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Volti, voci, vite quotidiane

di Benedetta Colasanti
  A te e famiglia - Storia di un'esperienza educativa
Data di pubblicazione su web 13/06/2024  

Dopo l'esperienza laboratoriale con i migranti, scintilla per la creazione di Stay Hungry Indagine di un affamato (2018) dal forte impatto emotivo e con il merito di mostrare un ampio panorama che supera ogni superficialità, Angelo Campolo prosegue il proprio viaggio nell'ambito di realtà complesse che meritano un'attenzione e una cura non banali. A te e famiglia Storia di un'esperienza educativa (2023) nasce dal progetto “Liberi di Scegliere”, realizzato in collaborazione con il giudice Roberto Di Bella (Tribunale per i minori di Catania) e insignito dei premi “Per Chi Crea Live e promozione nazionale SIAE” e “L'Italia dei visionari”. Lo spettacolo va in scena a Firenze nell'ambito non casuale della quarta edizione di “School For Future” a cura di Murmuris, presso l'ITT Marco Polo e davanti a un pubblico eterogeneo che comprende anche gli studenti della scuola secondaria di secondo grado. 

Quando la criminalità minorile e, di conseguenza, il riformatorio diventano dati di fatto, una scelta rimane: condannare o rieducare. A te e famiglia è la storia di un gruppo di giovani di Catania che si cimenta in un laboratorio teatrale guidato dallo stesso Campolo nell'obiettivo più ampio di concedere loro una luce per il futuro. Ognuno di quei ragazzi porta sulle spalle il peso di una storia personale ma ora si trova a condividere quello stesso peso con i compagni, in un luogo che non li giudica per quello che hanno fatto ma per quello che dimostrano di essere o di poter essere. Generalizzando, un minorenne che commette un crimine spesso è portato a delinquere non tanto per propria volontà ma soprattutto a causa del contesto in cui vive. Giusto o sbagliato, è così che va fatto; e per spiegare questa sorta di inconsapevolezza basti ricordare (o ascoltare) il podcast Sangue Loro Il ragazzo mandato a uccidere di Pablo Trincia.

Un momento dello spettacolo
Un momento dello spettacolo

Campolo, attore, regista e autore messinese formatosi al Piccolo Teatro di Milano, ha lavorato per importanti produzioni teatrali e cinematografiche ed è risultato vincitore di diversi premi; dal 2015, parallelamente al mondo delle scritture, intraprende un percorso di formazione presso l'Università Bicocca e si dedica in prima persona a progetti di interesse sociale. Queste esperienze per tanti versi estenuanti e demoralizzanti diventano linfa vitale per la sua arguta autorialità.

A te e famiglia non delude; raccontando una storia singolare ma che in fondo appartiene a tutti, arriva dritto al cuore del pubblico, stimolando una forte empatia e scalfendo ogni pregiudizio senza mai cadere nel luogo comune. Campolo non rinuncia comunque a una solida tecnica di recitazione che cela con facilità (almeno in apparenza) tra le righe del suo racconto. La naturalezza dei gesti, l'uso della cadenza siciliana, l'espressione di emozioni forti come la rabbia rendono la sua storia palpabile, popolata di volti e voci nonostante Campolo sia solo in scena: Antonino, Elena, i protagonisti diventano i ragazzi della nostra vita quotidiana, i nostri studenti, i nostri vicini di casa, i nostri figli, i nostri ex compagni di liceo.

Intanto nel cortile dell'ITT Marco Polo risuonano oltre alle parole dell'attore-autore le note di Giorgia Pietribiasi, giovane cantautrice che, con voce e chitarra acustica, impreziosisce l'altrettanto giovane testimonianza di Campolo un po' come le canzoni predilette accompagnano, generazione dopo generazione, la vita quotidiana degli adolescenti. L'autore, a propria volta non più adolescente, orbita strenuamente attorno a quel mondo cogliendone con palpabile maestria le più lievi e vibratili sfumature.




A te e famiglia - Storia di un'esperienza educativa
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