più a loro agio in questo secondo allestimento. Rimangono i pannelli lignei forati, che cambiano però di funzione: non più sfondo atemporale ma quasi un “ostacolo domestico” alla «Splendida Firenze» dal «cielo divino». Con meno direzione è invece la scelta dei costumi, che sono cronologicamente vaghi e non aggiungono nulla all’allestimento complessivo. Come anche i brevi accenni di passi di danza disseminati qua e là, unica macchia forse di una regia ben congegnata e caratterizzata da alcune trovate comiche di pregio, che diverte e scorre fluida.

Alla gradevole impronta scenica si accompagna la riuscita generale dell’allestimento sul piano vocale, con spiccati apprezzamenti per i diversi interpreti. Julia Muzychenko rinnova, e forse supera, con Lauretta la giocosa freschezza che aveva donato a Parasha, senza però far perdere la tridimensionalità di un personaggio che sa come far breccia nel cuore del suo «babbino caro»; esecuzione, peraltro, che le è valsa uno scroscio di applausi. Sempre di alto livello si riconferma l’interpretazione di Rivas, anche se appare leggermente più carente sul piano vocale il suo Rinuccio rispetto all’ussaro Vassilij. Roberto del Candia è un Gianni Schicchi impeccabile. Oltre alla perfetta dizione riesce, dal momento della sua entrata in scena, a trascinare con sé tutto il cast e a conquistare il pubblico che lo ricompensa di generosi applausi.


Cast & credits
| Titolo
Dittico Mavra / Gianni Schicchi |
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| Anno
2024 |
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| Data rappresentazione
22 dicembre 2024 |
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| Città rappresentazione
Firenze |
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| Luogo rappresentazione
Teatro del Maggio Musicale Fiorentino |
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| Prima rappresentazione
15 dicembre |
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| Regia
Denis Krief |
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| Interpreti
Julia Muzychenko (Parasha / Lauretta) Kseniia Nikolaieva ( La madre) Ivàn Ayòn Rivas (L'ussaro / Rinuccio) Roberto De Candia (Gianni Schicchi) Valentina Pernozzoli (Zita) Hou Yaozhou (Gherardo) Nikoletta Hertsak (Nella) Gonzalo Godoy Sepùlveda (Betto di Signa) Adriano Gramigni (Simone) Aleksandra Meteleva (La vicina / La Ciesca) Davide Sodini (Maestro Spinelloccio / Messer Amantio di Nicolao) Huigang Liu (Pinellino) Michele Gianquinto (Guccio) |
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| Scenografia
Denis Krief |
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| Costumi
Denis Krief |
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| Movimenti scenici
Denis Krief |
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| Luci
Denis Krief |
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| Direzione d'orchestra
Francesco Lanzillotta |