Il trionfo della musica nel nome di Orfeo
L'opera è ora andata in scena al Teatro La Fenice di Venezia in una veste davvero esemplare, affidandosi all'accurata direzione musicale di Ottavio Dantone e alla genialità creativa di Pier Luigi Pizzi, che firma la regia, le scene e i costumi, con la valida collaborazione di Massimo Gasparon (light designer) e di Massimo Berriel (movimenti coreografici). L'esecuzione veneziana è caratterizzata dalla centralità dell'orchestra e del coro, fattori che evidenziano l'importanza della vocalità e la struttura drammaturgica. Conta anche la scelta di affidare il ruolo di protagonista a un mezzosoprano, evitando di sovrapporre così la relazione timbrica con le altre due parti da soprano; nello stesso tempo sul palcoscenico si muove un gruppo di strumentisti che fanno da cornice mimica al dramma di Orfeo.

Una scena dello spettacolo

Una scena dello spettacolo
La delicatezza esecutiva e visiva dell'opera è accentuata dalla ottima prova delle cantanti. Cecilia Molinari nel ruolo principale offre un'interpretazione essenziale; è intensa e scrupolosa nel modulare le tessiture vocali secondo gli stati d'animo, dal dolore intenso alla ribellione verso il destino, dalla sfida canora contro i demoni fino all'angoscia interiore nella splendida aria «Che farò senza Euridice!». Mary Bevan dona a Euridice un crescente pathos che la vede smarrita e, poi, angustiata dal rifiuto di uno sguardo da parte di Orfeo. Silvia Frigato dona al personaggio di Amore la limpidezza di una voce che collega il modo degli uomini alla zona divina. Un ruolo di rilievo ha il coro, diretto da Alfonso Caiani, che richiama la centralità delle tragedie classiche.
Orfeo ed Euridice

Una scena dello spettacolo visto al Teatro La Fenice
Cast & credits
| Titolo
Orfeo ed Euridice |
|
| Anno
2023 |
|
| Data rappresentazione
28 aprile 2023 |
|
| Città rappresentazione
Venezia |
|
| Luogo rappresentazione
Teatro La Fenice |
|
| Prima rappresentazione
Vienna, Burgtheater, 5 ottobre 1762 |
|
| Libretto
Ranieri de' Calzabigi |
|
| Regia
Pier Luigi Pizzi |
|
| Interpreti
Cecilia Molinari (Orfeo) Mary Bevan (Euridice) Silvia Frigato (Amore) |
|
| Scenografia
Pier Luigi Pizzi |
|
| Costumi
Pier Luigi Pizzi |
|
| Coreografia
Marco Berriel |
|
| Luci
Massimo Gasparon |
|
| Musiche
Christoph Willibald Gluck |
|
| Orchestra
ORchestra del Teatro La Fenice |
|
| Direzione d'orchestra
Ottavio Dantone |
|
| Coro
Coro del Teatro La Fenice di Venezia |
|
| Maestro del coro
Alfonso Caiani |
|
| Note
Musici mimi: Asolo Musica |
Trama
In un bosco di allori e cipressi Orfeo assiste tristemente alla sepoltura di Euridice, accompagnato da un coro di ninfe e pastori. Dopo aver chiamato a gran voce la propria sposa, il cantore sfida le divinità, dicendosi disposto a recarsi nellAverno per riprendersi lamata che gli è stata strappata. Giunge Amore, che gli annuncia come Giove abbia avuto pietà del suo dolore: gli permetterà di varcare le soglie del regno dei morti per riportare in vita Euridice in vita, a condizione di non rivolgere lo sguardo verso di lei fino alluscita, altrimenti la perderà per sempre. Sebbene sia tormentato dallincertezza Orfeo accetta di compiere limpresa (Atto I).
Giunto in un luogo «orrido e cavernoso di là dal fiume Cocito», Orfeo contrappone al diniego delle furie e degli spettri infernali, il suo canto pietoso, riuscendo così a varcare le porte proibite. Il poeta si ritrova in un paesaggio ameno, dove giacciono in pace eroi ed eroine, ma egli si mostra impaziente di ritrovare la sua amata. Subito dopo un coro di donne conduce Euridice al cospetto di Orfeo, che senza guardarla in volto la prende per mano per condurla via con sé (Atto II).
Giunti in una grotta in forma di labirinto, Euridice, dopo il primo momento di felicità, comincia a chiedersi perché Orfeo, dopo averla liberata dalla morte, non si fermi nemmeno un istante a contemplare il suo volto. Notando la sua reticenza, la giovane donna si addolora sempre di più. Orfeo tace, ma quando i lamenti della sposa si mutano in parole crudeli, si gira a guardarla. In quel momento Euridice muore per la seconda volta e Orfeo è risoluto a togliersi la vita per accompagnarla nei campi elisi. Sopraggiunge Amore che rasserena Orfeo dicendogli che Euridice risorgerà ancora una volta; i due amanti, finalmente riuniti, sabbracciano. Presso un «magnifico tempio dedicato ad Amore», Orfeo, Euridice, Amore e il coro innalzano un inno: «Trionfi Amore, / e il mondo intiero / serva allimpero / della beltà» (Atto III).